lunedì 12 ottobre 2026

Il Grande Inganno: Come l'Europa è stata separata dalla Russia e dalle risorse della Siberia (EN | ES | FR | DE) Parte 1 di 2

Eurasia

Il Grande Inganno: Come l'Europa è stata separata dalla Russia e dalle risorse della Siberia (EN | ES | FR | DE)

Le recenti dichiarazioni di alcuni dei più importanti protagonisti della scena geopolitica globale hanno squarciato il velo di omertà che copriva le reali dinamiche di potere tra Stati Uniti, Europa e Russia. Non si tratta più di semplici teorie del complotto, ma di ammissioni dirette da parte di ex vertici dell'establishment americano e europeo. Emergono prove di un'ingegneria politica sistematica volta a impedire la nascita di un blocco eurasiatico autonomo, sacrificando la sovranità europea e l'accesso alle colossali risorse della Siberia.

Questa analisi dettagliata ricostruisce, attraverso fonti verificate, come la strategia del Divide et Impera sia stata applicata per mantenere l'Europa in uno stato di "vassallaggio", impedendo la realizzazione del sogno gaullista di un continente "da Lisbona a Vladivostok".

1. La Confessione di Lawrence Wilkerson: "Abbiamo comprato l'Europa"

Il punto di svolta di questa indagine è rappresentato dalle scioccanti rivelazioni di Lawrence Wilkerson, colonnello in pensione dell'esercito statunitense ed ex Capo di Gabinetto del Segretario di Stato Colin Powell durante l'amministrazione Bush. In un'intervista rilasciata il 19 agosto 2026 al professor Glenn Diesen, Wilkerson ha descritto senza mezzi termini il modus operandi degli Stati Uniti.

Secondo Wilkerson, per decenni la CIA e altri servizi di intelligence hanno lavorato sistematicamente per plasmare la politica europea. Le sue parole sono inequivocabili: «Abbiamo comprato direttori di giornali, leader sindacali, parlamentari». L'obiettivo finale, ha ammesso, era creare deliberatamente l'assetto politico attuale: «Abbiamo creato di proposito l'Europa che esiste oggi».

Nell'intervista, Wilkerson ha citato esplicitamente nomi di punta della politica contemporanea, indicando Jens Stoltenberg (Segretario generale della NATO) e Mark Rutte (ex premier olandese e suo successore alla NATO) come esempi di leader favoriti da Washington per garantire un allineamento totale agli interessi americani. Il colonnello ha identificato nel 2003, anno dell'invasione dell'Iraq e della opposizione di Francia e Germania, il momento cruciale in cui gli Stati Uniti hanno deciso di stringere la morsa sulle élite europee per evitare ulteriori dissensi.

Fonte: Intervista a Lawrence Wilkerson di Glenn Diesen, Greater Eurasia Podcast, 19 agosto 2026. Ripresa e analizzata da Naked Capitalism e VT Foreign Policy.

sabato 10 ottobre 2026

Rete Voltaire I principali titoli della settimana 10 ott 2026



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mercoledì 7 ottobre 2026

7 Ottobre 2023: Strategia, Tradimento e il Sacrificio Calcolato di una Nazione (EN | ES | FR | DE)

October 2023 Gaza−Israel conflict (7–8 October)

7 Ottobre 2023: Strategia, Tradimento e il Sacrificio Calcolato di una Nazione (EN | ES | FR | DE)

Data: 21 Settembre 2026
Oggetto: Analisi integrata delle responsabilità politiche, di intelligence e operative relative agli attacchi del 7 ottobre 2023 e alla successiva guerra a Gaza.

Introduzione: Oltre il "Fallimento dell'Intelligence"

L'analisi incrociata di fonti giornalistiche, documenti di intelligence e testimonianze dirette suggerisce che gli eventi del 7 ottobre 2023 non possano essere classificati semplicemente come un "fallimento dell'intelligence" o un "errore di calcolo". Emergono invece evidenze di una strategia politica deliberata volta a mantenere Hamas al potere per bloccare il processo di pace palestinese, combinata a una gestione operativa dell'attacco che ha sacrificato consapevolmente civili e soldati israeliani per ottenere un casus belli assoluto. La narrazione ufficiale del "false flag" come attacco simulato da attori israeliani appare infondata; tuttavia, la tesi di un "false flag strategico" – dove un attacco reale viene facilitato, infiltrato e sfruttato attivamente dallo stesso stato che lo subisce – trova solide conferme nelle dinamiche di lungo periodo e nelle azioni del giorno stesso.

