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giovedì 13 settembre 2018

TORRI GEMELLE / BIN LADEN E MOHAMED ATTA UNITI NELLA LOTTA PER LA CIA


Arieccolo. Era scomparso da un bel po' di tempo il volto del capo commando per l'assalto alle Twin Towers che ha cambiato i destini del mondo e provocato l'assalto degli Usa all'Iraq, la preda da sbranare per interessi petroliferi, di potere e logistici: il volto di Mohamed Atta.
Il Corriere della Sera pubblica un ampio reportage sul "Matrimonio tra gli eredi del terrore", ossia le nozze tra Bin Laden junior (il rampollo di Osama) e la figlia di Mohamed Atta, la figura strategica in tutta la vicenda dell'11 settembre.
La notizia, a sua volta, arriva fresca fresca dall'autorevole Guardian, che fornisce alcuni dettagli da non poco. Nel resoconto del quotidiano londinese, ad esempio, viene  sfornata un'altra new, sempre in tema nuziale: "un altro figlio di Osama bin Laden, Mohamed, ha avuto in sposa la figlia di Afef al Marsi, a lungo uno dei principali esponenti militari della fazione e poi ucciso da un drone statunitense nel 2001. Cerimonia tramandata da un celebre video".

IL TIMIDO MOHAMED TUTTO CASA & CIA
Così scrive l'inviato del Corsera Guido Olimpio: "Sulla vita privata di Mohamed Atta, figura introversa e timida, però capace di guidare i suoi uomini nella fase finale del grande attentato, non sono mancate le supposizioni, le speculazioni, i racconti a metà. Si era ipotizzato di una sua possibile relazione con un cittadino mediorentale detenuto in Spagna mentre alcuni anni fa una donna, spuntata in Florida, aveva sostenuto di essere stata la sua compagna. Voci perse nel tempo".
Contina Olimpio: "Nel 2010 la madre, Boziana, aveva dichiarato al quotidiano spagnolo El Mundo che il figlio in realtà non era morto nella strage del 2001: gli americani lo hanno catturato e portato a Guantanamo. A suo dire l'intelligence avrebbe organizzato una manovra per accusare i musulmani di 'terrrorismo'. Teorie cospirative condivise a lungo anche dal padre, convinto che Mohamed fosse rimasto vittima di una manipolazione, salvo poi cambiare idea".


Ferdinando Imposimato. In apertura Mohammed Atta e, sullo sfondo, Osama bin Laden

Molto più chiara ci pare la ricostruzione fornita sei anni fa, nel 2012, da Ferdinando Imposimato, che venne ufficialmente incaricato dal Tribunale dell'Aja per i crimini di guerra di redigere un dossier proprio su tutti i lati oscuri & le connection della tragedia delle Torri Gemelle. E, guarda caso, Mohamed Atta era il protagonista di quel lungo e minuzioso documento che il giudice antimafia e antiterrorismo preparò (e poi consegnò) alle autorità dell'Aja. In basso riproduciamo per intero l'articolo che Imposimato firmò proprio per la Voce a marzo 2012 (emblematico il titolo: "Atta secondo") su quella tragica vicenda.
La realtà è più semplice di quanto possa sembrare. Atta era un uomo al servizio dei servizi americani. Forse a loro insaputa? Macchè, era un infiltrato di lusso, di superlusso. Si era addestrato per volare negli Usa in tutta tranquillità, aveva conseguito i relativi brevetti, aveva ogni tipo di documento in regola, e l'ultimo anno prima della strage, ossia tra la fine del 2000 a tutto agosto del 2001, aveva viaggiato in lungo e in largo per gli Usa, e tra gli Usa e l'Europa.
Possibile mai che un "sospetto" di quel calibro (il suo nome era infatti nella black list di Cia ed Fbi) fosse libero come un normale commesso viaggiatore di saltare da una costa all'alta, dall'Atlantico al Pacifico? Libero come un fringuello e senza lo straccio di un controllo?

LA GRANDE AMICIZIA TRA LE FAMIGLIE BUSH E BIN LADEN
Atto secondo, è il caso di dirlo. Ossia la storia dei legami d'affari tra la famiglia Bush (senior e junior) e Osama bin Laden. La Voce una decina d'anni fa ha pubblicato un'intervista all'avvocato Carlo Taormina, all'epoca legale di Loredana Bertè, in cui raccontava di un pranzo a casa Bush in compagnia dell'allora marito, il campione di tennis Bjorn Borg. Tra aragoste & racchette spunta un vip. Ebbene, sapete chi era l'altro invitato eccellente alla tavola di casa Bush? Osama bin Laden. Voleva anche lui lezioni di tennis o qualcos'altro?


