sabato 12 giugno 2021

Prolungamento validità Certificazioni - #LPIMemberJourney | LPI Italia


 
  

Immagine banner

Simone "Simo" Bertulli

Esami Beta e Membership

Foto

Con LPI a ConFloss '21

dal 19 al 22 agosto 2021

Foto

Sospensione scadenza

Certificazioni fino al 31/12

Linux e Open Source: segnala progetti, eventi e storie di successo

La mission di LPI è sostenere la formazione e il movimento Linux e Open Source: se sei coinvolto in eventi del settore, o in progetti FOSS, non esitare a contattarci per segnalarceli: valuteremo anche proposte di media partnership e sponsorizzazione degli eventi.

Linux Professional Institute (LPI) Italia

© 2016-2021 - Tutti i diritti riservati

 

venerdì 11 giugno 2021

La “minaccia russa”: una ‘bufala’ che può distruggere il mondo


Nel corso del 2016 il direttore della CIA John Brennan e il direttore dell’FBI James Comey, insieme al corrotto partito democratico, iniziarono ad orchestrare il Russiagate per tentare di impedire a Trump di riportare alla normalità i rapporti con la Russia, riducendo così il rischio di una guerra nucleare. L’ex presidente Trump cercò anche di stroncare sul nascere una nuova Guerra Fredda, ma questo non favoriva gli interessi di potere e profitto del complesso militar-industriale, che ha invece un disperato bisogno della “minaccia russa” per giustificare la propria stessa esistenza.

Stephen Cohen, assieme a me ed altri esprimemmo le nostre preoccupazioni sul fatto che le tensioni tra le due maggiori potenze nucleari si fossero inasprite molto di più di quanto lo fossero durante la Guerra Fredda del XX secolo. Molti siti web unirono le forze per mettere in evidenza come il  “Russiagate” fosse solo una montatura.

Per screditare queste nostre voci, nel 2016 vide la luce improvvisamente un nuovo sito, PropOrNot, che presentava un elenco di 200 “agenti e/o marionette della Russia”. Quelli di noi che avevano richiamato l’attenzione sul Russiagate e sul rischio di aggravare la situazione erano in quell’elenco. Il Washington Post aggiunse credibilità all’accusa riportando quella di PropOrNot secondo la quale coloro che erano contrari ad una politica ostile nei confronti della Russia erano “agenti di Putin”.

giovedì 10 giugno 2021

I numeri della Pandemia svelano il piano del Governo


L’Istituto Superiore di Sanità Italiano (ISS), che monitora la situazione del coronavirus, ha pubblicato un rapporto sui decessi per SARS-CoV-2 per l’intero periodo dell’epidemia nel Paese. È emerso che l’età media del defunto è di 81 anni, con circa un terzo del numero totale di decessi che si verificano nella regione settentrionale della Lombardia.

Inondati dalle notizie sull’andamento delle vaccinazioni di massa in Italia e delle consuete statistiche sul numero di contagiati, guariti e decessi, è passato quasi inosservato il rapporto annuale del primario istituto sanitario nazionale sulle conseguenze dell’epidemia. Forse perché le informazioni pubblicate da ISS sono contrarie alle politiche del governo italiano e di altri paesi dell’UE durante la pandemia.

E la percentuale tra i giovani?

Secondo i dati ISS del 30 marzo 2021, la percentuale di morti per coronavirus di età inferiore ai 51 anni è solo dell’1,1% (1.188 persone) del numero totale di decessi. Considerando che il numero totale di residenti italiani sotto i 51 anni si avvicina ai 40 milioni, la percentuale di morti in questa fascia di età è dello 0,002 per cento. In altre parole, i cittadini del Paese sotto i 51 anni (e questo è quasi i due terzi della popolazione) possono essere assolutamente sicuri che il virus non sia in alcun modo fatale per loro. Tenendo conto della chiusura di scuole, università e altre istituzioni educative che danneggiano la vista e il sistema nervoso delle classi online, i requisiti di distanza sociale, i divieti di stretta comunicazione e qualsiasi contatto diretto, tali statistiche riguardanti i giovani e i loro genitori sembrano quasi una beffa.

mercoledì 9 giugno 2021

Gli alleati dovranno morire per Kiev?, di Thierry Meyssan


La popolazione ucraina è divisa: una parte appartiene alla cultura europea, l’altra a quella russa. Una specificità che offre a Washington un campo su cui scontrarsi con Mosca. Da qualche settimana risuonano i tamburi di guerra. Ma gli alleati non desiderano morire per Kiev, né sacrificarsi contro la Russia.

