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mercoledì 25 marzo 2020

Armi batteriologiche: una panoramica fattuale, utile e opportuna


Il governo degli Stati Uniti e le sue numerose agenzie e istituti d’istruzione e sanità, hanno condotto per molti decenni un’intensa ricerca sulla guerra batteriologica, in molti casi fortemente focalizzata su agenti patogeni specifici.
In un rapporto al Congresso degli Stati Uniti, il Dipartimento della Difesa ha rivelato che il suo programma di creazione di agenti batteriologici artificiali includeva la modifica di virus non fatali per renderli letali e l’ingegneria genetica per alterare l’immunologia degli agenti biologici, per rendere impossibile il trattamento e le vaccinazioni. Il rapporto militare ha ammesso che all’epoca [il Dipartimento della Difesa] gestiva circa 130 strutture di ricerca sulle armi batteriologiche, molte nelle università statunitensi e altre in molti siti internazionali al di fuori della prerogativa del Congresso degli Stati Uniti e della giurisdizione dei tribunali.
Questa conoscenza non è stata un segreto per molto tempo. In un rapporto classificato del 1948, da parte del Committee on Biological Warfare del Pentagono, il principale punto di forza era che:
“Un’arma o una bomba non lascia dubbi sul fatto che si sia verificato un attacco deliberato. Ma se … un’epidemia si abbatte su una città affollata, non c’è modo di sapere se qualcuno ha attaccato, tanto meno chi”, aggiungendo fiduciosamente che “Una parte significativa della popolazione umana all’interno di aree bersaglio selezionate potrebbe essere uccisa o inabilitata” solo con piccole quantità di un agente patogeno. (1) (2)
Un manuale operativo dell’esercito americano, risalente al 1956, affermava esplicitamente che la guerra batteriologica e chimica era una parte operativa integrale della strategia militare degli Stati Uniti, non era limitata in alcun modo e che il Congresso aveva dato l’autorità militare di “First Strike” sul loro uso. Nel 1959, un tentativo del Congresso di rimuovere questa autorità di first-strike è stato sconfitto dalla Casa Bianca e le spese per armi biochimiche sono aumentate da 75 milioni a quasi 350 milioni di dollari. Questa era un’enorme quantità di denaro nei primi anni ’60. (3)
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Robert McNamara (immagine sotto) ha eseguito 150 programmi top-secret di armi batteriologiche negli anni ’60, eseguendo esperimenti sulle armi batteriologiche e test pratici su un pubblico inconsapevole, a volte in Paesi stranieri, ma spesso nei confronti di cittadini americani. McNamara ha ordinato ai Capi di Stato Maggiore Congiunto di “considerare tutte le possibili applicazioni” di questi agenti contro le nazioni nemiche, in un piano coerente per una “capacità deterrente batteriologica e chimica” totale, il piano per includere stime dei costi e una “valutazione delle conseguenze politiche internazionali”. (4) (5)
Nel 2000, The Project for the New American Century (6) (7) ha pubblicato un rapporto intitolato “Rebuilding America’s Defenses” [n.d.T. “Ricostituire le difese americane”], che conteneva un’ambizione politica radicale e bellicosa di destra per l’America. Il loro rapporto si definiva un “progetto per mantenere la preminenza globale degli Stati Uniti … e modellare l’ordine di sicurezza internazionale, in linea con i principi e gli interessi americani”. Gli autori, evidente la loro mentalità genocida, hanno affermato:
“Forme avanzate di guerra batteriologica che riescono a ‘prendere di mira’ genotipi specifici, possono trasformare la guerra batteriologica … in uno strumento politicamente utile.”
Istituzioni di ricerca sulle armi batteriologiche
Il US Army’s Medical Research Institute of Infectious Diseases di Fort Detrick, nel Maryland, è la principale struttura militare per la ricerca sulla guerra batteriologica. È esteso su 80.000 m². A metà degli anni ’80, questa sezione per le armi batteriologiche di Fort Detrick riceveva quasi 100 milioni di dollari all’anno, e questa era solo una delle molte sezioni.