Loredana Bertè con Bjorn Borg

Sta di fatto che gli affari tra le due famiglie sono volati sempre a gonfie vele, sigillati da un'altra amicizia da novanta: quella di Bush senior con il fratellastro di Osama bin Laden, perchè entrambi soci del potentissimo gruppo finanziario a stelle e strisce Carlyle.
E circola una "leggenda metropolitana" (ma non troppo): che i due amiconi abbiamo assistito all'esplosione delle Twin Towers in diretta, proprio dalle ampie terrazze griffate Carlyle, superpanoramiche e soprattutto con vista diretta sulle Torri Gemelle. 
Sorgono a questo punto spontanee alcune domande. Ma cosa ha poi fatto il tribunale dell'Aja del dossier Imposimato? Di tutti gli esplosivi elementi che conteneva? Di tutta quella minuziosa ricostruzione che aveva effettuato?
E cosa ha fatto la Casa Bianca del lavoro investigativo iniziato ovviamente subito dopo la tragedia, per svelare gli scenari che c'erano dietro la tragedia delle Torri Gemelle? Già nell'autunno 2001, infatti, venne ordinata un'inchiesta top secret. Solo pochi mesi prima della scadenza del suo secondo mandato presidenziale Barack Obama l'ha desecretata.
Come mai non se ne è più saputo niente? Come mai non s'è mossa una sola foglia? Perchè s'è alzata la solita cortina fumogena? Perchè s'è invece alzato, alto come le Torri Gemelle, un muro di gomma, anche disinformativo?
Sono ancora in troppi a temere che quelle tragiche verità prima o poi possano venire a galla.
Vergogna per la 'democratica' (sic) America.

L'ARTICOLO DI FERDINANDO IMPOSIMATO DI MARZO 2012
http://www.lavocedellevoci.it/wp-content/uploads/2016/05/articolo-Voce-Imposimato-marzo-2012.pdf

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To see the article visit www.lavocedellevoci.it

martedì 27 febbraio 2018

Chi boicotta 'la ragazza dei passi perduti'?

ROMA - Giorgio Rossi e Antonio Caprarica hanno seri dubbi sul fatto che il loro libro "La ragazza dei passi perduti", diventi realmente un film. I due giornalisti-scrittori l' hanno detto ieri ad un' agenzia, spiegando che "Fin dalla primavera scorsa l' editore Mondadori ricevette da tre produttori cinematografici l' offerta per l' acquisto dei diritti. La prassi in questi casi è che si versi il 10 per cento della somma pattuita in cambio di un' opzione della durata di un anno, un anno e mezzo, per decidere se concludere o no l' operazione. "Improvvisamente" dicono ancora gli autori "si fa avanti Manzotti il quale non solo offre quasi il doppio dei concorrenti, ma paga tutto e subito. Noi accettiamo, ma poniamo al produttore alcune condizioni: di essere noi a scrivere la sceneggiatura affiancati da un professionista e di ricevere una certa somma. Manzotti non batte ciglio e ci comunica che la scriveremmo con Giacomo Battiato che firmerà anche la regia". Dopo aver saldato anche i loro compensi, Manzotti chiese che il lavoro venisse realizzato rapidamente, per poter iniziare la lavorazione in inverno e, portare il film finito alla prossima Mostra di Venezia. Alla prima stesura Manzotti, a detta degli autori "avanza alcune obiezioni vaghe e sfuggenti, chiedendo alcune correzioni". La versione definitiva della sceneggiatura viene approvata il 15 dicembre scorso, ma il produttore obietta che nel frattempo è uscito "Il caso Moro" e che i suoi numerosi impegni lo inducono a spostare l' inizio della lavorazione. Nel frattempo un deputato missino, Tomaso Staiti di Cudda, ha dichiarato di aver saputo che i diritti per trasferire questo libro in film sono stati acquisiti per non farlo". Il motivo starebbe nell' argomento trattato: una catena di omicidi a sfondo politico, ispirati alla maxitangente per la vendita alla Marina irachena di undici navi da guerra, su cui è in corso il dibattito parlamentare.

lunedì 1 gennaio 2018

Un nuovo libro afferma: “Nel 2006 Majorana era vivo”

Dato alle stampe l'ultimo lavoro editoriale
di Alfredo Ravelli sulla vita di Rolando Pelizza

