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martedì 2 giugno 2020

Vaccini e falsi profeti: Bob Dylan contro la mafia del Covid

False Prophet Il diavolo non veste Prada: di questi tempi va in giro con in mano una siringa mortale, truccata da regalo, che puzza di vaccino lontano un miglio. Sembra dedicato al Demiurgo degli gnostici – il Dio Straniero dei catari – l’ultimo guanto di sfida (il terzo, in poche settimane) lanciato dallo stupefacente Bob Dylan, 79 anni a fine maggio. Un blues lento e accidentato, scandito da chitarre sulfuree, tra Muddy Waters e Tom Waits, e presentato da un’icona inequivocabile: uno spettro vestito a festa, da banditore ottocentesco. Il riferimento dell’immagine – trasmessa via web nella notte tra il 7 e l’8 maggio, per accompagnare l’ennesimo, esplosivo brano inedito, “False Prophet” – è all’Uomo Ombra, «il personaggio misterioso creato da Walter Gibson, dal 1931 protagonista di “The Shadow”, il primo magazine pulp interamente dedicato a un singolo “character hero” e progenitore di giustizieri, cupi e solitari, come Batman», annota Valeria Rusconi su “Repubblica“. Ma se lo spettro tenebroso di Gibson impugna una pistola, quello di Dylan – che a sua volta ha sottobraccio un pacco-dono – brandisce una siringa, nientemeno. «A chi sta pensando, Bob Dylan? Qual è il dono che porta la morte?».
Per intuirlo basta guardarsi attorno, tra i cimiteri del Covid-19 e le ombre che si allungano, giorno per giorno, sull’incerta origine della pandemia e sulle altrettanto opache manovre per specularvi sopra, come racconta la guerra politica fra Trump e l’Oms “cinese”, il guru Anthony Fauci, il presunto “falso profeta” Bill Gates e i suoi seguaci diffusi ovunque. E’ il coronavirus – o meglio, il clan che lo starebbe “sovragestendo” – l’obiettivo del grande cantautore americano, Premio Nobel per la Letteratura, che il 27 marzo ha sparato wordlwide il capolavoro “Murder Must Foul”, struggente ballad che rievoca l’omicidio di John Kennedy. Il brano lascia spazio a un’accusa velata: il sospetto che, dietro al superpotere che sta cercando di impossessarsi del pianeta sottoponendolo alla “dittatura sanitaria”, vi siano gli eredi dell’esclusivo club oligarchico che nel 1963 fece assassinare il presidente della New Frontier, reclutando la mafia di Chicago sotto la supervisione della Cia e dell’Fbi, con il placet di Lyndon Johnson, Richard Nixon e George Bush.
E’ il potere nero, golpista, che avrebbe imposto il neoliberismo a mano armata con il colpo di Stato in Cile che rovesciò e uccise Salvador Allende l’11 settembre del 1973. Lo stesso Deep State che poi, trent’anni dopo – in un altro 11 settembre – avrebbe terremotato il pianeta, abbattendo le Torri Gemelle per imporre il terrore “islamista”, da Al-Qaeda fino all’Isis. Esauriti i mostri creati in laboratorio deformando l’Islam, ora saremmo di fronte all’ennesimo esperimento di dominio, sempre fabbricato in vitro, ma in altri laboratori: un mostro fondato sul terrore sanitario. Vaneggiamenti? Tutt’altro, sostiene Gioele Magaldi, autore del bestseller “Massoni” (Chiarelettere, 2014). La tesi: una cupola mondiale di superlogge – dalla “Three Eyes” di Kissinger alla “Hathor Pentalpha” dei Bush – ha strapazzato il mondo, per piegarlo ai suoi voleri: dal manifesto “The crisi of Anthony Fauci e Bill Gatesdemocracy” del 1975 (Commissione Trilaterale) al neoliberismo-canaglia, quello che oggi – nella gabbia Ue – impedisce all’Italia persino di difendersi, finanziariamente, dalla catastrofe Covid. Ma che c’entra, Bob Dylan?
«C’entra eccome», sostiene Magaldi, che un mese fa è stato autorizzato a comunicare ufficialmente la notizia: l’autore di “Blowin’ in the wind”, «da sempre massone ultra-progressista», fa parte del circuito massonico internazionale che si sta opponendo, con ogni mezzo, al “tentativo di golpe” che ritiene sia in corso: il brutale sequestro di miliardi di persone, terrorizzate da un virus misterioso e sottoposte al coprifuoco da parte di governi che hanno prontamente sospeso libertà e democrazia, obbedendo a oscuri tecno-scienziati. Peggio: l’alleanza massonico-progressista (di cui Dylan è parte) sospetta che sia all’opera lo stesso potere che assassinò Kennedy a Dallas nel ‘63. Ecco perché il menestrello di Duluth è uscito allo scoperto. Conferma Magaldi: «Bob Dylan è sceso in campo ufficialmente: si sente un soldato, deciso a combattere a viso aperto».
Senza questa chiave di lettura, agli esegeti della dirompente tripletta scodellata da Dylan in poco più di un mese (”Murder Most Foul”, “I Contain Multitudes” e ora “False Prophet”) non restano che considerazioni preliminari: «Rimaniamo qui, stupiti, ancora incantati, brancolanti nel buio, cercando in un disco i segreti del nostro tempo», scrive sempre Valeria Rusconi nel suo bellissimo articolo su “Repubblica”. Le fa eco Federico Vacalebre sul “Mattino” di Napoli: «L’uomo che contiene moltitudini è tornato, non resta che aspettare il 19 giugno: non sono solo canzonette». Attenti alla data: è la vigilia del solstizio d’estate il giorno prescelto per l’uscita ufficiale del doppio album “Rough and Rowdy Ways”, che ricalca l’omonima opera pubblicata nel lontano 1926 da Jimmie Rodgers, una delle fonti d’ispirazione di Dylan. Quelle “maniere ruvide e turbolente” L'iconografia che accompagna la nuova opera di Dylanconterranno quindi la trilogia uscita per ora a rate, in queste settimane, con le anticipazioni sui social a cui la stampa ha dato il massimo risalto, interrogandosi sull’improvvisa loquacità del grande artista americano, il cui ultimo album originale, “Tempest”, risale al 2012.
Meglio tenere gli occhi aperti, annota anche “Rai News“, visto che il funereo “False Prophet” arriva appena dopo la pubblicazione di “I Contain Multitudes”, dove la voce di Dylan, a partire dalla citazione di “Foglie d’erba” di Walt Whitman, canta delle proprie infinite sfaccettature nel suo consueto modo spiazzante («Sono come Anna Frank, come Indiana Jones, e come quei cattivi ragazzi inglesi, i Rolling Stones»). A loro volta, le “moltitudini” anticipate il 17 aprile sono il sequel, intimistico, dell’orazione commossa per Jfk, «dedicata all’America e alla sua musica – dice sempre “Rai News” – a partire dal trauma collettivo dell’assassinio di Kennedy a Dallas». Adesso siamo all’atto terzo, il “falso profeta”, che prelude a un disco la cui tempistica – un attimo prima della “resurrezione” stagionale del sole – fa pensare alle previsioni degli astrologi, secondo cui siamo tuttora immersi in un’altra vigilia, di tipo cosmico: questa immane tribolazione, calcolano, cesserà fra tre anni e mezzo, visto che il 2024 segnerà un passaggio d’epoca paragonabile a quello che tenne a battesimo la Rivoluzione Francese e quella americana, dando corso a 200 anni di vertiginosi progressi sociali, le grandi conquiste da cui è nata la modernità democratica.