Istituto di ricerca medica delle malattie infettive dell’esercito americano a Fort Detrick, nel Maryland.


Quando il Giappone ha invaso la Cina, uno dei grandi successi del Dr. Ishii (unità 731) è stato lo sviluppo di metodi per la produzione di massa di pulci e zecche infette dalla peste e da altri patogeni letali, per la distribuzione tra le popolazioni civili –il che è come gli Americani hanno imparato a usare gli insetti per scopi militari – allevare e diffondere le zecche infestate dalla malattia di Lyme, a partire dal loro segreto Plum Island Germ Laboratory nello Stato di New York. Questa è stata anche la fonte dei programmi statunitensi di allevamento e diffusione di zanzare e pulci infette da colera e febbre gialla in Cina e Corea del Nord, a prescindere dai programmi a livello nazionale sulle zanzare che gli Stati Uniti hanno inflitto alla propria gente.
Sulla base della ricerca di Ishii, condotta sugli esseri umani, l’esercito americano ha sviluppato una struttura per la guerra entomologica (con gli insetti) e inizialmente ha preparato piani per attaccare la Russia e gli Stati sovietici con bio-armi entomologiche. La struttura è stata progettata per produrre ogni mese 100 milioni di zanzare infette da febbre gialla, la sua produzione è stata testata su inconsapevoli civili americani,sganciando zanzare infette e altri insetti su vaste porzioni degli Stati Uniti. Come è tipico per le forze armate statunitensi, questi progetti a partire dagli anni ’50 e ’60 hanno ricevuto denominazioni spontanee come “Project Big Buzz” e “Project Big Itch” e “Operation Mayday” (8) (9) (10), ma erano test sulla fattibilità della produzione di miliardi di insetti, infettandoli con agenti patogeni letali, quindi raggruppandoli come munizioni e disperdendoli sulla Russia da velivoli o persino [con] missili.
Da un rapporto dell’esercito americano del marzo del 1981, uno autore ha osservato che “ci si può meravigliare di quanto (o quanto poco) sarebbe costato lanciare un attacco per mezzo di zanzare infette da febbre gialla in una città – con un pratico grafico ‘Cost per Death’che merita pure attenzione!”. Anche l’incidente di Dugway Sheep merita attenzione. (11)
Quindi abbiamo avuto “Operation Drop Kick” (12), progettata per testare vari modi di disperdere gli insetti infetti su vaste aree geografiche, i test effettuati su varie parti degli Stati Uniti continentali, compresa la maggior parte della costa orientale. Abbiamo avuto“Project SHAD” (Shipboard Hazard and Defense).  Quindi, non più tardi del 2000, abbiamo avuto l’ideazione del “Project Bacchus”per determinare la fattibilità della costruzione di un impianto di produzione di antrace in un Paese straniero, pur rimanendo non rilevato. Esistevano ovviamente altri programmi, tutti con nomi assurdi e tutti progettati per valutare la diffusione di insetti infetti e di altri agenti patogeni letali nelle popolazioni civili. Erano tenuti molto segreti poiché erano illegali, secondo il diritto interno, e violavano il diritto internazionale e molti trattati sulle armi che altre nazioni avevano firmato con gli Stati Uniti in buona fede.
Oltre a Fort Detrick, l’esercito americano ha un impianto per la produzione di armamenti batteriologici a Vigo, nell’Indiana, che è stato un enorme impianto di produzione specializzato in agenti patogeni batteriologici e in grado di produrre ogni mese 275.000 bombe contenenti botulino o un milione di bombe con antrace. A Vigo, le vasche per la fermentazione contenevano 250.000 galloni, ovvero circa un milione di litri, il che lo rendeva secondo i rapporti di gran lunga il più grande impianto al mondo per la produzione batteriale di massa.