Le forze armate USA

I nemici degli anglosassoni:

1 - Il nemico storico: i russi. Li considerano persone spregevoli, destinate, dopo Ottone I (X secolo), alla schiavitù, come il nome stesso dell’etnia dice (la cui denominazione deriva dall’inglese slave, che significa anche schiavo). Nel XX secolo gli anglosassoni si opponevano all’URSS, prendendo a pretesto il comunismo, ora sono contro la Russia, senza conoscerne la ragione.

2 - Secondo avversario, da loro stessi creato con la “guerra senza fine”, scatenata dopo l’11 settembre 2001: le popolazioni del Medio Oriente Allargato, di cui distruggono sistematicamente le strutture statali – che siano alleati o avversari non fa differenza – per «rispedirle all’età della pietra» e sfruttare le ricchezze dei loro territori (strategia Rumsfeld/Cebrowski).

3 - Terzo avversario: la Cina, il cui sviluppo economico minaccia di relegarli in seconda posizione. Per loro non c’è che un’opzione: la guerra. Perlomeno è quanto pensano i politologi, che parlano persino di “trappola di Tucidide”, in riferimento alla guerra che Sparta mosse ad Atene, spaventata dalla sua espansione [1].

4 - Seguono, benché a lunga distanza, le questioni dell’Iran e della Corea del Nord.

Questo quanto ribadiscono ripetutamente, da angolazioni diverse, la Strategia interinale della Sicurezza Nazionale di Joe Biden [2] e la Valutazione annuale dei rischi [3] della Intelligence Community.

martedì 8 giugno 2021

STRAGE DI STATO / PARLA IL GIUDICE ANGELO GIORGIANNI


Sta facendo non poco discutere il fresco di stampa “Strage di Stato – Le verità nascoste della Covid-19”, scritto dal magistrato Angelo Giorgianni e dal medico Pasquale Bacco, animatori dell’associazione ‘L’Eretico’.

A far discutere è soprattutto il nome dell’autore della prefazione, nientemeno che il procuratore capo a Catanzaro, Nicola Gratteri, sempre in prima linea nell’azione di contrasto alla ‘ndrangheta e per accendere riflettori sulle connection mafia-politica-imprese.

Il libro di Giorgianni e Bacco, che vediamo in apertura (fotomontaggio di Byoblu)

Gli attacchi a Gratteri sono stati scatenati in particolare dai fondi al vetriolo di Giuliano Ferrara su ‘il Foglio’, che lo accusa di ‘negazionismo’ e praticamente di militanza ‘no vax’.

Ecco cosa risponde Giorgianni, 66 anni, giudice presso la Corte d’Appello di Messina, un’altra vita da magistrato di trincea, ora impegnato anche sul fronte di vaccini & pandemia.

“Siamo stati bollati come due dei peggiori negazionisti del Covid, antivaccinisti e diffusori di pericolose fake news. E il mio collega Gratteri è stato attaccato: solo per aver accettato di firmare la prefazione del libro gli è stato appioppato l’epiteto di negazionista. Basta, ora querelo”.

“Non mi sono vaccinato e non mi vaccinerò, ma non voglio essere definito un no vax”.

“Questi vaccini allo stato attuale non hanno subìto una sperimentazione adeguata, hanno necessità di approfondimenti. Non ritengo che ci sia la fretta di adottare un vaccino che ancora ha la necessità di approfondimenti. Tanto è vero che l’EMA ha detto di aggiornare il bugiardino, il che vuol dire che le persone devono capire quali sono le controindicazioni a cui si può andare incontro, poi ognuno fa le sue scelte. Io mi rifiuto di pensare che uno possa essere bollato come ‘no vax’ solo perché proclama prudenza”.


lunedì 7 giugno 2021

Rete Voltaire: I principali titoli della settimana 1 giu 2021



Rete Voltaire
Focus
 
 