Niente di casuale, probabilmente, se Dylan – la cui cifra iniziatica è stata definitivamente svelata – ha abituato l’immenso popolo dei suoi fan (decine di milioni di dischi venduti) al gusto per i simboli, nel gioco di specchi della tradizione esoterica. Bibbia e stelle, tarocchi, mitologia e archetipi: il materiale perfetto di chi ama parlare per enigmi. Stavolta però le parole si fanno anche esplicite, sia pure sempre attraverso il raffinato doppio fondo della poetica dylaniana: «Ciao straniero, un lungo addio. Hai governato la Terra, ma l’ho fatto anch’io». Riecheggia il Dio Straniero, il Demiurgo gnostico responsabile della creazione “dannata” della materia. «Hai perso il tuo mulo», lo sfotte Dylan: fulmineo rimando all’animale-totem dei Vangeli (l’avvento di Cristo a Gerusalemme, in sella un asinello) e più ancora a Genesi 49, il passo biblico in cui i Rosa+Croce individuano la sacralità dell’investitura regale di Giuda, che «lega alla vite il suo asinello». Giuda, il cui discendente Davide («il Re che suona Kennedyl’arpa») lampeggia tra i versi di “Murder Most Foul”, in cui è Kennedy a indossare i panni del nuovo “re di giustizia” davidico, «secondo a nessuno».
Stesso verso, identico, anche in “False Prophet”: «Second to none», si autodefinisce lo spettro vendicatore dell’ultima scorribanda di Dylan, che sfida il Demiurgo: «Hai un cervello avvelenato», gli dice, introducendo una categoria – il veleno – più che mai attuale, nel mondo devastato dal coronavirus e insidiato dalle troppe voci sui vaccini inaffidabili (come quelle rilanciate da Robert Kennedy, figlio di Bob, in prima linea nella battaglia contro l’ipervaccinista Bill Gates). «Ti sposerò a una palla al piede», gli promette Dylan in versione templare, con un’evidente allusione a San Bernardo: incatenare il diavolo è proprio la specialità – nell’iconografia antica – dell’ispiratore dell’Ordine del Tempio. Quello di San Bernardo è un diavolo terreno: ciascuno deve riconoscerlo come parte di sé, per poterlo tenere a bada. Diverso il demone (gnostico, creatore) duramente contestato dall’altro uomo-simbolo della cristianità medievale ora richiamato in servizio da Dylan: il Sant’Agostino della città celeste: «Povero diavolo, alza lo sguardo se vuoi: la città di Dio è lì sulla collina».
Versi urlanti, mutuati dalla teologia dualistica ereticale: «So come è successo, l’ho visto cominciare: ho aperto il mio cuore al mondo e il mondo è entrato». Lo zampino del “diavolo” nella creazione, la Terra come regno provvisorio delle tenebre (Ahriman, per la cosmogonia di Zoroastro) sembra comparire già – sotto mentite spoglie – nell’incipit del brano: il verso «ciao, Mary Lou», omaggio apparente al country-western, accoppia due opposti, Maria (la Madonna) e Lucifero. Insieme a «miss Pearl», Mary Lou è una guida per il viaggio dantesco negli inferi, evocato in una strofa dedicata al “principe ribelle”: «Nessuna stella nel cielo brilla più di te», ammette lo spettro, pensando al mitico occhio del grande eversore, la pietra preziosa («miss Pearl»?) contro cui però si schiera in modo categorico: «Sono nemico del conflitto», della divisione (da diaballo, dividere: l’etimologia greca del vocabolo “diavolo”). E attenzione: «Sono il nemico del tradimento», altro riferimento alla fine di Lucifero nell'arte, rappresentato da Guillaume GeefsKennedy, tradito dal suo stesso establishment. L’uomo che cerca «il Santo Graal in tutto il mondo», e che ha «scalato montagne di spade a piedi nudi» (omaggio alla spiritualità orientale), ora va per le spicce: «Sono qui apposta per portare vendetta sulla testa di qualcuno».
E’ il “soldato Dylan”, a parlare: e il diavolo che inquadra nel mirino è quello che sta dilagando, oggi, in tutto il pianeta. Un diavolo terreno, molto politico e non così antico, se contro di lui si abbatterà la vendetta dello spettro che intende fare giustizia, dopo oltre mezzo secolo, dell’infame sorte inflitta a John Kennedy. «Non mi conosci», dice l’Uomo Ombra, «non indovineresti mai: non ho niente ha che fare con quello che potrebbe suggerire il mio aspetto spettrale». A scanso di equivoci, assicura: «Non sono un falso profeta». E se qualcuno pensasse ai deliri del satanismo, sconcertante piaga attribuita persino a una parte insospettabile dello star-system, l’ossuto giustiziere precisa: «No, non sono la sposa di nessuno». Un rimando diretto a Iside-Hathor, patrona dei supermassonici terroristi in doppioppetto? Nel brano “I Contain Multitudes”, alludendo ai massoni ribelli che diedero origine alla leggendaria pirateria caraibica, Dylan annunciava: «Porto quattro pistole e due lunghi coltelli». Ora parla attraverso il profeta-fantasma, che falso profeta non è: «Non riesco a ricordare quando sono nato, e ho dimenticato quando sono morto».
Sottotraccia, l’esoterista Dylan maneggia numeri: «Play numer 9, play number 6», invitava in “Murder Most Foul”, invocando la simbolizzazione dell’armonia universale. E ora, il suo “False Prophet” – così torvo e scuro – sfodera addirittura il 4, emblema della forza radiante dell’amore che la tradizione iniziatica attribuisce al quadrato. Le strofe sono dieci, ma raggruppate in quattro blocchi separati da tre intervalli: quattro più tre, cioè sette – ovvero otto, come direbbe il simbologo Michele Proclamato, che in tanti libri ha declinato quella che chiama “legge dell’Ottava”, cifra nascosta del segreto della vita. Con una Bob Dylanclausola: l’8, mai esplicitato, corrisponde al virtuale salto dimensionale, “quantico”, che ciascuno può compiere, a patto di scegliere l’amore. Coincidenze, ghirigori intellettuali? Non oggi, probabilmente, se un super-taciturno come Dylan si scomoda in modo così palese, proprio in tempi di coronavirus.
«State al riparo, e che Dio sia con voi», scrisse a fine marzo, sul suo sito, presentando l’alluvione poetica di “Murder Most Foul”, monumentale capolavoro in morte di John Kennedy e della speranza assassinata: il più empio dei delitti, capace di raggelare il mondo nella morsa della paura. Ci stanno riprovando? Sì, sembra dire il grande attore travestito da profeta. Ma stavolta, aggiunge, non la spunteranno. «Ciao, straniero», si congeda lo spettro, sicuro della vittoria: «Un lungo addio: hai governato la Terra, ma l’ho fatto anch’io». Come dire: pur in mezzo a questi orrori, a questo nuovo oceano di sofferenze, sappiate che un lunghissimo ciclo doloroso sta per chiudersi. E’ questo, probabilmente, l’ultimo messaggio del profeta di Duluth, il poeta-soldato. Ma ci sarà da ballare parecchio: forse, la battaglia finale è appena cominciata. E a proposito: non aprite la porta a chi si presenta con un pacco regalo, se nell’altra mano impugna una siringa.
(Giorgio Cattaneo, 10 maggio 2020).
L’autore della storica rivelazione sull’identità massonica di Bob Dylan, Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, appartiene lui stesso al circuito sovranazionale della massoneria progressista: già “venerabile” della loggia romana Monte Sion del Goi, poi iniziato alla superloggia “Thomas Paine”, è oggi Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, network italiano facente parte della rete massonica progressista sovranazionale.