Questo non è stato uno sviluppo recente. Vigo è stato pienamente operativo durante la Seconda Guerra Mondiale, essenzialmente una fabbrica di bio-antrace; uno dei suoi primi ordini è stato quello di Winston Churchill nel 1944 per 500.000 bombe all’antrace, e che [come] Churchill ha dichiarato doveva essere considerata solo la “prima quota”. Alla fine,[l’impianto a] Vigo è stato ceduto a Pfizer per la “produzione di antibiotici” ed è stato sostituito a metà degli anni ’50 da una nuova struttura all’avanguardia presso l’Arsenal di Pine Bluff. (13) (14) (15)
Il Daily News ha pubblicato un articolo il 24 settembre 2005, in cui descriveva in dettaglio i piani dell’esercito americano per gli acquisti all’ingrosso di antrace, relativi a una serie di contratti che erano stati scoperti da Edward Hammond, Direttore del Sunshine Project, emanati nello Utah dallo Dugway Proving Ground dell’esercito. Queste notifiche hanno richiesto a varie aziende di presentare offerte per la produzione di grandi quantità di antrace, nonché di produrre “volumi significativi” di altri agenti batteriologici. Un contratto specificava che la società di appalto “deve avere la capacità e la volontà di incrementare (l’antrace) in quantità di 1.500 litri” e “deve anche essere in grado di produrre lotti da 3.000 litri” di altri agenti batteriologici non specificati. (16) (17)
Quando l’esercito di una nazione produce patogeni batteriologici letali in quantità di milioni di litri, è tempo di smettere di fingere che non siamo impegnati in una guerra batteriologica. Non è di conforto che l’esercito possa affermare che questi sono ceppi “innocui” di agenti patogeni, dal momento che (1) qualsiasi struttura in grado di produrre agenti patogeni benigni può facilmente produrre varietà letali e (2) non esiste qualcosa come l’antrace “innocuo”.
Non vi è alcuna differenza materiale tra un programma di guerra batteriologica difensiva e offensiva, e persino gli idioti non possono rivendicare “autodifesa”, quando producono milioni di litri di antrace. Perfino il US Government Accountability Office, nel suo rapporto del 1994 su questi programmi, ha affermato che il Biological Defense Program dell’esercito americano conteneva “svariate divisioni, dipartimenti, gruppi di ricerca, bio-intelligenza e altro, affatto collegabili in qualsiasi senso alla“difesa”, ed erano per natura programmi militari, belligeranti e offensivi. Ci viene comunque assicurato che gli Stati Uniti “non hanno mai usato armi batteriologiche”, dalle stesse persone che contemporaneamente appaltavano contratti per la produzione di antrace e altri “patogeni” in più lotti di 3.000 litri. Nascondere la propaganda è impossibile da evitare in America, persino nei libri medici ufficiali di testo dell’esercito.
C’erano altri siti e strutture oltre a Fort Detrick che sono stati costruiti dall’esercito americano, esclusivamente per lo sviluppo di bio-armi, tra cui la stazione di prova di Horn Island nel Mississippi che doveva essere il principale sito di test di bio-armi e il Plum Island Germ Laboratory nello Stato di New York, da cui l’esercito ha diffuso la malattia di Lymetra la metà della popolazione dell’area.
Una parte della struttura di Plum Island è stata progettata esclusivamente per sviluppare e testare agenti patogeni animali letali che potrebbero distruggere l’approvvigionamento di cibo di una nazione nemica, come gli Stati Uniti hanno tentato di fare in Corea del Nord. I ceppi mortali dell’afta epizootica sono stati il ​​risultato di questa ricerca, che in seguito gli Americani hanno condiviso con i loro colleghi psicopatici a Porton Down nel Regno Unito, che ne hanno fatto buon uso. Un ulteriore segmento era lo sviluppo, il collaudo e la produzione di bombe contenenti quello che veniva chiamato un “acido killer per i vegetali” e che poteva distruggere cereali, chicchi e la maggior parte delle colture orticole coltivate. Ho il forte sospetto che molte delle recenti epidemie di influenza aviaria e suina siano originate da agenti patogeni creati a Plum Island.