(RinoDiStefano.com, Venerdì 22 Dicembre 2017)
Copertina del libro
La prima volta che ci siamo incontrati, Alfredo Ravelli mi ha portato a vedere un piccolo locale nel quale spiccava una parete interamente ricoperta da una scaffalatura a giorno. Sui ripiani, in modo molto ordinato, si trovavano numerosi grossi faldoni straboccanti di documenti. Li ho contati: erano 26 raccoglitori. Ravelli, con fare compiaciuto, mi disse che quello era il lavoro ottenuto in almeno quarant'anni di attenta archiviazione. Decine di migliaia di documenti che raccontavano, passo passo, tutto ciò che il suo amico e parente Rolando Pelizza aveva fatto dalla fine degli anni Cinquanta a oggi. In altre parole, quei faldoni spiegavano l'incredibile e avventurosa vita di Pelizza, alle prese con vicissitudini di ogni tipo. Governi, Capi di Stato, servizi segreti, imprenditori, politici di primissimo livello: c'è di tutto nell'esistenza di quell'uomo. Ravelli, con cura e pazienza certosina, aveva raccolto ogni singolo documento, lo aveva catalogato ed era in grado, fornendo indicazioni su luoghi, tempi, nomi e cognomi, di dire tutto ciò che era accaduto all'uomo che afferma di essere il costruttore di una macchina fantastica e avveniristica, ideata e progettata dal genio di Ettore Majorana. Una macchina, tanto per essere precisi, che sarebbe in grado di annichilire la materia fornendo grandi quantità di energia pulita a costo zero. Alfredo RavelliE diverse altre cose ancora. Quel grande scienziato, sostiene Pelizza con prove periziate ben difficili da contestare, gli avrebbe insegnato le basi di una nuova fisica in grado di cambiare il mondo, come oggi lo conosciamo. Da qui, da questo assunto, l'inizio ed il progredire di tutti i suoi guai.
Sintetizzare quei 26 faldoni in un solo libro, non è dunque un'impresa da poco. Ravelli, però, lo ha fatto pubblicando il volume "2006: Majorana era vivo! – Le ultime lettere di Ettore Majorana  a Rolando Pelizza", per le Edizioni Print Service Srl di Pavia. In effetti, è il terzo libro che Ravelli manda in stampa in questi ultimi anni. Il primo, pubblicato nel 2013, si intitolava "Il Dito di Dio – Parte prima – Il fatto", sempre con la stessa tipografia. Il secondo, invece, era "Il segreto di Majorana – Due uomini, una macchina", nel 2015. Tuttavia, se si vanno ad osservare gli indici, ci si rende conto che non di tre libri diversi si tratta, bensì di una sola opera che viene di volta in volta aggiornata e rivista, con ulteriori aggiunte e aggiustamenti. Del resto, anche lo stesso autore nel suo sito web ammette di  riferirsi sempre allo stesso racconto, cioè alla vita di Rolando Pelizza. In pratica, dunque, i tre volumi sono tre edizioni diverse dello stesso lavoro. Quest'ultimo libro, per esempio, è molto ricco di documentazione, con nuove foto e lettere autenticate del presunto Ettore Majorana. Nel testo è stato inserito un accorgimento davvero geniale. Affinché il lettore possa prendere visione dei documenti che, per ragioni di spazio non potevano essere incorporati nel volume stesso (309 pagine), si fa un largo uso dei cosiddetti QR Code, cioè dei codici a barre bidimensionali che, usando la fotocamera di un qualunque telefono cellulare, permettono di collegarsi via Internet al sito dove i documenti sono ospitati. In questo modo, i segreti contenuti nei faldoni di Ravelli entrano nelle case di tutti i lettori interessati.
Rolando PelizzaL'autore, dunque, ripercorre per la terza volta la vita di Pelizza giungendo, con il suo racconto, fino agli anni Novanta. Per la precisione, il libro copre il periodo che va dal 1958 al 1992. Nell'arco di questi 34 anni è successo letteralmente di tutto. Si va dal supposto incontro di Pelizza con Majorana in un convento del Sud (il cui nome non viene mai citato), ai primi esperimenti con la macchina, alla frequentazione con Massimo Pugliese (tenente colonnello del Servizio Informazioni Difesa, diventato suo socio), ai rapporti con il governo Andreotti, alla conoscenza di Loris Fortuna (Presidente della Commissione Industria della Camera) e Flaminio Piccoli (Segretario politico della Democrazia Cristiana), all'intervento di Ezio Clementel (ordinario di Fisica all'Università di Bologna e presidente del CNEN), ai primi esperimenti di annichilazione, ai rapporti con Gerald Ford (presidente degli USA) e Leo Tindemans (Presidente del Belgio). E via via fino alla presunta trasmutazione di 130 cubi di gommapiuma in oro (oltre otto tonnellate), nel 1992, in un garage di Barcellona. Il problema è che ci sarebbero altri 25 anni da raccontare. "Questi ulteriori anni – scrive Ravelli a pagina 276 – sono stati ricchi di avvenimenti in un intreccio quasi surreale: faccendieri, uomini d'affari e alti prelati della Chiesa, noti e importanti politici e oltre agli ormai immancabili servizi segreti perfino Capi di Stato hanno partecipato a questo contorto ed intricato susseguirsi di eventi". Ma Rolando Pelizza non ha voluto che tutte queste cose, tanto delicate quanto potenzialmente pericolose per lui, i suoi cari e i suoi amici, fossero in qualche modo narrate al pubblico. E Ravelli, che ha raccontato tutto ciò che l'amico ha voluto raccontasse, ha rispettato questo suo volere. Così, si è limitato a pubblicare (pagina 295) anche le ultime lettere inedite del presunto Majorana all'allievo Rolando, risalenti al 2006. Dunque, come tutto lascerebbe credere, fino a quell'anno lo scienziato sarebbe stato in vita.
Forse, allora, assumono un valore più concreto le due frasi che Ravelli ha posto all'inizio del suo libro. La prima è "Alle verità nascoste"; la seconda "Viviamo in un periodo strano in cui la menzogna viene creduta sulla parola, mentre per la verità non bastano i La sezione verticale della macchina di Pelizza in corrispondenza della zona centralefatti". Quante sono, infatti, le verità che ancora oggi nasconde Rolando Pelizza? Ed è vero che, nonostante le numerose prove che durante la sua vita ha mostrato a governi e politici, non gli si vuole credere ufficialmente per evitare che la sua verità provochi un terremoto nella nostra società? Probabilmente, non avremo mai queste risposte. Anche perché, come recita una massima di Dostoevskij, citata dallo stesso Ravelli, "La verità autentica è sempre inverosimile". E chi si prenderebbe la briga di difendere a spada tratta una realtà inverosimile? Forse ha dunque una sua precisa logica l'amarezza che lo stesso Pelizza esprime in fondo al libro, ammettendo di aver lottato fino all'ultimo contro i mulini a vento. Stanco e sconfitto, alla fine si arrende: "Ora sono logorato da tanti anni di ricatti e battaglie con i maggiori gruppi di potere, i quali hanno già avuto e vorrebbero continuare a pretendere di avere gli esclusivi benefici dell'uso di questa macchina".
Non è facile credere a tutto ciò che è scritto in questo libro. Anche se Ravelli fornisce un'ampia documentazione probante. Non c'è dubbio, però, che valga la pena di leggerlo per riflettere sulla vita di uno degli uomini più misteriosi e discussi a cavallo dei due secoli.

