mercoledì 26 gennaio 2022

Sorveglianza digitale: il vero motivo dietro la spinta a vaccinare i bambini


Il COVID-19 potrebbe aver colto di sorpresa gran parte del pianeta tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, ma gran parte delle basi per la tecnologia ora ampiamente utilizzata come «risposta» alla pandemia è stata concettualizzata e sviluppata anni prima.

 

Negli Stati Uniti e in tutto il mondo, c’è stata recentemente una forte spinta per implementare una varietà di regimi di «passaporto vaccinale», molti dei quali basati su tecnologie digitali come le applicazioni mobili per registrare – almeno finora – il proprio registro di vaccinazione COVID -19.

Questi «strumenti» vengono presentati da funzionari pubblici e sezioni significative dei media nelle ultime settimane e mesi come qualcosa di ineluttabile, una progressione tecnologica naturale come respirare.

 

Si presentano anche come «nuova» risposta a una crisi senza precedenti.

Queste applicazioni tecnologiche sono propagandate come un mezzo per mantenere aperte le attività commerciali e garantire la «tranquillità» per le persone ancora diffidenti a entrare negli spazi pubblici.

Ma quanto è nuova questa «nuova» tecnologia? E l’uso della tecnologia sarà limitato alle vaccinazioni COVID o alla «salute»?

martedì 25 gennaio 2022

LUC MONTAGNIER / FERMATE QUESTI VACCINI KILLER


Bisogna fermare la campagna di vaccinazione di massa”.

“Perché questi vaccini non funzionano, non impediscono la trasmissione del virus”.

Invece di proteggere dalla malattia, favoriscono altre infezioni”.

La proteina usata nel vaccino è tossica, è un veleno, e tocca organi come il cuore”.

Il vaccino è fatto per proteggere, non per uccidere”.

E’ un crimine assoluto questo vaccino somministrato ai bambini”.

 

Solo alcune delle fulminanti e chiarissime espressioni, che non lasciano spazio ad equivoci o dubbi di sorta, usate dal premio Nobel per la Medicina, Luc Montagnier, nell’intervento (durata 24 minuti) tenuto sabato a Milano, nel corso di una manifestazione contro il Super Green Pass.

Frasi e parole che tutti dovrebbero ascoltare con estrema attenzione e farne tesoro.

Ed invece totalmente oscurate dai media di casa nostra, che hanno unicamente fatto cenno alla solita sceneggiata delle orde No Vax del sabato pomeriggio.

Media ormai genuflessi davanti al Verbo del Monarca Draghi e ai suoi diktat. Proprio mentre in altri paesi europei – ieri abbiamo fornito gli esempi clamorosi di Germania e Danimarca – i maggiori quotidiani fanno marcia indietro, chiedono scusa ai lettori per le fandonie governative propalate durante la pandemia e ammettono senza mezzi termini: “Abbiamo fallito”.

lunedì 24 gennaio 2022

Vaticano, sempre più vescovi e cardinali trascinati in tribunale a rispondere dei preti pedofili


Città del Vaticano – Sono sempre di più i cardinali, i vescovi e gli arcivescovi chiamati dai tribunali civili in vari paesi a rispondere dei comportamenti dei propri parroci, nelle rispettive diocesi di competenza. Tra pochi giorni in Germania sarà l’arcivescovo Stefan Hesse, titolare della diocesi di Amburgo, a dover comparire davanti al tribunale di Colonia per un caso di abusi sessuali su minori da parte di un parroco. Dovrà deporre in qualità di testimone tuttavia ancora una volta c’è il sospetto che abbia vigilato poco sull’accusato. Il nodo giuridico da sciogliere resta sempre lo stesso, se la responsabilità relativa agli atti criminali di un prete – parte integrante di una organizzazione – possano ricadere in qualche misura anche sulla Chiesa locale o sulla Santa Sede per eventuali insabbiamenti o coperture.

L’indagine diocesana sugli abusi a Colonia coinvolge il vescovo per un caso relativo agli anni 2010 e 2011. Visto che si presume che sia venuto meno ai suoi doveri non è l’unico alto funzionario diocesano ad essere convocato come testimone. Sarà ascoltato anche l’ex funzionario Günter Assenmacher. E’ la prima volta in Germania che due alti funzionari della Chiesa sono stati ascoltati come testimoni in un procedimento per abusi.