venerdì 29 maggio 2020

Raccolta Ue Per Il Vaccino / Bill Gates Dirige L’Orchestra


Pledging Conference” organizzata dalla Commissione Europea per raccogliere i fondi necessari a finanziare la ricerca del vaccino anti covid-19, almeno 7 miliardi e mezzo subito.
Gran direttore d’orchestra Bill Gates, al quale fanno capo tutte le guest stars internazionali radunate in maxi videoconferenza per l’occasione: Wellcome Trust, Gavi, Cepi, Global Preparedness Monitoring Board oltre, of course, alla Bill and Melinda Foundation.

Una mezzoretta di conversazione è servita al magnate-filantropo fondatore di Microsoft per impartire la “lesson” al nostro premier Giuseppe Conte, al quale ha espresso il suo apprezzamento per l’eccellenza della ricerca nel nostro Paese. Un vivo ringraziamento anche per le centinaia di milioni di euro (a quanto pare 130-140 milioni) da noi elargite a favore delle sue Fondazioni: incredibile ma vero, in tempi di profonda crisi economica e dei drammi quotidiani vissuti dalle nostre parti.
Ha anche rammentato, Gates, che “l’Italia dovrà fornire adeguata tutela ai Paesi in via di sviluppo che dovessero risultare colpiti dalla pandemia”.
E proprio l’Italia avrà la presidenza del G20 per il 2021.
In un documento sottoscritto da tutti i partner Ue, viene sottolineato che “ogni euro raccolto sarà convogliato soprattutto tramite organizzazioni mondiali riconosciute come Cepi, Gavi, Alleanza per il Vaccino, Fondo Monetario Internazionale, Unitaid, per lo sviluppo e la distribuzione il più rapidamente possibile e a più persone, di strumenti diagnostici, terapie e vaccini che aiuteranno il mondo a superare la pandemia. Se riusciremo a sviluppare un vaccino – viene ribadito – del mondo per il mondo, questo vaccino sarà un bene pubblico mondiale unico del 21° secolo. Insieme ai nostri partner, ci impegniamo a renderlo disponibile e accessibile a tutti”.
Siamo in trepida attesa di altre “lessons” del magnate-filantropo

giovedì 28 maggio 2020

Si sveglia anche il Washington Times: il Covid-19 è una mega truffa


Marcello Pamio
Le cose si stanno muovendo o qualcuno corre ai ripari...
Il 28 aprile il “New York Times” se ne esce con un lungo reportage sul caso della Svezia.
Il paese scandinavo infatti dopo essere stato criticato per oltre un mese si prende la sua rivincita.
Numeri alla mano il governo svedese è quello che ha avuto ragione in Europa. A Stoccolma, con il doppio della densità di Roma, era tutto aperto: cinema, ristoranti, barbieri, scuole, palestre.
Gli svedesi insomma hanno continuato a vivere normalmente.
Il medesimo giorno il “Washington Times” pubblica addirittura un paio di articoli incredibili sul coronavirus. In pratica il Covid-19 sarebbe una delle più grandi truffe della storia: una truffa perpetrata dai media!
Ecco i titoli originali: “Coronavirus hype biggest political hoax in history” e “COVID-19 turning out to be huge hoax perpetrated by media”. In pratica “Il coronavirus promuove la più grande bufala politica della storia” e “COVID-19 che si rivela essere una grande bufala perpetrata dai media”.
Uno degli articoli inizia dicendo che il SARS-CoV-2, causa del COVID-19, ha ucciso 56.749 americani a partire da martedì e questa non è certo una cosa positiva, ma dati alla mano, è sempre meno della stagione influenzale 2017-2018 nella quale sono morte oltre 80.000 americani.
Gli esperti con i loro modelli computerizzati avevano previsto la morte di 1,7 milioni di americani, poi hanno dovuto rifare i modelli riducendo il numero tra i 100.000 e i 240.000 morti.
Ora, l'ennesimo modello richiesto dalla Task Force sul coronavirus della Casa Bianca prevede circa 70.000 morti entro la fine di agosto
I modelli come sempre fanno acqua da tutte le parti, ma passare da 1 milione e 700 mila morti a 70 mila, fa pensare ad una vera e propria strategia corrotta. Forse qualcuno desiderava una ecatombe?
Tasso di mortalità
Un recente studio della Stanford University ha stimato che il tasso di mortalità del virus probabilmente viaggia dallo 0,1% allo 0,2%, mentre ricordiamo che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) aveva stimato un tasso di mortalità superiore di 20 o 30 volte.
Secondo voi i media mainstream su quali dati hanno basato i loro servizi terroristici?
A New York City, epicentro statunitense della pandemia, il tasso di mortalità per le persone dai 18 ai 45 anni è dello 0,01%, ovvero del 10 per 100.000 nella popolazione.
Le persone di età pari o superiore a 75 anni, tuttavia, hanno un tasso di mortalità 80 volte superiore. Per i minori di 18 anni, il tasso di mortalità è zero per 100.000, che equivale a zero.
Salute ed età
Sempre il Washington Times afferma che più della metà dei decessi COVID-19 in Europa sono avvenuti in strutture di assistenza a lungo termine o in case di cura, mentre negli States solo un quinto delle morti registrate.
Quasi tutti i pazienti ricoverati in ospedale per il coronavirus a New York City avevano condizioni di salute precarie.
Fox News citando uno studio pubblicato dal JAMA, il giornale dell'associazione dei medici americani (Journal of American Medical Association), ha riferito che il 94% dei pazienti interessati aveva più di una malattia pregressa: il 42% era in sovrappeso e il 53% aveva ipertensione, mentre gli altri soffrivano di una varietà di disturbi.
Esattamente quello che è avvenuto anche da noi in Italia.
Conclusione
Per quale motivo hanno permesso a due tra i più importanti e letti quotidiani del mondo (New York Times e Washington Times) di pubblicare simili notizie? Non si può certo pensare ad una svista dell'editore e ovviamente neppure all'intraprendenza e al coraggio di un paio di giornalisti.
Se viene mandato in stampa il permesso dall'alto per farlo c'è sempre!
Quindi? Forse qualcuno in alto, ben sapendo che la Verità è figlia del tempo, sta in qualche maniera correndo ai ripari, parandosi il didietro? Della serie: “noi ve l'avevamo detto”.
Anche noi allora lo diciamo chiaramente e una volta per tutte: i servili media maistream sono una delle principali cause di questo disastro, perché hanno appositamente distorto, amplificato e scientemente veicolato il peggiore dei virus: la paura!