"2006: Majorana era vivo! – Le ultime lettere di Ettore Majorana a Rolando Pelizza" di Alfredo Ravelli, Edizioni Print Service Srl Pavia, 2017, ISBN 9788898765508, 309 pagine, 16,90 euro.

Il sito web del libro "Il Segreto di Majorana" di Alfredo Ravelli è www.ilsegretodimajorana.it
Il sito web ufficiale di Rolando Pelizza è https://www.majorana-pelizza.it

lunedì 11 settembre 2017

Il mistero Pelizza-Majorana svelato al mondo accademico in un congresso scientifico internazionale in California

Gli studiosi Franco Alessandrini, ingegnere e docente universitario, e Roberta Rio, storica austriaca, hanno partecipato al convegno “Scienza e Coscienza” dal 5 al 10 Giugno 2017 a San Diego, con la relazione “La Fisica del Terzo Millennio, Il ponte tra la scienza e l’Oltre”. Rivelati i segreti della macchina “che annichilisce la materia, produce energia, trasmuta i metalli e trasferisce cose e esseri viventi in altre dimensioni”


(RinoDiStefano.com, Sabato 1 Luglio 2017)
Il logo del congresso di San DiegoIl mondo accademico internazionale comincia a porsi domande sull’incredibile storia di Rolando Pelizza circa la vita e le scoperte scientifiche di Ettore Majorana, dopo la sua scomparsa nel 1938. A esporre pubblicamente quella che è stata definita la Fisica del Terzo Millennio, sono stati Francesco Alessandrini, ingegnere civile e docente di materie geotecniche presso l’Università di Udine, e Roberta Rio, storica austriaca di origini italiane, specializzata in Paleografia, Archivistica e Diplomatica, nonché membro dell’Associazione degli Storici della Germania. La presentazione pubblica della storia Pelizza-Majorana è avvenuta durante il convegno mondiale “The science of consciousness” (La scienza della coscienza), svoltosi a San Diego, in California, dal 5 al 10 giugno 2017. La relazione “Third Millennium Physics – The bridge between science and the Beyond” (La Fisica del terzo Millennio – Il ponte tra la scienza e l’Oltre) è stata presentata nel pomeriggio di giovedì 7 giugno nell’ambito della sessione C15 “Consciousness and Models of Reality” (Coscienza e Modelli della Realtà) direttamente dall’ingegner Alessandrini. In contemporanea con questo evento, in Italia e nel mondo usciva in autopubblicazione (Edizioni Il Mio Libro) un volume in due versioni: “La macchina – Il ponte tra la scienza e l’Oltre” nell’edizione italiana, e “The Machine – The bridge between science and the Beyond”, nell’edizione inglese, sempre degli autori Roberta Rio e Francesco Alessandrini.
Ma cosa c’è di tanto inusuale nella presentazione della relazione al convegno scientifico mondiale di San Diego e nella pubblicazione di quel volume? La risposta è semplice: per la prima volta due studiosi accademici italiani hanno parlato in un contesto internazionale della storia di Rolando Pelizza e della famosa macchina, attribuita a Ettore Majorana, in grado di annichilire la materia trasformandola in energia pura, e non solo. Tra l’altro, questa relazione, L'ing. Francesco AlessandriniLa dott.ssa Roberta Riosempre in inglese, è stata pubblicata sul sito scientifico mondiale ACADEMIA.EDU, che conta 53.084.680 accademici iscritti in tutto il mondo. Basterebbe questo numero per rendersi conto di quale sia stata la divulgazione della notizia a livello internazionale. L’evento, inoltre, è rilevante anche perché in Italia, nonostante la documentazione, le foto, le perizie e le prove inerenti l’esistenza e l’operatività della famosa macchina, la scienza ufficiale ignora volutamente la storia di Rolando Pelizza e non prende in alcuna considerazione l’ipotesi che, effettivamente, Ettore Majorana potrebbe davvero essersi nascosto in un convento di clausura quel 27 marzo del lontano 1938, appena sbarcato nel porto di Napoli dal traghetto Tirrenia proveniente da Palermo. Così come, vent’anni dopo, nel 1958, potrebbe aver conosciuto casualmente un giovane bresciano, rispondente al nome di Rolando Pelizza, e potrebbe averlo fatto diventare il suo discepolo insegnandogli le nozioni di una nuova e