Il libro di testo intitolato Medical Aspects of Biological Warfare (2007), pubblicato dal Surgeon-General dell’Esercito Americano, ammette la creazione di “un impianto di produzione su larga scala a Pine Bluff, nell’Arkansas”, con il nuovo impianto che ha un “laboratorio avanzato … misure che consentono la fermentazione, la concentrazione, lo stoccaggio e la creazione, a scopo militare, su larga scala di microrganismi”.
E ammette anche che nel 1951, gli Stati Uniti avevano prodotto le loro prime armi batteriologiche, bombe anti-raccolto e munizioni “antiuomo”, avendole “accumulate e create a scopo militare”. Aggiunge che la CIA aveva “sviluppato armi in modo indipendente, usando tossine tra cui il veleno di cobra e la sassitossina per operazioni segrete”, ma sfortunatamente “tutti i documenti riguardanti il ​​loro sviluppo e dispiegamento sono stati distrutti nel 1972” quando le informazioni sono divenute pubbliche. (18)
E le forze armate statunitensi hanno tentato di utilizzare a scopi militari le malattie veneree, conducendo a farse come il progetto Guatemala Syphilis, dove hanno infettato migliaia [di abitanti] e poi li hanno lasciati morire. La cronaca ufficiale, pur ammettendo la criminalità, aderisce ostinatamente alla storia di uno scopo benefico di testare i farmaci – per le migliaia a cui sono stati specificamente negati i medicinali che avrebbero salvato la loro vita. (19)
L’Esercito Americano sembra spietato, non solo nel trovare modi batteriologici per uccidere nazioni di persone, ma è ugualmente interessato a metodi per distruggere le loro scorte di cibo. Di conseguenza, ha anche confessato (almeno) un’altra dozzina di occasioni in cui erano stati liberati agenti patogeni devastanti per colture e piante, in esperimenti per testare metodi per distruggere l’intero ciclo vitale delle piante alimentari di una nazione nemica. Nel 2012, i media giapponesi hanno rivelato che il governo degli Stati Uniti aveva testato armi batteriologiche specifiche, con DNA modificato, per annientare le colture a Okinawa e Taiwan negli anni ’60 e nei primi anni ’70 e che le Forze Armate Statunitensi ne avevano testato alcune anche all’interno degli Stati Uniti continentali. Sono state anche applicate in Vietnam. Lo scopo dell’Agente Orange non è mai stato un defoliante come affermato, ma è stato sviluppato invece per distruggere le intere colture di riso del Vietnam e contaminare sufficientemente il suolo per impedire la ricrescita.
Questo testo è la Prima parte di un articolo in 3 parti.
Seconda parte: Lageopolitica delle armi batteriologiche
Terza parte: Semi geneticamente modificati: concepiti come arma 
Larry Romanoff è un consulente di gestione in pensione e uomo d’affari. Ha ricoperto posizioni dirigenziali in società di consulenza internazionali e possedeva un’attività di import-export internazionale. È stato Professore ospite presso l’Università Fudan di Shanghai, presentando casistiche in affari internazionali a classi EMBA senior. Il signor Romanoff vive a Shanghai e sta attualmente scrivendo una serie di dieci libri, per lo più legati alla Cina e all’Occidente. Può essere contattato all’indirizzo: 2186604556@qq.com. Collabora frequentemente con Global Research.