domenica 23 gennaio 2022

ROLANDO PELIZZA CI HA LASCIATO



Rolando Pelizza non ce l'ha fatta. La notte scorsa il suo cuore ha cessato di battere mentre combatteva contro il male del secolo nel suo letto all'ospedale "Mellino Mellini" di Chiari (BS), dove era ricoverato da venerdì 7 gennaio. Ma il Covid ha vinto e il vecchio leone ha dovuto arrendersi al virus che gli aveva distrutto i polmoni. Inutili le cure e l'assistenza che gli hanno prestato, al di là di ogni possibile tentativo, i medici e i sanitari della struttura ospedaliera. Inutili anche gli incredibili sforzi dei famigliari che lo hanno assistito con infinito amore nel corso della sua degenza. Il destino ha fatto il suo corso. Tra 34 giorni avrebbe compiuto 84 anni.
Più volte in questi mesi mi è capitato di scrivere un ultimo saluto ad amici che se ne sono andati. Ma con Rolando è diverso. Chi non lo conosceva, e ha combattuto le sue ricerche, lo considerava un personaggio controverso. Chi, invece, ha avuto il privilegio di conoscerlo e frequentarlo sapeva che, al di là di tutti i suoi segreti che tanto gelosamente conservava, Rolando Pelizza era un uomo buono e generoso, intimamente religioso e molto attaccato alle persone che gli volevano bene. Come diceva un suo carissimo amico, Rolando non sapeva mentire, anche se tendeva a confondere la realtà quando si rendeva conto che poteva svelare parte delle sue conoscenze. E molte volte lo faceva proprio per proteggere coloro che gli erano vicini.
Ho conosciuto Rolando Pelizza nel 2010, un anno dopo che avevo iniziato le mie ricerche sul suo caso. Non è stato facile fargli capire che volevo soltanto scoprire la verità sulle sue ricerche, alla luce di quanto potessero fare per il bene dell'umanità. Era abituato al fatto che tutti coloro che cercavano di contattarlo lo facessero per scoprire i segreti della sua macchina. E solo in un secondo tempo, quando la nostra conoscenza era diventata confidenza e amicizia, mi parlò del suo presunto e misterioso contatto con lo scienziato Ettore Majorana che sarebbe stato colui che aveva scoperto una nuova fisica e avrebbe progettato la famosa macchina. Dico subito, per chi ancora avesse dubbi, che quella macchina esisteva davvero. Che non erano affatto bugie i contatti che ebbe con tre governi, a livello ufficiale. Esistono molte prove documentali a questo riguardo. E non si possono ignorare le perizie che hanno autenticato lettere e foto di Majorana. Così come corrisponde al vero la presenza di oscuri "sorveglianti" che intervenivano ogni qualvolta lui tentava di realizzare quella benedetta macchina. Potrei ipotizzare l'identità di questi "uomini in nero", ma l'unica vera certezza è che lui li conosceva bene e sapeva di che cosa fossero capaci. Forse è anche per questo che cercava di tenere famigliari e amici all'oscuro delle sue conoscenze.
Adesso si pone un interrogativo: con Rolando Pelizza scompare anche la sua incredibile esperienza, oppure qualcuno riceverà una sua (improbabile) eredità scientifica? A volte ho affrontato questo discorso con lui. Gli ho fatto notare che sarebbe stato un peccato che una conoscenza scientifica di quel livello scomparisse nel nulla con l'esistenza di una persona. Ma lui non mi ha mai risposto. Mi guardava e sorrideva, come chi fa capire che ha qualcosa in serbo. Ma di che cosa si tratti e a chi sia eventualmente destinato tanto sapere non me l'ha mai detto.
Comunque sia, il ricordo che Rolando Pelizza ha lasciato nella mia vita è indelebile. Ed è il ricordo affettuoso e stimolante di una delle persone più eccezionali che io abbia mai conosciuto. Che Dio lo abbia in gloria e riposi in pace. Quella stessa pace che nel corso della sua travagliatissima esistenza raramente ha provato.
Desidero dunque esprimere alla sua famiglia, anche a nome di mia moglie Loriana e di nostro figlio Daniele, le mie più sincere e sentite condoglianze, sentendomi realmente vicino a tutti loro in questo straziante momento della loro vita. Per chi volesse rivolgere l'ultimo saluto a Rolando, i funerali si svolgeranno martedì 25 alle ore 14,30 nella chiesa dei Santi Faustino e Giovita, in via Morcelli 7, a Chiari (BS).
Data foto: 22 Luglio 2019

venerdì 21 gennaio 2022

Italia e Stati Uniti: una grande amicizia. Intervista a Joe Hoft e ad Angelo Giorgianni


Italia e Stati Uniti sono legati da un filo d’oro. L’Italia forse è l’unica nazione non anglosassone ad avere un rapporto privilegiato con gli USA.

In questa intervista abbiamo provato a connettere due realtà così lontane, così vicine.