rivoluzionaria fisica. Quella stessa fisica che negli anni Settanta sarebbe poi diventata una macchina in grado di compiere operazioni che, alla luce di quanto sappiamo fino ad oggi, non può che apparire assolutamente fantascientifica. Il condizionale è d’obbligo, ovviamente, non essendoci alcun atto ufficiale o giudiziario che certifichi tale presunta realtà. Ma è pur vero che esiste una tale valanga di prove e indizi da far nascere il ragionevole dubbio che, se questa storia non è stata ancora ufficialmente indagata, forse è perché qualcuno non vuole che si conosca. Ma limitiamoci a prendere atto di quanto è accaduto e vediamo che cosa c’è scritto nella relazione presentata a San Diego. Con una premessa: quel documento altro non è che la sintesi di quanto c’è scritto nel libro del duo Rio-Alessandrini. Il volume, in pratica, costituisce un ulteriore approfondimento del messaggio che i due autori hanno voluto lanciare al mondo, cogliendo l’occasione del convegno scientifico californiano.
La copertina dell'edizione italiana del libro "La Macchina"Già dal titolo, La Fisica del Terzo Millennio, si capisce che la relazione presenta un contenuto alternativo rispetto alla realtà attuale. E la premessa non è sbagliata, visto che fin dalla sinossi, viene spiegato che “La mente illuminata di Ettore Majorana, dal silenzio di un convento in cui si è volontariamente rinchiuso per decenni, ha prodotto una nuova matematica e una nuova fisica che alimentano un salto epocale nella conoscenza umana.
Qui si richiamano la sua teoria e alcuni aspetti salienti della costruzione di una macchina, realizzata da Rolando Pelizza, che ha dimostrato quanto esatte e reali fossero le ipotesi di Ettore.
Il mondo ha ora nuove grandiose possibilità: può annichilire la materia, può produrre energia infinita a costo zero, può trasmutare la materia e può spostarsi in altre dimensioni.
Ma questa conoscenza, da noi definita la Fisica del Terzo Millennio, non sarà subito disponibile all’umanità … è prima necessario un percorso di graduale presa di coscienza e di cambiamento degli atteggiamenti umani.”
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E’ così, con questa presentazione che sposa in pieno la storia di Rolando Pelizza e il suo racconto su Ettore Majorana, che Rio e Alessandrini preparano il lettore a quanto di sconvolgente stanno per dire.
Secondo i due autori, la grande innovazione portata dalla scienza di Majorana consiste nell’interpretazione delle leggi della materia attraverso un nuovo modo di concepirle. “Ma, soprattutto, è una fisica che ‘fa pace’ tra Scienza e Spiritualità, riuscendo a colmare quell’enorme iato che l’uomo moderno, piuttosto scioccamente, ha aperto fra i due principali modi di percepire la realtà. La Scienza ha finalmente accesso alla comprensione di ciò che sta Oltre quel che è avvezza a considerare come mondo fisico, per penetrare un ambito dove è posizionato il vero ‘centro decisionale e organizzatore’ della vita nella Materia”.
Questo posto, aggiungono gli autori, avrebbe poco a che fare con la dimensione fisica alla quale siamo abituati, in quanto sarebbe sempre stato nascosto al nostro mondo puramente razionale. Ma che cosa avrebbe scoperto, di preciso, Majorana? “Una conoscenza grandiosa e nel contempo infinitamente semplice – risponde Pelizza – Oggi stiamo spendendo somme enormi di denaro negli acceleratori di particelle e nelle ricerche sulla fusione nucleare, tutti tentativi che cercano di violentare l’atomo per estrargli in modo estremamente forzato la grande energia che gli è stata racchiusa dentro”.
A quanto pare, invece, la fisica di Majorana seguirebbe il cammino della comprensione e della non violenza, per dirla alla maniera di Gandhi. “Ettore è entrato in contatto con ‘l’intimità’ della Materia – si legge nel documento – e a questo livello di ‘rapporto’, la Materia, se adeguatamente e pacatamente assecondata, è in grado di dare tutta sé stessa”.

segue su:



mercoledì 19 luglio 2017

È uscito PUNTOZERO #6 ! Un numero...speciale!