1. La Tesi del Tradimento Interno: L'Analisi di Chossudovsky

Secondo l'inchiesta di Michel Chossudovsky per Global Research, la dinamica del 7 ottobre supera la semplice negligenza per configurarsi come un'operazione di intelligence complessa basata su due pilastri fondamentali:

  • Infiltrazione Strutturale: A differenza della narrazione convenzionale che dipinge Hamas come un nemico esterno imprevedibile, Chossudovsky sostiene che elementi chiave di Hamas fossero asset coordinati dall'intelligence israeliana. L'organizzazione non era un corpo estraneo, ma permeata da informatori e agenti doppi sotto il controllo o la forte influenza dello Shin Bet e del Mossad. Fonte: Global Research - Bibi Netanyahu is a Criminal
  • Facilitazione Attiva: In quest'ottica, l'attacco non è stato "subito" ma permesso e facilitato. L'intelligence israeliana, avendo la capacità di interrompere l'attacco in qualsiasi momento grazie alle infiltrazioni, ha scelto deliberatamente di non agire. Questo silenzio operativo trasforma l'omissione in complicità attiva: l'attacco è stato usato come strumento per sbloccare un piano preesistente di ristrutturazione geopolitica della regione, spesso citato come "Option C", che prevedeva la neutralizzazione della questione palestinese attraverso la forza bruta.

Per Chossudovsky, il "false flag" non risiede nella simulazione dell'attacco, ma nella gestione della sua esecuzione. Israele ha usato la propria influenza su Hamas per garantire che l'attacco avvenisse con la massima efficacia mediatica e distruttiva, necessaria a giustificare la risposta successiva.

2. Il Contesto Strategico: La Politica del "Divide et Impera"

La manipolazione strategica descritta da Chossudovsky poggia su fatti documentati e dichiarazioni pubbliche che confermano una volontà politica di rafforzare Hamas:

  • Dichiarazioni di Netanyahu: È documentato che Benjamin Netanyahu, Primo Ministro di Israele, abbia esplicitamente affermato in riunioni del partito Likud nel 2019: "Chiunque voglia sventare la creazione di uno stato palestinese deve sostenere il rafforzamento di Hamas". La strategia era mantenere i palestinesi divisi tra Gaza (Hamas) e Cisgiordania (Autorità Nazionale Palestinese), rendendo impossibile un interlocutore unico per la pace. Fonte: The Nation - Why Netanyahu Bolstered Hamas
  • Finanziamenti tramite Qatar: Il governo israeliano ha autorizzato e talvolta richiesto l'invio di centinaia di milioni di dollari in contanti dal Qatar a Gaza per anni. Questi fondi, gestiti da Hamas, hanno consolidato il potere dell'organizzazione. Il capo del Mossad, David Barnea, ha gestito direttamente questi canali fino a poche settimane prima del 7 ottobre. Fonte: New York Times - How Israel Secretly Propped Up Hamas

Quella che oggi viene definita "boomerang effect" appare, alla luce dei fatti, come un rischio calcolato. La scommessa era che Hamas potesse essere contenuto indefinitamente mentre serviva come scudo politico contro lo stato palestinese.

3. L'Esecuzione Operativa: Il Protocollo Annibale

Mentre la strategia politica preparava il terreno, l'esecuzione militare del 7 ottobre rivela una disponibilità al sacrificio di vite israeliane che conferma la tesi del "tradimento interno":

  • Attivazione del Protocollo Annibale: Nonostante la sua formale cancellazione nel 2016, una versione di fatto del Protocollo Annibale è stata attivata il 7 ottobre. L'ordine "Nessun veicolo deve tornare a Gaza", emanato intorno alle 11:22, ha autorizzato l'uso di forza letale indiscriminata su qualsiasi mezzo in movimento verso il confine, indipendentemente dalla presenza di ostaggi israeliani. Fonte: Haaretz - IDF ordered Hannibal Directive on October 7
  • Testimonianze di Fuoco Amico: Sopravvissuti israeliani come Omri Shefrini e Yasmin Porat del Kibbutz Be'eri, insieme a soldati delle IDF, hanno confermato che carri armati, elicotteri e cecchini hanno sparato su case e veicoli dove si sapeva o si sospettava ci fossero civili israeliani in ostaggio. Soldati hanno riferito di ordini di "sparare e basta" senza verificare la presenza di ostaggi. Fonte: ABC News - Israeli forces accused of killing their own citizens

L'applicazione del protocollo dimostra che la priorità dell'establishment militare e politico non era la salvaguardia immediata dei civili, ma l'impedimento del rapimento a qualsiasi costo, inclusa la vita degli ostaggi stessi.

4. La Dimensione Morale: Disumanizzazione e Negazione

Il quadro si completa con l'analisi del contesto ideologico che ha reso possibile tale sacrificio. Dichiarazioni di leader israeliani come Isaac Herzog e l'ex Ministro della Difesa Yoav Gallant, che hanno definito i palestinesi "animali umani" o invocato lo sterminio di Amalek, hanno creato un clima in cui la vita palestinese (e, per estensione operativa, la vita israeliana sacrificabile) perde valore assoluto. Fonte: OHCHR - UN Commission finds Israel has committed genocide

Mentre i tribunali come la Corte Penale Internazionale (CPI) procedono lentamente richiedendo prove documentali dirette, l'analisi giornalistica ha il dovere di collegare i puntini: la convergenza tra strategia politica, infiltrazione, ordini di fuoco amico e retorica disumanizzante costituisce una prova morale e politica di responsabilità.