Note
(1) nasonline.org/about-nas/history/archives/collections/cbw-1941-1948.html
(2) https://www.baltimoresun.com/news/bs-xpm-2004-08-01-0408010004-story.html
(3)https://usacac.army.mil/sites/default/files/misc/doctrine/CDG/cdg_resources/manuals/fm/fm27_10.pdf
(4) http://archive.vva.org/archive/TheVeteran/2006_03/featureSHAD.htm
(5) https://rielpolitik.com/2016/08/07/cover-up-project-shad-deception-in-open-waters/
(6) https://www.loc.gov/item/lcwa00010308
(7) https://www.sourcewatch.org/index.php/Project_for_the_New_American_Century
(8) https://blackthen.com/operation-big-itch-operation-drop-kick-fleas-infected-mosquitoes-dropped-black-towns/
(9) https://military.wikia.org/wiki/Operation_Big_Itch
(10) http://self.gutenberg.org/articles/operation_may_day
(11) https://military.wikia.org/wiki/Dugway_sheep_incident (This article has many useful references)
(12) https://military.wikia.org/wiki/Operation_Drop_Kick
(13) https://www.thenation.com/article/bioterrorism-hits-home/
(14) https://libcom.org/files/Churchill%20and%20Poison%20Gas.pdf
(15) https://forum.axishistory.com/viewtopic.php?t=232989
(16) https://www.newscientist.com/article/dn8044-us-army-plans-to-bulk-buy-anthrax/
(17)https://www.newscientist.com/article/mg18725184-800-us-army-plans-to-bulk-buy-anthrax/
(18) Medical Aspects of Biological Warfarehttps://repository.netecweb.org/items/show/325
(19)https://www.cbsnews.com/news/guatemala-syphilis-experiments-in-1940s-called-chillingly-egregious/
07.02.2020
Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