In breve

 
A Londra manifestazioni contro il Passaporto Covid
 

 
La Danimarca ha spiato i dirigenti europei per conto degli USA
 

 
Personalità nere contro il razzismo del NYT e del Partito Democratico
 

 
Bashar al-Assad vota sotto le recriminazioni degli Occidentali
 

 
Le automobili tedesche e la penuria d'acqua in Guinea
 

 
L'ayatollah Khamenei preseleziona il futuro presidente iraniano
 

 
Due pesi e due misure nell'affare Protasevich
 

 
L'amministrazione Biden aveva anticipato il conflitto Hamas-Lidkud
 

 
Negli Stati Uniti, la situazione sanitaria è migliore negli Stati che non hanno imposto misure anti-Covid
 

 
Il Pentagono ha costituito Forze Speciali segrete più potenti di quelle della CIA (Newsweek)
 
Controversie
 
 

 
abbonamento    Reclami
 
 

LA SVEZIA VERSO L’ADDIO AI TEST PCR COME DIAGNOSI COVID19 [feedly]


Guida sui criteri per la valutazione dell’assenza di infezioni in covid-19

L’Agenzia svedese per la sanità pubblica ha sviluppato criteri nazionali per valutare l’assenza di infezioni nel covid-19.

La tecnologia PCR utilizzata nei test per rilevare i virus non è in grado di distinguere tra virus in grado di infettare cellule e virus che sono stati neutralizzati dal sistema immunitario e pertanto questi test non possono essere utilizzati per determinare se qualcuno è contagioso o meno. L’RNA dei virus può spesso essere rilevato per settimane (a volte mesi) dopo la malattia, ma non significa che sei ancora contagioso. Esistono anche diversi studi scientifici che suggeriscono che l’infettività di covid-19 è massima all’inizio del periodo della malattia.

domenica 6 giugno 2021

Byoblu Newsletter 28 maggio 2021: Vogliamo ridare al mondo la sua barchetta



Vogliamo ridarvi la barchetta!

È difficile pensare che esista qualcosa di cui la gente ha così tanto bisogno, e di cui si fida così tanto, da finanziarla direttamente, con le proprie tasche. Il mondo è abituato a far girare tutto intorno ai soldi. Chi fonda un'azienda, lo fa per guadagnare. Chi fonda una televisione lo fa per avere il controllo, per esercitare un potere, investe decine di milioni di euro, senza badare a spese. E non gli importa di essere in perdita, perché i soldi che apparentemente perde da una parte, li guadagna - dieci volte tanto - dall'altra, attraverso il controllo sulla politica.

Così, vai a spiegare a una banca perché ci sono migliaia di persone che mandano soldi spontaneamente a qualcuno. Non ci credono. Non ci sono abituati. È gente che ha sempre trattato con faccendieri, affaristi, speculatori. Bisogna capirli. È tutto il mondo che va cambiato, un pezzo alla volta. E si inizia da qui, da una televisione libera, lontana da quegli affaristi, da quegli speculatori, da quei faccendieri che, per dirla alla Baglioni, da piccoli "son stati marinai dietro agli occhiali storti e tristi, su una barchetta coi gusci delle noci", ma poi hanno capito che l'unica loro speranza era dominare per non essere dominati, e quella ferita gli ha fatto così tanto male che ancora piangono e non lo sanno. Non bisogna averne paura: bisogna rimettergli gli occhialetti storti sul naso e ridargli la barchetta, e un rivoletto d'acqua. Così si cambia il mondo, tornando a crederci.

Dal primo aprile 2021 ad oggi abbiamo speso oltre mezzo milione di euro. Le spese più grosse sono state quelle per acquistare il canale: 150mila euro più qualche decina di migliaia di euro in burocrazia e spese legali. Poi ci sono quasi 90mila euro di spese di trasmissione, tra maggio e l'anticipo di giugno (sono 50mila euro al mese per illuminare tutte le case d'Italia). Il resto sono stipendi, tasse e contributi, consulenze legali, attrezzature, anticipi per la nuova sede, per le scenografie, i cablaggi… È tanto? Nelle televisioni che vogliamo sfidare, con mezzo milione ci fanno mezza puntata di uno spettacolo serale. Le trimestrali Mediaset relative a gennaio, febbraio, marzo 2021 parlano di 115 milioni di euro soltanto di spese per il personale. Riuscite ad immaginare quanto Davide si stia dando da fare per sfidare Golia? Uscirà a breve il bilancio del 2020, e poi faremo il provvisorio del 2021.