Conclusioni Finali

Alla luce delle evidenze raccolte, il 7 ottobre non è stato un semplice incidente, ma il risultato prevedibile di una politica decennale. L'intelligence israeliana ha probabilmente avuto la capacità di prevenire l'attacco ma ha scelto di non farlo. L'attivazione del Protocollo Annibale conferma che lo stato israeliano ha accettato, e in alcuni casi causato direttamente, la morte dei propri cittadini per impedire rapimenti e costruire la narrazione necessaria per la guerra totale. Il "false flag", in questa analisi, è la manipolazione cinica della realtà da parte di un stato che ha usato il sangue dei propri cittadini e quello di un popolo occupato per realizzare obiettivi geopolitici premeditati.

domenica 4 ottobre 2026

Julian Assange: La Fine di un Calvario e la Guerra come Modello Economico (EN | ES | FR | DE)

Julian Assange

Julian Assange: La Fine di un Calvario e la Guerra come Modello Economico

Le rivelazioni di Julian Assange e i documenti di WikiLeaks suggeriscono una verità scomoda: le guerre moderne si configurano sempre più come conflitti indefiniti. Il loro prolungamento non serve a vincere, ma a generare enormi flussi di denaro pubblico verso il settore della difesa, beneficiando élite politiche e industriali ben precise.

Questo report integra la biografia del fondatore di WikiLeaks e il suo recente rientro in Australia con un'analisi approfondita di come i War Logs abbiano smascherato la trasformazione della guerra da strumento di politica estera a modello di business perpetuo.

Julian Assange: Figura Storica e Rientro (2024)

Julian Paul Assange, nato il 3 luglio 1971, è il fondatore di WikiLeaks, l'organizzazione non-profit che nel 2010 ha rivoluzionato il giornalismo d'inchiesta. Grazie ai leak forniti dall'analista Chelsea Manning, Assange ha portato alla luce documenti classificati degli Stati Uniti, incluse le agghiaccianti immagini dell'attacco "Collateral Murder" a Baghdad e i diari di guerra dai fronti dell'Afghanistan e dell'Iraq. Queste pubblicazioni hanno esposto violazioni sistematiche dei diritti umani e segreti di stato, valendogli sia riconoscimenti internazionali per il coraggio civile che l'ostilità feroce delle maggiori potenze mondiali.

La sua odissea legale è iniziata nel 2010 e ha raggiunto il culmine nel giugno 2012, quando Assange si è rifugiato nell'Ambasciata dell'Ecuador a Londra per evitare l'estradizione. Ha vissuto sette anni di asilo politico, confinato in poche stanze, seguito dal suo drammatico arresto nell'aprile 2019 e dalla successiva detenzione nel carcere di massima sicurezza di HM Prison Belmarsh. La vicenda si è conclusa nel giugno 2024: a seguito di un patteggiamento con il Dipartimento di Giustizia USA per un'accusa di cospirazione, Assange ha scontato la pena con il tempo già trascorso in detenzione ("time served"). Il 26 giugno 2024 ha fatto ritorno in Australia, ponendo fine a oltre un decennio di battaglie legali che hanno tenuto col fiato sospeso l'opinione pubblica globale.

venerdì 2 ottobre 2026

LA DOTT.SSA JUDY WOOD E LA TEORIA DELLE ARMI A ENERGIA DIRETTA (EN | ES | FR | DE)

Dr Judy Wood

Judy Wood e il Mistero della Polverizzazione: Analisi di una Teoria Controversa

Nel variegato panorama delle ricerche alternative sugli eventi dell'11 settembre 2001, la figura della Dott.ssa Judy D. Wood emerge per un approccio singolare, radicalmente focalizzato sulla fisica dei materiali piuttosto che sulle dinamiche strutturali convenzionali. Ex professoressa di ingegneria meccanica alla Clemson University nella Carolina del Sud, la Wood ha dedicato gli ultimi quindici anni a quella che definisce un'indagine forense indipendente, arrivando a conclusioni che sfidano non solo la versione ufficiale del NIST, ma anche molte teorie popolari all'interno dello stesso movimento per la verità.

La sua formazione accademica è solida: conseguiti tutti i titoli di studio (Bachelor, Master e Dottorato) presso il Virginia Tech tra il 1981 e il 1992, la Wood ha specializzato la sua carriera nell'analisi sperimentale delle sollecitazioni e nella caratterizzazione dei materiali. Tuttavia, è dopo il 2006 che il suo lavoro ha subito una svolta decisiva, portandola a pubblicare nel 2010 il volume cruciale: "Where Did the Towers Go? Evidence of Directed Free-Energy Technology on 9/11" (Dove sono andate le torri? Prove di tecnologia a energia libera direzionata sull'11/9). La domanda che titola il libro non è retorica, ma costituisce il punto di partenza di un'analisi quantitativa sulla massa mancante delle Torri Gemelle.