venerdì 20 marzo 2020

Ulfkotte: noi giornalisti siamo corrotti e vi abbiamo tradito

Udo Ulfkotte«Sono stato un giornalista per circa 25 anni, e sono stato educato a mentire, tradire e a non dire la verità al pubblico». Lo confessa Udo Ulfkotte, uno dei più famosi giornalisti tedeschi. Il 13 gennaio 2017 fu trovato morto, a soli 56 anni. Diagnosi: infarto. «Senza alcuna autopsia, fu cremato immediatamente», ricorda Francesco Santoianni su “L’Antidiplomatico“, salutando il libro “Giornalisti comprati”, ora finalmente in arrivo nelle librerie italiane. «Un libro zeppo di nomi e cognomi di giornalisti (tra i quali lo stesso Ulfkotte) che si sono venduti pubblicando “notizie” inventate da servizi di sicurezza, governi, aziende, lobby», scrive Santonianni. «Un libro che, dopo un successo straordinario in Germania nel 2014, per anni non è stato più ristampato (lo trovavate, usato, sul web a cifre elevatissime) e che ora viene pubblicato in Italia dall’editore Zambon». Anziché soffermarsi «sui tantissimi episodi di conclamata corruzione e di asservimento dei media riportati nel libro», Santoianni preferisce riportare in calce l’indice del volume, clamorosamente eloquente, nonché quella che è stata l’ultima dichiarazione pubblica di Ulfkotte.
Libertà di stampa simulata: la verità esclusivamente per i giornalisti? Nel libro si parla di “verità comprate” tra “reti d’élite e servizi segreti”. Ulfkotte racconta «come fui corrotto da una compagnia petrolifera». Titoli di questo tenore: “Frankfurter Allgemeine Zeitung: dietro le sue quinte c’è a volte una testa corrotta”. Oppure: “Come i giornalisti finanziano le loro ville in Toscana”. Ulfkotte definisce «ben lubrificato» quello che chiama «il famigerato sistema dei premi giornalistici». Bel panorama, non c’è che dire: «Interviste compiacenti, viaggi come inviato speciale e frode fiscale». Uno sguardo impietoso, sul “lavoro sporco” dei giornalisti di oggi. Altro titolo: “La spirale del silenzio: cosa non c’è nei giornali”. In alternativa, il sistema media come “manganello”, ovvero: “Oggi su, domani giù: esecuzioni mediatiche”. «I media tedeschi e americani cercano di portare alla guerra le persone in Europa, per fare la guerra alla Russia», scrisse Ulfkotte poco prima di morire. «Questo è un punto di non ritorno, e ho intenzione di alzarmi e dire che non è giusto quello che ho fatto in passato: manipolare le persone per fare propaganda contro la Russia».
Aggiungeva Ulfkotte: «Non è giusto quello che i miei colleghi fanno e hanno fatto in passato, perché sono corrotti e tradiscono il popolo: non solo quello della Germania, ma tutto il popolo europeo». Amare conclusioni: «Agli Stati Uniti e all’Occidente non è bastato vincere sul socialismo burocratico dell’Est Europa, ora puntano alla conquista della Russia e alle sue risorse e poi al suo più potente vicino: la Cina». Era la sua allarmante visione geopolitica: «Il disegno è chiaro e solo la codardia dei governi europei e le brigate di giornalisti comprati assecondano questo piano di egemonia globale che, inevitabilmente, determinerà una Terza Guerra Mondiale che non sarà combattuta coi carri armati ma coi missili nucleari». I nostri mediaGiornalisti comprati«Omologati, obbedienti all’autorità e riluttanti a fare ricerche», pronti a trasformare la Russia in una minaccia reale. Udo Ulfkotte parla dell’Atlantik-Brucke, il ponte atlantista del massimo potere che costringe l’informazione «nella morsa dei servizi segreti». Parla di «contatti controversi, elogi imbarazzanti, potere sotto copertura». Tecniche di propaganda classica, spacciate per giornalismo: sono tanti «i trucchi per l’inganno verbale della politica e dei media».
Il terzo capitolo si apre nel modo più esplicito: “La verità sotto copertura: giornalisti di prima classe in linea con le élite”. Ci sono anche giornalisti “testimoni di nozze”, alla corte del potere politico. Dai “troll” di Obama al fantasma dei Rockefeller, nell’eterna Commissione Trilaterale, fino alle imbarazzanti passerelle del Bilderberg. Come comprarsi un giornalista, istruzioni per l’uso: è quella che Ulfkotte chiama “l’informazione viscida”, sostenendo che «due terzi dei giornalisti sono corrotti». Si va avanti a colpi di “piacevoli favori”, per rendere i media “compatibili” con l’agenda del potere, tra “guadagni aggiuntivi” e “lavaggi del cervello”. In tutto questo, Ulfkotte legge “il fallimento della democrazia”. Scrive: «Ho molta paura per una nuova guerra in Europa e non mi piace avere di nuovo questo pericolo, perché la guerra non è mai venuta da sé». Vero: «C’è sempre gente che spinge per la guerra, e a spingere non sono solo i politici ma anche i giornalisti». Ecco il guaio: «Noi giornalisti abbiamo tradito i nostri lettori, spingiamo per la guerra». Si ribellava, Ulfkotte: «Non voglio più questo, sono stufo di questa propaganda. Viviamo in una repubblica delle banane e non in un paese democratico dove c’è la libertà di stampa».
(Il libro di Udo Ulfkotte, “Gekaufte Journalisten”, sarò presto nelle librerie italiane, edito da Zambon, con prefazione di Diego Siragusa. Titolo: “Giornalisti comprati”).

