Duecentoquindicesima puntata della trasmissione Pangea Grandangolo, la
rassegna stampa internazionale di Byoblu, andata in onda sul canale tv
Byoblu il 05/12/2025. Di fronte alla dominante narrazione politico-mediatica
che fa apparire la Russia bellicista e aggressiva - mentre USA, NATO, UE e
Ucraina vogliono porre fine alla guerra -
riproponiamo alcuni brani tratti da puntate degli ultimi anni con le
prove inoppugnabili, cancellate dai "grandi media", che la realtà è
esattamente l'opposto di quella da loro rappresentata. Dal 1991, l'anno in cui l'Ucraina diviene repubblica indipendente dopo lo
scioglimento dell'URSS, la NATO tesse una rete di legami all'interno delle
forze armate ucraine. Contemporaneamente, attraverso la CIA e altri servizi
segreti, vengono reclutati, finanziati, addestrati e armati militanti
neonazisti. Una documentazione fotografica mostra giovani militanti
neonazisti ucraini di UNO-UNSO addestrati nel 2006 in Estonia da istruttori
NATO, che insegnano loro tecniche di combattimento urbano ed uso di
esplosivi per sabotaggi e attentati. È la struttura paramilitare neonazista
che entra in azione il 20 febbraio 2014 in piazza Maidan a Kiev, nel corso
di una manifestazione politica in cui si confrontano fautori e oppositori
dell'adesione dell'Ucraina alla UE. Mentre gruppi armati e organizzati danno
l'assalto ai palazzi di governo, "ignoti" cecchini (risultati poi tiratori
scelti reclutati in Georgia) sparano con gli stessi fucili di precisione sia
sui dimostranti che sui poliziotti, provocando decine di morti. Nello stesso
giorno, il Segretario Generale della NATO si rivolge con tono di comando
alle forze armate ucraine, avvertendole di "restare neutrali", pena "gravi
conseguenze negative per le nostre relazioni". Abbandonato dai vertici delle
forze armate e da gran parte dell'apparato governativo, il presidente
Yanukovych è costretto alla fuga. Al putsch segue l'immediato attacco ai
russi di Ucraina e agli ucraini amici della Russia. È un'ondata di terrore,
organizzata con una precisa regia: sedi del Partito Comunista di Ucraina e
di altri movimenti politici devastate, dirigenti linciati, giornalisti
seviziati e assassinati; attivisti bruciati vivi nella Camera del Lavoro di
Odessa; inermi abitanti dell'Ucraina Orientale di origine russa massacrati a
Mariupol, bombardati col fosforo bianco a Slaviansk, Lugansk, Donetsk. Di
fronte all'offensiva contro i russi di Ucraina, il Consiglio supremo della
Repubblica di Crimea – territorio russo passato all'Ucraina in periodo
sovietico nel 1954 – vota la secessione da Kiev e la richiesta di
riannessione alla Federazione Russa. La decisione viene confermata con il
97% dei voti favorevoli da un referendum popolare. Il 18 marzo 2014 il
presidente Putin firma il trattato di adesione della Crimea alla Federazione
Russa con lo status di repubblica autonoma. Mentre nel Donbass le
autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, abitate da
popolazioni russe, resistono agli attacchi di Kiev che provocano 14 mila
morti, la roadmap per la cooperazione tecnico-militare NATO-Ucraina, firmata
nel 2015, integra a tutti gli effetti le forze armate e l'industria bellica
di Kiev in quelle dell'Alleanza a guida USA. Le formazioni neonaziste
vengono incorporate nella Guardia Nazionale, addestrata da centinaia di
istruttori USA della 173a Brigata Aviotrasportata, trasferiti da Vicenza in
Ucraina, affiancati da altri della NATO.
L'Ucraina diviene il vivaio del rinascente nazismo nel cuore
dell'Europa, vi arrivano neonazisti da tutta Europa (Italia compresa) e dagli USA,
reclutati soprattutto da Pravy Sektor e dal battaglione Azov, la cui
impronta nazista è rappresentata dall'emblema ricalcato da quello delle SS
Das Reich. Allo stesso tempo viene diffusa in Ucraina l'ideologia nazista
tra le giovani generazioni, in particolare dal battaglione Azov, che
organizza campi di addestramento militare e formazione ideologica per
bambini e ragazzi, ai quali si insegna anzitutto a odiare i russi. Nelle
elezioni ucraine del 2019 l'attore Volodymyr Zelensky - famoso per la sua
serie televisiva sulla corruzione dei vertici politici ucraini nelle vesti
di un professore eletto per caso presidente della Repubblica - diviene
realmente presidente dell'Ucraina. Egli promette di far finire la guerra in
Donbass e di ripulire il sistema di governo dominato dagli oligarchi,
accusando il ricco Poroshenko, presidente in carica, di nascondere i suoi
beni in paradisi fiscali all'estero. Ma una volta alla presidenza, Zelensky
fa di tutto per alimentare la guerra di fatto diretta dalla NATO per colpire
la Russia. Riguardo all'impegno di eliminare la corruzione, in particolare
l'esportazione di capitali nei paradisi fiscali, parlano i fatti di una
documentata inchiesta pubblicata da The Guardian: Zelensky è comproprietario
di tre società con sede e capitali in Belize e Isole Vergini Britanniche e a
Cipro. Attraverso queste società riceve oltre 40 milioni di dollari da
oscuri finanziatori. 6 dic 2025
https://www.youtube.com/watch?v=r-qroxe6YoQ
https://www.youtube.com/watch?v=r-qroxe6YoQ
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