Se non vogliamo spegnere i ripetitori abbiamo bisogno ancora di una mano. Per essere chiari, la televisione ideale è quella che non ha bisogno della pubblicità, ma che dipende esclusivamente dal sostegno dei cittadini. Tuttavia bisogna anche essere pragmatici: le persone sono senza lavoro. Il motivo che ci spinge a dare loro voce è anche e soprattutto perché sono fragili. Un piccolo contributo a testa è sufficiente, ma per qualcuno anche quel poco può essere tanto. Così, per sostenere la tv dei cittadini ci stiamo impegnando a fondo per trovare piccole medie imprese, etiche e coerenti con il nostro messaggio, che abbiano voglia di acquistare spazi pubblicitari. E quando ci riusciremo, il nostro sogno è quello di devolvere le donazioni a tutti quei blogger indipendenti che fanno un'informazione coraggiosa e che ne hanno bisogno per continuare a farla.

Ma nel frattempo dobbiamo aumentare i giornalisti (ne abbiamo solo cinque, che lavorano per venti), assumere un direttore di palinsesto, realizzare programmi di approfondimento degni della prima serata, far partire il marketplace (è tutto pronto, questione di giorni), realizzare infrastrutture per proteggere il sito dagli attacchi informatici... A proposito: lo sapete che da qualche settimana siamo attaccati pesantemente da botnet che si appoggiano sulle maggiori webfarm europee e Usa, tra cui quelle di Amazon e di Microsoft? Sono attacchi molto costosi, perché quelle botnet (reti di computer compromessi) si pagano un tanto all'ora, e loro attaccano ogni ora di ogni giorno, con lo scopo di rendere il sito impossibile da leggere, cambiando sempre strategia e area geografica di provenienza per rendere difficile difendersi. Avranno speso già decine di migliaia di euro. Dovei li prendono, loro, i soldi? Noi qualche idea ce l'abbiamo…

Una televisione dei cittadini fondata interamente dal basso non è mai esistita. Se esiste oggi, è solo grazie a voi. Avete partecipato a una delle più grandi imprese della storia. Ed è sui libri di storia che ne parleranno, quando la veemenza degli interessi sporchi che divorano il presente si sarà placata e, diradatosi il fumo, il mondo sarà pronto per guardarsi con lucidità alle spalle. Il cammino, quindi, è lungo, e noi dobbiamo diventare sempre più interessanti ed utili. Oppure chiudere. Ma se chiuderemo, beh …sarà un vero peccato! Quando ricapiterà un'altra occasione simile: quella di avere una televisione semplicemente di tutti, per tutti?

E allora coraggio, dateci una mano, che siamo a tanto così dal farcela!

AIUTACI CON UN BONIFICO

Conto intestato a: BYOBLU EDIZIONI SRL SEMPLIFICATA

IBAN: IT90V0326801600052100569510

Causale: Donazione libera per la Tv dei Cittadini

Importo: quello che potete

Se invece volete donare con PayPal o con carta di credito: premete su questo bottone:

DONA CON PAYPAL O CON CARTA

p.s. stiamo aspettando la decisione del giudice sul ricorso d'urgenza per far riaprire il canale Youtube di Byoblu, con oltre mezzo milione di iscritti. L'udienza si è tenuta martedì 25 maggio. Youtube aveva ben quattro legali e ha presentato 50 pagine di memoria. Vi terremo aggiornati.

Logo

Creative Commons (non commercial) 2021 BYOBLU EDIZIONI SRLS.

L'indirizzo della nostra mailing list è:

BYOBLU EDIZIONI SRLS
Via Castellammare 14
Milano, Italy 20157
Italy

sabato 5 giugno 2021

Magaldi: strage di Stato, indagate Speranza e complici

Strage di Stato

«Ha tentato in modo arrogante e mafioso di occultare una verità che un funzionario onesto aveva evidenziato». Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, attacca il ministro Roberto Speranza: così come lo stesso Conte, non poteva essere all’oscuro delle inaudite manovre messe in atto per insabbiare il dossier di un valente funzionario dell’Oms, Francesco Zambon, che all’inizio della primavera 2020 aveva inutilmente segnalato l’assenza di un piano pandemico aggiornato. «Mi complimento con Massimo Giletti, che l’11 aprile nel suo programma su La7, “Non è l’arena”, ha riassunto la vicenda: Ranieri Guerra, già direttore generale del ministero della salute e dunque responsabile dei piani pandemici, prima non ha aggiornato il piano per l’Italia, e poi – divenuto direttore vicario dell’Oms – si è vantato con Silvio Brusaferro, neo-portavoce del Cts, di aver intimato a Zambon di cambiare le carte in tavola, arrivando infine a far ritirare il rapporto». Per Magaldi, «anche Brusaferro dovrebbe essere costretto a dimettersi subito, per rimozione della verità e per truffa», nell’ambito di una manovra che l’ha visto agire come «compagno di merende di Ranieri Guerra e dello stesso Goffredo Zaccardi, capo di gabinetto del ministro Speranza».

Insiste Magaldi: non è immaginabile che Speranza non fosse al corrente dei fatti, impegnato com’era a «promuovere la logica del terrore e delle morti, molte delle quali evitabili con un piano pandemico aggiornato e prontamente applicato, quindi con una ben diversa capacità di gestione dell’emergenza». Conclusione: l’esponente di Leu «non può più essere ministro, dopo questa storia: Draghi non può permettersi di continuare ad avere un “ministro della malasanità” come Speranza, che mi auguro venga anche processato, specie dopo le verminose comunicazioni tra Guerra e Brusaferro, mostrate in primis da Giletti: sono parte di un comportamento non scusabile e non accettabile, che probabilmente presenta anche profili penali». Esponente della massoneria sovranazionale progressista, Magaldi preme su Draghi: «Ho informazioni ancora più esplosive su quanto è accaduto e sta ancora accadendo», premette. «Credo che Draghi sia sempre più incline a meditare: non solo sulla gente da cui è circondato e di cui deve liberarsi al più presto, ma anche sul paradigma finora adottato». Sottolinea il leader “rooseveltiano”: «Ancora prima della salute viene la libertà: se tuteli la libertà e persegui la verità, allora tutelerai anche la salute. Invece, quelli come Speranza – che hanno messo al primo posto la salute biologica e calpestato le libertà costituzionali – alla fine non si sono curati nemmeno della salute, come viene fuori dagli scandali che stanno emergendo».

venerdì 4 giugno 2021

Kazari ashkenaziti, l’ebraismo asiatico su cui Israele tace

Lupo

C’è una storia dimenticata e volutamente occultata. Io sono massone, e appartengo anch’io a una minoranza, quella eleusina: e comprendo il peso che persecuzioni possano avere avuto, nella storia. La cultura tradizionale ebraica è tuttora sconosciuta, ai più: curioso, perché è tra quelle che più hanno permeato la cultura europea, negli ultimi secoli. E’ una cultura che è sempre stata un po’ chiusa. E anche per via delle fortissime tensioni storiche – con la cacciata degli ebrei dalla Spagna a opera di Isabella di Castiglia dopo la Reconquista, poi per opera dell’Inquisizione e dell’azione stessa della Chiesa cattolica, senza contare le tante conversioni forzate al cattolicesimo – non c’è mai stato un dialogo aperto fra la cultura ebraica e quella cristiana, predominanti nell’Europa moderna. E questo ha fatto sì che ci sia sempre stata una grave e lacunosa mancanza di conoscenza reciproca. Ad esempio: si parla pochissimo dell’origine degli ebrei ashkenaziti, che oggi rappresentano la maggioranza, nella popolazione ebrea.

Le fonti collocano l’origine della tradizione ebraica in Medio Oriente, in Palestina, in parte anche in Egitto. Ci sono connessioni dirette tra il popolo ebraico e figure come il faraone Akhenaton e personaggi come Mosè. E’ stata invece volutamente occultata l’origine storica di quella grande parte dell’ebraismo che appartiene alla cultura ashkenazita. Le origini non risalgono all’area siro-palestinese (il Regno di Giudea), ma ad un’area geografica diversa e distante, identificabile con il territorio di quello che è storicamente conosciuto come l’Impero Kazaro. Numerose le fonti: cronache arabe, persiane, bizantine e russe (Principato di Kiev). E’ un argomento raramente studiato, cui si tende a non dare risalto, anche per una serie di ragioni politiche. L’Impero Kazaro si sviluppò in un’aera che va dal Caucaso all’odierna Ucraina, la Crimea, le steppe del Kazakhstan e l’Uzbekistan settentrionale: un territorio vastissimo. Trae origini dalle migrazioni di una serie di popoli che, nei primi secoli della nostra era, abitavano l’area della cosiddetta Asia Centrale.

giovedì 3 giugno 2021

Le sconvolgenti dichiarazioni di una infermiera del reparto di terapia intensiva Covid


Ho avuto la possibilità di conoscere e intervistare Maria Maddalena, un'infermiera che lavora nel reparto di Terapia intensiva Covid. Il nome ovviamente è inventato per mantenere la privacy, ma le cose che afferma sono importanti e decisamente inquietanti.