PUNTOZERO #6
è disponibile in edicola e nel nostro shop!
IN QUESTO NUMERO:

  • VACCINI: UN SALTO NEL BUIO
    di Gianni Lannes.
    I vaccini non servono alla salute dei bambini, ma ad annichilire grandi e piccini. I fatti esposti in questo articolo evidenziano in modo incontrovertibile come sia in atto ormai da tempo una guerra segreta volta ad acquisire totalmente il controllo dell'umanità, e come l'Italia priva di sovranità sia in prima linea nella sottomissione.

  • LO SPECCHIO DEL DRAGO: LA MAGIA DI ANGKOR WAT
    di Diego Antolini.
    La storia e la mitologia di Angkor Wat, un monumentale e straordinario complesso di templi risalente all'Impero Khmer, oggi in territorio cambogiano, rivelano sorprendenti collegamenti con la Costellazione del Draco con la quale sembra fossero allineati gli edifici principali circa 13.500 anni fa.

  • LE FAKE NEWS FANNO MALE AL RE
    di Barbara Tampieri.
    Una tagliente disamina sulla pervasività della propaganda di regime e sulle contromisure messe in atto contro il rigurgito dell'opinione pubblica, sino ad arrivare alla creazione del concetto di fake news.

  • LA MACCHINA, UN FUTURO POSSIBILE TRA SCIENZA E FILOSOFIA (Imperdibile!)
    di Roberta Rio e Francesco Alessandrini.
    La mente illuminata di Ettore Majorana, dal silenzio di un convento in cui si è volontariamente rinchiuso per decenni, ha prodotto una nuova matematica e una nuova fisica che alimentano un salto epocale nella conoscenza umana.

  • SOTTO LA LENTE
    Il futuro, quasi medioevale, della Francia di Macron - India e Nuova Zelanda: quando i fiumi (sacri) diventano "persone giuridiche" - È italiana la scoperta del "nucleare ecologico"- Le "scie chimiche" contro il "Riscaldamento Globale": un'idea di Harvard - Elon Musk nuovo re dei Borg? - Robotizzazione e immigrazione: quale futuro per gli esseri umani? - Le auto a combustibili fossili spariranno entro i prossimi otto anni? - Le batterie a base di canapa potrebbero cambiare per sempre il modo in cui immagazziniamo l'energia - Gli scienziati hanno scoperto che al momento del concepimento si verifica un lampo di luce "mozzafiato".

  • LA NUOVA VIA DELLA SETA, FRA REALTA' E OMBRE CINESI 
    di Marco Cedolin
    Il gigantesco progetto della cosiddetta "Nuova Via della Seta", promosso in primis dalla Cina e sostenuto dagli altri paesi del BRICS (Russia, Brasile, India e Sudafrica) è in procinto di rivoluzionare radicalmente l'economia dell'Eurasia, coinvolgendo almeno un centinaio di paesi, fra i quali un ruolo importante potrebbe spettare all'Italia.

  • IL MORBILLO TRA EPIDEMIE MEDIATICHE E FALSA "SCIENZA" 
    di Domenico Mastrangelo e Roberto Mastalla
    Dalla meningite al morbillo, le nuove "emergenze mediatiche" hanno assai poco di scientifico, anche in considerazione del fatto che sperimentazioni cliniche controllate contro placebo vengono fatte solo raramente e sovente per "debellare" epidemie inesistenti.

  • I MISTERI DEL B-2
    di Giorgio Iacuzzo
    Le tuttora avveniristiche tecnologie antigravitazionali implementate da molti anni nel bombardiere strategico statunitense B-2 Spirit, oltre che in campo militare, potrebbero avere enormi e benefiche ricadute anche in ambito civile, rivoluzionando letteralmente il settore del trasporto aereo.
      