martedì 26 maggio 2020

La denuncia di Robert F. Kennedy Jr. sul piano vaccinale globale di Bill Gates e la sua richiesta di immunità


Robert F. Kennedy Junior,  nipote del Presidente J.F. Kennedy e figlio del fratello Robert, sta conducendo una dura battaglia contro la campagna vaccinale globale di Bill Gates, battaglia che merita di avere spazio ed essere seguita con attenzione perché solo la massima libertà di critica e di informazione ci può tutelare dal rischio che la salute della popolazione mondiale possa essere subordinata a interessi poco trasparenti. Robert F. Kennedy Jr.  denuncia nel primo articolo i vari scandali che hanno caratterizzato i piani vaccinali di Bill Gates e dell’OMS nei paesi poveri del terzo mondo, mentre nel secondo riferisce dei grossi rischi connessi alla accelerazione della ricerca  per un vaccino contro il coronavirus, contro i quali non a caso Bill Gates si sta premunendo facendosi garantire l’immunità

Traduzione di Margherita Russo

Il piano vaccinale globalista di Bill Gates: un’agenda win-win per l’industria farmaceutica e la vaccinazione obbligatoria 

di Robert F. Kennedy Jr. su Childrenhealthdefence.org, 9 Aprile 2020

I vaccini, per Bill Gates, sono un business filantropico strategico che alimenta la sua innumerevole serie di altre attività legate ai vaccini (tra cui l’ambizione di dominare attraverso la Microsoft l’industria globale di identificativi vaccinali digitali), e che gli conferisce un potere dittatoriale sulla politica sanitaria globale.

L’ossessione di Gates per i vaccini sembra alimentata dalla sua convinzione di salvare il mondo tramite la tecnologia. Promettendo di eradicare la poliomielite, con la sua quota di 450 milioni su un capitale di 1,2 miliardi di dollari, Gates ha preso il controllo del National Technical Advisory Group of Imunizatione (NTAGI) Indiano e ha imposto un esteso piano di vaccini antipolio attraverso programmi di immunizzazione successivi per tutti i bambini sotto i 5 anni. I medici indiani hanno incolpato la campagna di immunizzazione di Gates per la devastante epidemia di paralisi flaccida acuta non-polio (NPAFP) che ha reso paralitici 496.000 bambini tra il 2000 e il 2017, molto oltre quelli che sono i dati normalmente attesi. Nel 2017, il governo indiano ha annullato il regime vaccinale di Gates ed estromesso Gates e i suoi programmi vaccinali dall’India. I tassi di paralisi da poliomielite sono diminuiti immediatamente.

Nel 2017, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ammesso con riluttanza che l’esplosione globale della poliomielite è prevalentemente causata dal ceppo vaccinale. Le epidemie più violente avvenute in Congo, nelle Filippine e in Afghanistan sono tutte legate ai vaccini. Nel 2018, il 70% dei casi globali di poliomielite sono stati causati dai vaccini.

Nel 2014, la Fondazione Gates ha finanziato dei test di laboratorio per vaccini sperimentali per l’HPV, sviluppati da GSK e Merck, su 23.000 ragazze in remote province rurali indiane. Circa 1.200 di loro hanno riportato gravi effetti collaterali, tra cui malattie autoimmuni e infertilità. Sette ragazze sono morte. Dalle indagini del governo indiano è emerso che i ricercatori finanziati da Gates hanno commesso gravissime violazioni etiche: pressioni sulle vulnerabili ragazze dei villaggi perché aderissero alla sperimentazione, prepotenze verso i genitori, moduli per il consenso falsificati, e rifiuto di cure mediche alle ragazze danneggiate. Il caso è attualmente all’esame della Corte Suprema indiana.

Durante la campagna MenAfriVac di Gates del 2002 nell’Africa sub-sahariana, gli operatori di Gates hanno vaccinato forzatamente migliaia di bambini africani contro la meningite. Circa 50 dei 500 bambini vaccinati ha sviluppato paralisi. I media sudafricani hanno commentato: “le cause farmaceutiche ci considerano cavie da laboratorio”. L’ex dirigente economico di Nelson Mandela, il Professor Patrick Bond, ha definito le pratiche filantropiche di Gates “spietate ed immorali“.

Nel 2010, Gates ha messo a disposizione dell’OMS $ 10 miliardi affermando: “Dobbiamo fare in modo che questo sia il decennio dei vaccini.

Nel 2014, l’Associazione Medici Cattolici del Kenya ha accusato l’OMS di sterilizzare chimicamente contro la loro volontà milioni di donne keniote con una campagna vaccinale “antitetanica”. Laboratori indipendenti hanno rinvenuto agenti sterilizzanti in ciascuno dei vaccini testati. Accuse simili sono state mosse dalla Tanzania, dal Nicaragua, dal Messico e dalle Filippine.

Uno studio del 2017 (Morgensen et al. 2017) ha dimostrato che il famoso vaccino antidifterite-tetano-pertosse acellulare (DTP) dell’OMS continua ad uccidere più bambini africani di quanti non ne uccida la stessa malattia che intende prevenire. Le bambine vaccinate hanno un tasso di mortalità  5 volte superiore rispetto a quello dei bambini non vaccinati.

L’OMS ha rifiutato di ritirare il letale vaccino, che continua ad infliggere a milioni di bambini africani ogni anno.

In tutto il mondo, esperti in salute pubblica accusano Gates di dirottare fondi dell’OMS dai progetti che hanno dimostrato di prevenire realmente le malattie infettive, quali acqua pulita, igiene, nutrizione e sviluppo economico. La Gates Foundation  spende in queste aree solo circa 650 milioni dei suoi 5 miliardi di dollari di budget.  Dicono che devia le risorse dell’agenzia al servizio della sua personale filosofia secondo la quale la salute si ottiene solo con una puntura.

Oltre a usare la sua filantropia per controllare OMS, UNICEF, Gavi e PATH, Gates finanzia compagnie farmaceutiche private che producono vaccini e ha fatto una donazione di 50 milioni di dollari a 12 società farmaceutiche per accelerare lo sviluppo di un vaccino per il coronavirus.  Nelle sue recenti apparizioni sui media, Gates si dimostra fiducioso del fatto che la crisi Covid-19 gli darà l’opportunità di imporre i suoi programmi vaccinali obbligatori anche sui bambini americani.