D) Grazie Maria per aver accettato l'intervista, soprattutto perché sta rischiando molto. In che reparto sta lavorando?
R) Attualmente sto lavorando in Terapia intensiva Covid. Ciò significa prendersi cura di persone con gravi insufficienze respiratorie, in pratica con polmoniti da Covid, spesso anche con la complicanza dell’embolia polmonare. Le persone non riescono a respirare da sole in modo efficace sfruttando l’ossigeno normalmente presente nell’aria: i loro polmoni sono talmente infiammati che hanno bisogno di alte percentuali di ossigeno che venga “sparato” a viva forza nei loro polmoni tramite l’ausilio di occhialini ad alto flusso, maschere e caschi ad alta pressione. Tutti questi presidi funzionano grazie all’utilizzo di un ventilatore che invia la miscela di aria e ossigeno in modo personalizzato e continuo. In caso di progressione della malattia, queste ventilazioni non invasive possono non essere più sufficienti perchè il polmone non riesce più a scambiare correttamente O2 e CO2 affaticando e scompensando il paziente. Si rende allora necessaria l’intubazione orotracheale. Il paziente viene sedato ed intubato con un tubo che dalla bocca arriva in trachea, collegato al ventilatore, che provvede ad effettuare per suo conto i movimenti respiratori e a scambiare aria e O2 necessari alla saturazione ottimale. Da quel momento il paziente viene monitorato ed assistito in tutte le sue necessità fisiche ed emodinamiche attraverso un controllo continuo intensivo e variazioni di farmaci e ventilazione vengono effettuate in tempo reale in base ai parametri vitali.

D) Cosa vuol dire personalmente e professionalmente lavorare in un reparto covid?

mercoledì 2 giugno 2021

Giulietto Chiesa: chi era costui?



Pandora TV News 17 aprile 2020 - Montagnier: "il virus è il risultato di una manipolazione"

"La Cina mostrerebbe saggezza se lo riconoscesse. La sequenza degli strumenti molecolari utilizzati può essere fatta soltanto in laboratorio".  
- Intro di Giulietto Chiesa
- Luc Montagnier: il virus è stato creato in laboratorio

martedì 1 giugno 2021

VACCINI – L’EX NUMERO 2 PFIZER VUOTA IL SACCO


Il dottor Michael Yeadon, ex vicepresidente e scienziato capo della Pfizer per Allergy & Respiratory che ha trascorso 32 anni nel settore alla guida della ricerca sui nuovi farmaci e si è ritirato dal gigante farmaceutico con «la posizione di ricerca più avanzata» nel suo campo, ha concesso un’intervista esclusiva alla benemerita  testata prolife nordamericana LifeSiteNews.

 

«Nell’ultimo anno mi sono reso conto che il mio governo e i suoi consiglieri mentono in faccia al popolo britannico su tutto ciò che ha a che fare con questo coronavirus. Assolutamente tutto»

Del dottor Yeadon Renovatio 21 ha scritto in passato, in particolar modo riguardo alla sua idea che il vaccino mRNA possa avere effetti catastrofici sulla fertilità delle donne.

 

I pensieri e le rivelazioni di Yeadon riguardo a vaccini e pandemia risultano semplicemente sconvolgenti.

 

In partenza, nell’intervista a LifeSiteNews, il dottor Yeadon affronta la propaganda «dimostrabilmente falsa» da parte dei governi in risposta al COVID-19, inclusa la «menzogna» di varianti pericolose, il potenziale totalitario riguardo ai «passaporti vaccinali» e la forte possibilità che abbiamo a che fare con una «cospirazione» che potrebbe portare a qualcosa di ben oltre la carneficina sperimentata nelle guerre e massacri del 20° secolo.