  • LA MISTERIOSA VENDETTA NE IL BARILE DI AMONTILLADO
    di Sandro D. Fossemò
    Uno dei più noti racconti brevi del geniale Edgar Allan Poe contiene, nello stile e nell'ambientazione, una serie di frasi e di elementi simbolici apparentemente riconducibili alla Massoneria.
...a breve anche in formato digitale!
Via Terme, 51 - 35041 BATTAGLIA TERME (PD)

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sabato 7 gennaio 2017

I brevetti incompiuti di Tesla stanno rivoluzionando l’industria moderna

tesla brevetti
Tesla è famoso per avere inventato il XX secolo grazie ai suoi brevetti sulla corrente alternata, le bobine, trasformatori, trasmissione radio e tutto ciò che in generale ci permette di avere la tecnologia al giorno d’oggi. Lui era davvero un genio infatti non usava quasi mai carta e penna, ma riusciva a costruire tutti i suoi prototipi tramite la visualizzazione nella mente e più di una volta aveva affermato si sentire che il suo sapere provenisse da fuori di lui.
Uno dei brevetti più importanti di tesla è una turbina che costituisce un motore a combustione interna, basata su una struttura e caratteristiche completamente innovative e rivoluzionarie, ma che non fu mai applicata dato che nessuno voleva investirci: infatti tutte le industrie erano strutturate con la vecchia turbina ed altrettante aziende che la producevano, quindi troppi interessi contro [1].
Considera che il modello migliore di motore a combustione a pistoni ad esempio sviluppa il 27/28% di efficienza nella conversione da combustibile a lavoro, decretando già così la superiorità della turbina di tesla, che già in una versione basilare raggiunge il 41%, come dimostrato dall’esperto di fluidodinamica Warren Rice della Arizona State University negli anni ’70[2]. Inoltre essa può essere utile, soprattutto oggi, anche per scopi di tamponamento, come il riutilizzo in maniera del tutto pulita, del vapore che fuoriesce dai generatori convenzionali a benzina, che sprecano non poca energia negli scarichi.
I benefici della turbina di tesla erano già conosciuti ed evidenti a tutti ma purtroppo nel 1915 infatti l’industria metallurgica non era ancora in grado di produrre materiali abbastanza resistenti per le velocità e le pressioni del modello di Tesla perciò dopo un po’ di tempo i dischi della turbina si piegavano o si indebolivano nettamente. Perciò, per l’ennesima volta, la sua invenzione dovette aspettare che arrivasse il momento giusto.
L’azienda inglese di produzione e stoccaggio della carta, la DiscFlo, sembrerebbe aver moltiplicato la propria produzione e l’efficienza delle sue macchine proprio grazie all’installazione della tecnologia delle pompe e delle turbine Tesla. Nella storia della compagnia si specifica di come negli ’70 Max Gurth modificò la pompa con dischi di Tesla, a sua volta riadattamento intelligente di quella di Sargent del 1850. Questo lo portò a fondare la compagnia DiscFlo nel 1982[3]. “La prima pompa senza pale DiscFlo dell’industria della carta del Regno Unito ha ridotto i tempi di inattività dl pompaggio degli stock carta quasi a zero e ha tagliato i tempi di fermo macchine di 12 ore al mese, che produce un risparmio di circa 150 mila dollari l’anno. Gli stock di carta, che comprendono un tipo di carta disinchiostrata, è circa 8% consistenza e contiene 5-7% aria trascinata.  La pompa precedente, un tipo a centrifuga comunemente usata per azioni di pompaggio, aveva sofferto frequenti guasti e problemi di cavitazione (quando in un corpo solido si creano delle cavità d’aria), a causa dell’elevata presenza d’aria trascinata. Il responsabile tecnico della fabbrica è rimasto deliziato dalle prestazioni della pompa con dischi: ‘Dal momento dell’avvio, la pompa DiscFlo ha funzionato al 100%.’”[4] L’efficienza e la vita delle macchine si è alzata per via della natura stessa della tecnologia che sfrutta la viscosità del liquido ed evita l’impatto degli eventuali materiali solidi al suo interno contro le pareti del macchinario. Nella brochure dell’azienda viene addirittura specificato che dei globuli rossi sarebbero al sicuro dagli impatti all’interno di questo tipo di pompe.[5]
Howard Fuller, della Solar Aero di Greenville, New Hampshire presentò nel 2010 un motore eolico basato non sui modelli classici con pale rotanti, che si rifanno alle meccaniche dei mulini di 400 anni fa, ma proprio sulla turbina senza pale di Tesla. Il brevetto americano, basato su quello dell’inventore serbo del 1913, è più efficiente ma anche meno dannoso delle turbine con pale, che disturbano le trasmissioni radio e televisive, provocano insonnia e mal di testa e uccidono molti esemplari della fauna volatile. Fuller però è solo l’ultimo di una lunga lista di inventori. Nel 1991Vincent M. Iorio e Luke W. Loy svilupparono un metodo di propulsione per fluidi prendendo ispirazione dalla meccanismo base del primo dei brevetti della turbina di Tesla. Nel 2005 ne venne sviluppata un’altra variante in Canada[6] e nel 2008 Gordon David Sherrer, dopo averla studiata a lungo, registrò un brevetto ulteriore, che prende spunto anche da altre pubblicazioni della Tesla Engine Builders Association di Milwaukee negli anni ’90[7]. Nello stesso anno Heraldo Da Silva Couto e Julio Cesar Batista implementarono la turbina di Tesla con un nuovo tipo di dischi rotanti detti “dischi di Pelton”.