Perché Bill Gates vuole la completa immunità?

di Robert F. Kennedy Jr. su Childrenhealthdefence.org, 11 Aprile 2020

Perché persino due medici come Paul Offit e Peter Hotez, che sono tra i più accaniti promotori di vaccini al mondo, stanno freneticamente lanciando l’allarme sugli inauditi e inquietanti rischi inerenti allo sviluppo di un vaccino per il coronavirus?

Gli scienziati tentarono già la prima volta di sviluppare un vaccino per il coronavirus dopo l’epidemia di SARS-CoV del 2002 in Cina. Team di scienziati statunitensi e internazionali sperimentarono sugli animali con i quattro vaccini più promettenti. In un primo momento, l’esperimento sembrò avere successo, e tutti gli animali mostravano una robusta risposta anticorpale al coronavirus. Ma quando gli scienziati hanno esposto gli animali vaccinati al virus in natura, i risultati sono stati catastrofici. Gli animali vaccinati manifestavano risposte iper-immunitarie, che partendo da un’infiammazione diffusa in tutto il corpo portava ad infezioni polmonari letali. L’unico precedente in cui i ricercatori avevano visto una simile “risposta immunitaria potenziata” era stato negli anni ’60, con i test sugli esseri umani del vaccino RSV, che infatti furono per questo archiviati. Due bambini rimasero uccisi.

Offit, Hotez e persino Anthony Fauci (che se lo è lasciato scappare in un momento di distrazione), hanno avvertito che qualsiasi nuovo vaccino contro il coronavirus potrebbe innescare reazioni immunitarie letali quando le persone vaccinate entrano in contatto con il virus in natura. Eppure, invece di procedere con cautela, Fauci ha fatto la scelta spericolata di velocizzare le procedure per autorizzare il suo vaccino (finanziato in parte da Gates), saltando i test sugli animali (che potrebbero mettere precocemente in guardia su possibili risposte immunitarie incontrollate).

Lo stesso Gates è talmente preoccupato dei possibili rischi da aver dichiarato che non distribuirà i suoi vaccini finché tutti i governi mondiali non accetteranno di assicurarlo contro le eventuali cause legali. Il 4 febbraio scorso, quando negli Stati Uniti c’erano solo 11 casi positivi, gli Stati Uniti hanno silenziosamente spinto  per l’approvazione di regolamenti federali che sollevino i produttori di vaccini per il coronavirus da qualsiasi responsabilità.

lunedì 25 maggio 2020

Pandemia – Le Risposte Di Oggi Del Professor Giulio Tarro




Abbiamo girato al virologo Giulio Tarro alcune delle tante domande dei lettori per lui che arrivano alla redazione della Voce.
Ecco le sue risposte.

Professor Tarro, ho letto che dalle autopsie sui deceduti per coronavirus i ricercatori hanno compreso meglio le cause ed il decorso della malattia. Mi può spiegare cosa è stato scoperto in particolare?
Effettivamente la vicenda autopsie, per altro molto ridotta nell’epidemia a Wuhan, è stata inizialmente molto importante per i casi italiani.
Infatti ha dimostrato che la mortalità non avveniva per la polmonite interstiziale, ma soprattutto per un meccanismo trombo embolico dei piccoli vasi di diversi organi vitali e pertanto ha messo in evidenza l’importanza, ovvia per un pronto soccorso o letti in reparti di terapia intensiva, di utilizzare l’eparina ed il cortisone.

Ha un ruolo importante nella terapia l’utilizzo dell’Ozono?
Per quanto riguarda l’uso dei ventilatori, questo ovviamente è correlato all’ossigenazione dei polmoni e sappiamo dall’esperienza cinese, che ha utilizzato il suggerimento italiano dell’ossigeno ozonoterapia, come questa sia più necessaria per la terapia antivirus come antiossidante.

Quali sono a suo giudizio i trattamenti più efficaci di cui si parla tanto, come Clorochina, Avigan etc.?
Il Remdevisir usato per l’Ebola, la Clorochina (Plaquenil) già come antimalarico e adesso di routine in Francia, il Fapilavir (Avigan) prodotto dal 2014 in Giappone, inibitori delle proteasi del virus dell’AIDS, come Ritonavir e Lopinavir, Vitamina C a grammi, Oseltamivir, antifluenzale. Tutti questi sono farmaci per via orale. In particolare l’Avigan, nome commerciale del Favipiravir, è un antivirale già in uso da alcuni anni nei riguardi di diverse famiglie virali. Il suo uso come antivirale precoce nelle infezioni influenzali ha avuto un riscontro positivo per quanto riguarda in particolare il Giappone, dove è stato prodotto. Adesso in Italia verrà utilizzato nella regione Veneto e in Lombardia. L’ultima sperimentazione clinica è quella con un prodotto difficile da maneggiare, che  non può certo risolvere il 98% dell’epidemia: il TOCILIZUMAB, l’immunosoppressore dell’artrite reumatoide.

Cosa si sarebbe dovuto fare in Italia a gennaio, che non è stato fatto?
Uno dei problemi che è emerso in questo periodo è stato il famoso taglio dei posti letto per i pazienti acuti e per le terapie intensive, non è stata presa nessuna decisione in merito a gennaio, quando c’è stato l’inizio della malattia in Cina. Non era difficile già allora prevedere che sarebbe potuta arrivare anche da noi, come hanno fatto i colleghi francesi, che hanno raddoppiato i posti letto. Ci siamo così trovati, avendoli dimezzati prima, ad avere un quarto delle possibilità rispetto ai francesi.

Serve davvero la terapia a base di anticorpi?
Presumo che sia molto importante oggi ricorrere al sangue delle persone guarite, perchè hanno gli anticorpi che sono quelli specifici per il virus. Studi autorevoli hanno già messo in luce che bastano 200 cc di sangue del guarito per rimettere in 48 ore i soggetti che stanno in rianimazione.

mercoledì 20 maggio 2020

La bufala della Covid-19?


A detta di tutti e sin dall’inizio era evidente che l’infezione da Coronavirus 2019 (Covid-19) era al  massimo un brutto raffreddore – un po’ più pericoloso dell’influenza annuale – ma che era stata  deliberatamente lanciata per far precipitare la gente in una fitta rete di cattive politiche.
Già il mese scorso gli esperti più distaccati avevano avvertito che i tassi di mortalità dichiarati diffusi da politici, media corporativi occidentali, altri vari agenti di panico e persino da funzionari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) avrebbero lasciato posto a tassi di mortalità molto, ma molto più bassi quando un maggior numero di persone fossero state testate, per scoprire di avere il virus e mostrando sintomi di poco conto o per niente.
Il numero di infezioni rispetto ai decessi in Islanda, dove i test sono stati i più diffusi, mostra un tasso di mortalità di circa lo 0,5%, sebbene sia stato testato solo il 5% della popolazione. Il 50% di quelli testati non ha mostrato alcun sintomo nel senso che molti, molti più islandesi probabilmente avevano il virus, ma lo hanno superato con facilità e non sono mai ricorsi a un medico o a un ospedale per sottoporsi ai test o per partecipare alle statistiche nazionali sul Covid-19.
Un altro studio condotto negli Stati Uniti dalla Stanford University ha scoperto che il tasso di infezione era   probabilmente da 50 a 85 volte superiore a quanto dichiarato – il che vuol dire che il tasso di mortalità era astronomicamente inferiore a quello riportato e cioè intorno allo 0,2% e fino a un minimo dello 0,12% – e non il 3-4% rivendicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
In altre parole: il Covid-19 non è più pericoloso o mortale di un’influenza annuale. Ma è stato propagandato come tale dai politici occidentali, dai media corporativi occidentali e persino dalle istituzioni internazionali come l’OMS – un inganno deliberato accompagnato dallo spettacolo coordinato che include briefing governativi con giornalisti comicamente appiattiti nel “terrore” di contrarre il Covid-19.
Fig. 2: Curva epidemica di casi confermati di COVID-19 al di fuori della Cina (n = 24.727),  per data del rapporto e regione dell’OMS fino all’8 marzo 2020
Fig.5: Casi confermati di influenza nel Massachusetts, 29 settembre 2019 -22 febbraio 2020 Casistica settimanale
* casi confermati di influenza mediante coltura virale o test PCR entro la data di raccolta del campione 
Altri strumenti scenografici usati per far impazzire le persone inducendole ad auto-imprigionarsi in casa e accettare l’immenso danno socioeconomico che il “lockdown” sta causando, includono la presentazione di grafici esponenziali delle infezioni che sembrano salire all’infinito.
Se dei giornalisti responsabili inserissero questi grafici in un contesto – diciamo, magari accanto alle curve annuali dell’infezioni influenzali – le persone si accorgerebbero che sono identici e rappresentano semplicemente il modo in cui l’influenza, i raffreddori e il Covid-19, che è correlato ad entrambi, si propagano tra la popolazione.
Lo stesso vale per il totale dei decessi. Se i media presentassero i decessi da Covid-19 in un contesto di confronto con i decessi annuali per influenza, gli americani – per esempio – si accorgerebbero che a paragone con la stagione influenzale del 2019, il Covid-19 è in realtà inferiore per 30.000-40.000 morti alla corrispondente influenza comune – senza neppure citare il gran clamore e l’isteria che il governo e i media hanno deliberatamente creato attorno al Covid-19 per giustificare i lockdown.
Quindi, perché i governi di tutto il mondo hanno paralizzato le loro economie, tolto dal loro lavoro milioni di       persone e attuato misure draconiane per, in sostanza, rinchiudere in prigione il loro popolo in patria?
Quelli che hanno il potere e il denaro tentano di mantenere ciò che hanno e di prendere il poco che è rimasto nelle mani degli altri. Quando venne architettata la “Guerra al terrore”, fu deliberatamente diffusa in tutta la società un’isteria simile per giustificare in patria i draconiani poteri di polizia e all’estero le guerre infinite – per versare alla fine trilioni di dollari nei conti degli appaltatori della difesa e delle società finanziarie che avevano investito nell’operazione.
Durante una delle epidemie scientemente create, come l’epidemia di “influenza suina” H1N1 del 2009 , la paura infondata di un patogeno incontrollabile che ha devastato la popolazione ha contribuito a giustificare la centralizzazione del controllo sulla salute e lo stile di vita delle persone, pompando miliardi di finanziamenti pubblici nelle casse di big-pharma.
Ed eccoci di nuovo con gli stessi gruppi di interesse che ci hanno mentito su tutto quanto, facendolo di nuovo e su una scala molto più ampia e più distruttiva – per creare un caos socioeconomico a cui praticamente nessuno potrà sfuggire del tutto.
Se la bufala del Covid-19 non ci convince a liberarci dai politici e dalle società a cui essi fanno da lacchè,     compreso il liberarci dai beni e dai servigi delle grandi imprese, nulla lo farà. Interessi speciali già in fase di beta test trasformeranno intere nazioni in prigioni virtuali. Se i popoli anche questa volta lo consentiranno, lacapacità di costoro di farlo di nuovo e in misura ancora maggiore e più devastante è quasi garantita.
Tony Cartalucci
Scelto e tradotto per comedonchisciotte.org da OLDUNTER