Oggi la Sea Bird Adventure sta cercando nuove soluzioni per migliorare le tecnologie navali diminuendo l’inquinamento. Partendo proprio dalla famosa  Sea Bird, prima conosciuta come la nave militare USNS New Bedford poi venduta alla Seaswind Fischeries, la nuova gestione sta lavorando sull’implementazione pulita delle tecnologie navali. Il loro principale investimento? La turbina di Tesla. Kris Land, manager esecutivo, inventore, fondatore di molte società, con tutte le sue forze commerciali, mediatiche ed economiche sta aiutando la Sea Bird Adventure a fare della turbina di Tesla il nuovo livello dell’ingegneria energetica, non solo navale, ma anche dei trasporti via terra e aerei.
Esistono inoltre molti team e ricercatori indipendenti, come Zefiros Tesla Turbine o OBI Technology che ne tentano la modernizzazione e la diffusione su larga scala.
L’innovativo e rivoluzionario ventilatore a soffitto Exhale Fans, si ispira alla magnifica comprensione che Tesla aveva della natura. Realizzato da Nick Hiner e Richard Hansall, finanziato con successo tramite raccolta fondi internazionale su Indiegogo, con una somma finale di quasi 46.500 dollari, il nuovo ventilatore a soffitto Exhale è dotato di un funzionamento totalmente innovativo e originale, dichiaratamente ispirato alla turbina di Tesla, citata e spiegata sul sito della compagnia[9]. Tramite un meccanismo nuovo la Exhale Fans, sempre più in espansione, si impegna a rivoluzionare un mercato che è rimasto praticamente immobile in tutti questi anni. Diversamente da quelli tradizionali con le pale infatti, che dirigono l’aria verso il basso, il ventilatore Exhale diffonde l’aria in tutte le direzioni a 360°, in orizzontale e con un angolo di 45°. Il flusso d’aria è unico e sviluppa una rotazione molto simile a quella di un vortice. Le molecole d’aria una volta incontrate le pareti si dirigono verso il basso per essere poi attratte di nuovo all’interno del vortice e tornare infine sul soffitto.
Una volta Tesla disegnò su un fogliaccio un motore a turbina per una nuova automobile, che secondo lui avrebbe potuto viaggiare da un estremo all’altro degli Stati Uniti con una sola tanica di benzina. Durante la sua vita egli non vide mai realizzarsi questo sogno, ma sarebbe felice oggi di vedere che aziende come la popolare Phoenix Navigation and Guidance Inc. stanno investendo su questa tecnologia. Ken Reili ha immesso sul mercato, partendo dal Michigan, una nuova generazione di veicoli, molto efficienti e puliti, combinando una turbina a dischi con un combustore a impulso di detonazione basati entrambi sui brevetti di Tesla. La compagnia afferma di aver raggiunto risultati senza precedenti, usando materiali avanzati come fibra di carbone, plastica impregnata di titanio e dischi rinforzati in Kevlar. Secondo Reili la turbina di Tesla potrebbe essere il cavallo di battaglia dell’ingegneria moderna[10].
Vista la direzione della richiesta mondiale di energia pulita in effetti la turbina di Tesla si affermerà presto come pietra miliare dell’automazione, della produzione energetica e delle operazioni automobilistiche.
Tratto dal libro Tesla – Lo Scienziato Contro di Edoardo Segato.
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Riferimenti
[1]Tesla: Uomo fuori dal tempo. Margaret Cheney, Liberilibri, 1981.
[2]Tesla- Uomo fuori dal tempo, Margaret Cheney, Liberilibri, 1981
[3]www.discflo.com/about-discflo-corporation/discflo-company-history
[4]Pursuing Tesla’s Vision, Gary Peterson, Tesla Memorial Society, 11 Gennaio 2014, pag. 72.
[5]www.discflo.com/images/stories/pdf/generalbroch.pdf
[6]   Vertical Axis Wind Turbine With Modified Tesla Disks, Nica, Horia, Canadian Patent Application Number 2,498,635 filed Feb. 28, 2005;
[7] Tesla’s Engine A New Dimension for Power, J. A. Hayes, Tesla Engine Builders Association, Milwaukee, Wis. 1994
[8] “Design and scaling of microscale Tesla turbines”, Vedavalli G Krishnan, Vince Romanin, Van P Carey e Michel M Maharbiz, Journal of Micromechanics and Microengineering, Volume 23, Numero 12, 30 ottobre 2013.
[9] www.exhalefans.com/our_company.html
[10] www.pesn.com/Radio/Free_Energy_Now/shows/2007/04/14/9700225_KenReili_TeslaTurbine/