martedì 19 maggio 2020

Lo straordinario Dr. Antony Fauci


Negli Stati Uniti e nel mondo intero si stanno atttualmente prendendo drammatiche decisioni politiche e sociali su quali misure di emergenza debbano essere attuate per affrontare l’attuale crisi da coronavirus. In molti casi, misure radicali ed importanti, come il blocco dell’economia mondiale, vengono giustificate dalle proiezioni sulla morbilità futura del COVID-19. Se c’è una persona che rappresenta l’immagine dell’attuale strategia americana per il trattamento del coronavirus, è il dr. Tony Fauci, direttore dell’Istituto nazionale americano per le allergie e le malattie infettive (NIAID) del NIH. Quello di cui i principali media evitano convenientemente di parlare quando citano il ruolo di Fauci riguarda la sua assai controversa e combattuta carriera, iniziata quando era entrato a far parte del NIAID nel 1984, agli esordi del panico [mondiale] sull’AIDS. Questi  trascorsi chiariscono in modo evidente le sue straordinarie e discutibili mosse odierne.
Antony Fauci, un membro di spicco della task force sul Coronavirus della Casa Bianca, viene descritto dai principali media statunitensi, come la CNN, MSNBC o il New York Times, come il maggior esperto di tutti gli aspetti legati all’epidemia di Covid19. Ha ostacolato, gli sforzi del presidente [Trump] per promuovere un noto farmaco contro la malaria come trattamento per i pazienti gravi da coronavirus definendolo “di scarsa importanza,” anche se, sette anni prima, aveva sostenuto l’importanza dello stesso farmaco. Ha pubblicamente citato i dati di previsione della pandemia provenienti da un istituto creato nello Stato di Washington dalla Gates Foundation (la stessa fondazione che ha praticamente in mano l’OMS e possiede importanti quote azionarie dei principali produttori di vaccini) per affermare che potrebbero morire per COVID19 anche 200.000 Americani. Fauci ha dichiarato che il COVID19 è “probabilmente circa 10 volte più letale dell’influenza stagionale,” cosa che implicherebbe circa 300-600.000 decessi da coronavirus per l’anno in corso, mentre allo stesso tempo, in una nota rivista medica, ha definito il Covid-19 simile come morbilità all’influenza stagionale. Alla domanda su quanto tempo dovrebbe durare il blocco di gran parte dell’economia americana, Fauci ha risposto “fino a quando smetteranno di essere testati nuovi casi positivi,” cosa impossibile vista la scarsa precisione del test. Ha anche sostenuto la necessità della sperimentazione diretta sull’uomo, senza farli precedere dai test su animali, dei nuovi vaccini, compresi i vaccini mRNA non testati e geneticamente modificati.
Fauci ha più influenza di chiunque altro sulla politica nazionale statunitense che riguarda la nuova pandemia da Covid-19, incluso lo stesso presidente. Quasi tutti i media lo venerano e lo considerano uno scienziato ineguagliabile, uno dei migliori al mondo. Uno sguardo ravvicinato alla carriera di Anthony Fauci fornisce un’immagine nettamente diversa, addirittura assai allarmante.
Lo Zar americano dell’AIDS
Incredibilmente, Tony Fauci è a capo del NIAID di Washington da 36 anni. Oggi, anche se a 79 anni ha di gran lunga superato l’età del pensionamento, decide ancora quali compagnie farmaceutiche o ricercatori universitari otterranno, o meno, i preziosi fondi governativi del budget annuale di 5 miliardi di dollari del NIAID.
Torniamo al 1984, quando Fauci era stato nominato capo del NIAID durante l’era Reagan. Quell’anno, un ricercatore che si occupava di AIDS, Robert Gallo, che lavorava sotto Fauci, aveva tenuto una conferenza stampa dove aveva annunciato di aver “scoperto” il virus dell’AIDS. Aveva affermato che si trattava dell’HIV, l’Human Immunodeficiency Virus. Questa scioccante dichiarazione, che aveva fatto il giro del mondo, era stata fatta in totale dispregio di alcuni precedenti studi scientifici peer-reviewed già pubblicati e comprensivi delle necessarie analisi al microscopio elettronico. Era stato un caso di “scienza tramite conferenza stampa,” come l’aveva descritta un altro scienziato, il prof. Peter H. Duesberg. Duesberg era un ricercatore pluripremiato di Berkeley, che, nel 1970, attraverso il suo lavoro sui retrovirus, aveva isolato il primo gene del cancro e aveva mappato la struttura genetica di quei virus.
Per Gallo e Fauci, la cosa non era importante perchè nel NIAID erano confluiti fondi per milioni di dollari per la ricerca sul nuovo virus HIV. Fauci e Gallo avevano affermato che l’AIDS era altamente contagioso, anche per trasmissione sessuale, specialmente tra i maschi omosessuali. In particolare, prima che Gallo affermasse di aver scoperto il virus dell’HIV-AIDS, il NIAID aveva svolto ricerche sul ruolo di alcuni farmaci immunosoppressori, i popper o nitriti alchilici,  nel trattamento dei primi malati di AIDS. Queste erano state rapidamente abbandonate a favore della ricerca di una “cura” per l’AIDS. Ai media era stato detto che l’AIDS costituiva la “minaccia del secolo alla salute pubblica.” Gallo aveva continuato a guadagnare milioni con il suo esame del sangue brevettato per l’HIV, nonostante il fatto che il test fornisse spesso falsi positivi e non testasse direttamente il presunto virus ma gli anticorpi attivi, cosa che la pratica dell’immunologia ha dimostrato non essere valida, perchè potrebbero essere rilevati gli anticorpi derivanti da una precedente infezione, non necessariamente gli anticorpi Anti-HIV. All’epoca, negli anni ’80, Fauci era responsabile della ricerca sull’AIDS presso il NIAID, incarico che ricopre tuttora.
Falsi Tests?
La questione dei test HIV/AIDS è di primaria importanza. Mentre un mondo terrorizzato chiedeva a gran voce un test, Gallo e Fauci promuovevano i loro fallaci test sugli anticorpi. Nel 2006 Gallo aveva affermato che: “I test HIV, quando erano stati sviluppati nel 1984, erano estremamente precisi e sono diventati molto più precisi con il passare degli anni …” Molto precisi nel 1984 e ancora più precisi con il passare degli anni? Gallo aveva aggiunto in risposta alle critiche: “Nel bambino, il test PCR [proteina C reattiva] per la presenza del virus può determinare con precisione la positività o meno all’HIV.
In netto contrasto con le affermazioni di Gallo, affermazioni approvate da Fauci e dal NIAID, nonché dal CDC, due medici, Roberto A. Giraldo ed Etienne de Harven (lo scienziato che aveva realizzato la prima microfotografia elettronica di un retrovirus) avevano sottolineato che due test, l’ELISA/immunoblot, ed un test genetico, il test PCR o “titolazione virale,” i due principali test utilizzati per la diagnosi dell’AIDS, non erano validi. “Nessuno di questi test rileva il virus HIV, né rileva i frammenti dell’HIV.” Avevano aggiunto che esistono “più di 70 diverse condizioni documentate che possono far sì che i test anticorpali diano un falso positivo anche senza un’infezione da HIV.” I falsi positivi possono essere causati dall’influenza, dal raffreddore, dalla lebbra o dalla gravidanza. Questi sono gli stessi test che oggi vengono utilizzati per determinare la positività al SARS-CoV-2.
I due ricercatori avevano concluso che: “Il fatto che dopo 25 anni di intensa ricerca l’HIV non sia stato né isolato né purificato secondo i termini della virologia classica ci dice che la considerazione dell’AIDS come malattia virale contagiosa si basa su un microbo apparentemente inesistente!”
Giraldo e de Harven avevano dichiarato che: “La presunta esistenza dell’HIV è stata desunta dallo studio delle proteine, dell’attività della trascrittasi inversa (RT) e dai frammenti di RNA trovati nei supernatanti di coltura, non dall’analisi diretta di particelle virali purificate.” Il CDC, per fare una diagnosi di AIDS negli Stati Uniti, richiede un test anticorpale positivo per l’HIV. Eppure in Africa, dal 1985, l’OMS non richiede il test HIV o altri test di laboratorio. Vengono valutati solo i sintomi del paziente, che possono includere perdita di peso, diarrea cronica, febbre prolungata, tosse persistente e simili, sintomi endemici della povertà cronica, della malnutrizione e della mancanza di strutture igienico-sanitarie.
In ogni caso, questa frode ha contribuito alla carriera di Tony Fauci per oltre 35 anni. Fauci, come direttore del NIAID ha ricevuto per questa ricerca fasulla milioni di dollari dalla Bill & Melinda Gates Foundation e dalla Clinton Foundation, insieme a decine di miliardi di dollari dei contribuenti statunitensi. Guarda caso, l’articolo del 2006 di Giraldo e de Harven nel 2019 è improvvisamente sparito dalla circolazione, proprio prima dell’epidemia di coronavirus a Wuhan.
Nonostante fosse al corrente dei protocolli virologici, Fauci, come direttore del NIAID, aveva raccomandato il chemioterapico della Burroughs Wellcome AZT come “farmaco preventivo” per i pazienti con diagnosi di HIV, anche in assenza di sintomi! La Burroughs Wellcome aveva sottoposto al NIAID uno studio deliberatamente sbilanciato a favore dell’AZT. Fauci aveva persino raccomandato l’uso dell’AZT nelle donne in gravidanza, nonostante i gravi rischi per il feto. Una caratteristica di tutte le donne in gravidanza è l’aumentato livello di antigeni, perchè è normale che il loro sistema immunitario combatta qualsiasi infezione per proteggere il feto. L’AZT o Retrovir, un inefficace farmaco contro la leucemia, ha dimostrato di essere un prodotto altamente tossico. Nel 1987, in soli cinque giorni era stato approvato per il trattamento dell’AIDS da Fauci e dal governo degli Stati Uniti. Oggi, dopo più di trent’anni di ricerche e di spese miliardarie, non esiste un vaccino efficace per l’HIV/AIDS.
Fauci e Gilead
Secondo il parere di chi ha analizzato il ruolo di Tony Fauci come capo del NIAID, il suo modo di pensare potrebbe essere definito con il termine di reduttivismo scientifico, descritto come “l’ottocentesca teoria del singolo germe applicata ad una complessa rete di fattori che avevano fatto crollare il sistema immunitario di un sottoinsieme di uomini gay all’inizio degli anni ’80.” Si è sempre rifiutato di prendere in considerazione la documentazione secondo cui tutta una serie di farmaci letali e di tossine, come i nitriti, potrebbero essere fattori importanti [nell’AIDS]. Di conseguenza, dal 1984 ha sprecato decine di miliardi di dollari dei contribuenti in esperimenti inutili. Uno dei peggiori era stata la sua collaborazione con Gilead Sciences.
Non soddisfatto di aver sviluppato un fallace test per l’AIDS e di aver ottenuto la rapida approvazione della FDA per l’AZT nel trattamento dei pazienti sieropositivi con sintomi gravi, Fauci aveva deciso di collaborare con Gilead (come nel biblico “balsamo della Mecca“) in quelli che sarebbero stati chiamati esperimenti PrEP.
Nel 2007 Fauci aveva iniziato a finanziare studi clinici con farmaci AZT in soggetti “negativi” all’HIV, in base alla teoria che la chemioterapia li avrebbe “protetti” dal diventare “positivi.” In pratica, si testavano farmaci tossici per l’HIV su persone altrimenti sane per “assicurarsi” che non si infettassero con l’AIDS. Se sembra una follia, è perchè lo era. Nel periodo 2007-2012, Gilead aveva fornito al NIAID un farmaco, Truvada, per i test umani di fase III in soggetti HIV negativi. Erano stati condotti quattro studi clinici da 2.000 a 5.000 soggetti ciascuno. Il progetto era stato chiamato “profilassi da pre-esposizione” o “PrEP.” Ai soggetti sani erano state somministrate dosi del farmaco chemioterapico Truvada in base alla tesi che avrebbe potuto impedire loro di diventare sieropositivi in futuro. Il CDC, nella sua raccomandazione del maggio 2014, aveva invitato i medici a prescrivere Truvada nei pazienti negativi dei cosiddetti “gruppi a rischio,” l’imprimatur ufficiale del governo per un farmaco estremamente redditizio.
La FDA aveva ignorato il fatto che due dei quattro studi clinici con Truvada avevano dato risultati negativi ed erano stati interrotti. Nonostante ciò e grazie alla manipolazione dei dati da parte del NIAID di Fauci e di Gilead, la FDA aveva comunque approvato il pericoloso Truvada per la PrEP. Oggi Gilead elenca [nel foglietto illustrativo] gli effetti collaterali di Truvada: problemi renali, inclusa l’insufficienza renale; peggioramento dell’epatite B; eccessivo acido lattico nel sangue (acidosi lattica) con esiti potenzialmente mortali; gravi problemi al fegato, con esiti potenzialmente mortali; problemi alle ossa. Dichiara anche che Truvada “può aiutare a ridurre il rischio di contrarre l’HIV-1 attraverso l’attività sessuale, se assunto ogni giorno e usato insieme a pratiche sessuali più sicure.”
La truffa Fauci-Gilead per la promozione di Truvada in soggetti sani per “ridurre il rischio” dell’HIV è un indicatore del livello di negligenza medica e, in certi casi, di palese abuso criminale della salute umana rappresentato dall’attuale guru del coronavirus della Casa Bianca, Antony Fauci.
Fauci e il COVID-19
Nell’ottobre 2019, Fauci e il suo NIAID avevano ricevuto 100 milioni di dollari dalla Gates Foundation per sviluppare terapie “genetiche” per l’HIV e l’anemia falciforme. Questo significa che Fauci, al momento dell’esordio del nuovo coronavirus a Wuhan, in Cina, stava ancora promuovendo una truffa sull’HIV vecchia di 35 anni. Fauci fa anche parte della cabala della Gates Foundation. Nel 2012 Fauci era stato inserito in uno dei cinque Leadership Council del Global Vaccine Action Plan patrocinato dalla Gates Foundation.
Questo è molto importante, visto il suo ruolo odierno di “Papa” del coronavirus nell’amministrazione Trump. Ha forse il suo NIAID, o qualsiasi altro laboratorio al mondo, isolato e purificato in modo rigoroso, con l’aiuto della microscopia elettronica, campioni di pazienti testati per il SARS-CoV-2 e positivi per il Covid-19? O le prove del virus sono inconclusive, come quelle di Fauci e della cricca dell’AIDS sull’HIV?
Inoltre, il NIAID sta lavorando con Gilead per condurre studi sull’uomo di fase II con un farmaco di Gilead, Remdesivir, come potenziale trattamento per i pazienti adulti ospedalizzati con diagnosi di COVID-19.
Una coincidenza?
Rilevante è anche il fatto che tutti i migliori consulenti scientifici della task force per il COVID-19 del presidente degli Stati Uniti siano legati da decenni alla falsa e distruttiva ricerca sull’HIV/AIDS e alla diffusione di false teorie. Accanto a Tony Fauci del NIAID troviamo la dottoressa Deborah L. Birx, che era stata nominata da Obama coordinatrice mondiale per gli USA degli studi sull’AIDS e che aveva lavorato sotto Tony Fauci presso il NIAID dal 1983 al 1986.
Robert Redfield è l’attuale direttore dei Centers for Disease Control and Prevention, al centro del recente scandalo dei test sul coronavirus. Redfield aveva co-fondato con il discreditato Robert Gallo (l’ex collega Fauci negli scandali sull’AIDS dei primi anni ’80 al NIH) l’Istituto di Virologia Umana dell’Università del Maryland. Redfield aveva anche co-firmato, insieme alla dottoressa Deborah Birx, numerosi articoli scientifici su presunti vaccini contro l’HIV, nessuno dei quali si era dimostrato efficace.
Fauci, la Birx e Redfield, tutti incestuosamente complici nelle frodi e nelle negligenze sull’HIV/AIDS, hanno oggi nelle mani il futuro non solo della salute pubblica americana, ma anche dell’intera economia mondiale. Non è una bella situazione. Come dimostra il loro lavoro sulla comprovata frode HIV=AIDS, i test sul coronavirus non provano affatto la presenza di un virus mortale nei pazienti. Se così fosse, sarebbe la più grande frode criminale nella storia della medicina.
F. William Engdahl