mercoledì 18 marzo 2020

Media / “Giornalisti Comprati” Da Cia & C., Esce Il Libro Bomba


Arriva finalmente in libreria “Giornalisti comprati”, scritto da uno dei più celebri reporter tedeschi, Udo Ulfkotte, uscito nel 2014 in Germania ottenendo uno strepitoso successo.
Non si è potuto però godere quel successo, Udo, perché è morto tre anni dopo, il 13 gennaio 2017, in circostanze del tutto misteriose. “Infarto” è stata la diagnosi, ma non è stata effettuata alcuna autopsia. Non basta, perché il suo corpo è stato immediatamente cremato.
Il suo libro – andato a ruba – incredibilmente non è stato più ristampato in Germania ed ha avuto scarsa circolazione all’estero.
Ora viene pubblicato in Italia da Zambon.
Si tratta di un volume zeppo di nomi e cognomi di giornalisti comprati e venduti, pennivendoli e firme anche molto note in Germania che hanno redatto veline su commissione di servizi segreti, governi, lobby, aziende e via corrompendo.
Ecco l’ultima dichiarazione pubblica rilasciata da Udo Ulfkotte. Che dovrebbe far molto riflettere soprattutto i giornalisti di casa nostra.
“Sono stato un giornalista per circa 25 anni, e sono stato educato a mentire, tradire e a non dire la verità al pubblico. I media tedeschi e americani cercano di portare alla guerra le persone in Europa, per fare la guerra alla Russia. Questo è un punto di non ritorno e ho intenzione di alzarmi e dire che non è giusto quello che ho fatto in passato: manipolare le persone per fare propaganda contro la Russia e non è giusto quello che i miei colleghi fanno e hanno fatto in passato, perché sono corrotti e tradiscono il popolo non solo quello della Germania ma tutto il popolo europeo.
Agli Stati Uniti e all’Occidente non è bastato vincere sul socialismo burocratico dell’est Europa, ora puntano alla conquista della Russia e alle sue risorse e poi al suo più potente vicino: la Cina. Il disegno è chiaro e solo la codardia dei governi europei e le brigate di giornalisti comprati assecondano questo piano di egemonia globale che, inevitabilmente, determinerà una Terza Guerra Mondiale che non sarà combattuta coi carri armati ma coi missili nucleari.
Ho molto paura per una nuova guerra in Europa e non mi piace avere di nuovo questo pericolo, perché la guerra non è mai venuta da sé, c’è sempre gente che spinge per la guerra e a spingere non sono solo i politici ma anche i giornalisti. Noi giornalisti abbiamo tradito i nostri lettori, spingiamo per la guerra. Non voglio più questo, sono stufo di questa propaganda. Viviamo in una repubblica delle banane e non in un paese democratico dove c’è la libertà di stampa”.

Vista la mole di notizie, è praticamente impossibile anche solo far cenno ad alcune vicende. Può invece risultare molto istruttivo riportare l’indice dei capitoli. Da scorrere d’un fiato.

Udo Ulfkotte: Giornalisti comprati, Edizioni Zambon, 2020
Prefazione (di Diego Siragusa)
Introduzione
Primo capitolo
  • Libertà di stampa simulata: esperienze con gli editori
  •  
  • La verità esclusivamente per i giornalisti?
  •  
  • Verità comprate: reti d’élite e servizi segreti
  •  
  • Come fui corrotto da una compagnia petrolifera
  •  
  • Frankfurter Allgemeine Zeitung: dietro le sue quinte c’è a volte una testa corrotta
  •  
  • Come i giornalisti finanziano le loro ville in Toscana
  •  
  • Ben lubrificato: il famigerato sistema dei premi giornalistici
  •  
  • Interviste compiacenti, viaggi come inviato speciale e frode fiscale
  •  
  • Ignobili compagni di sbornie. Sguardo nel lavoro sporco dei giornalisti
  •  
  • Un pessimo trucco: come si truffano gli inserzionisti
  •  
  • La spirale del silenzio: cosa non c’è nei giornali
  •  
  • Oggi su, domani giù: esecuzioni mediatiche

Secondo capitolo
  • I nostri media: omologati, obbedienti all’autorità e riluttanti a fare ricerche
  •  
  • Thilo Sarrazin: un eroe popolare è stato condannato
  •  
  • Propaganda: i prussiani dei Balcani stanno arrivando
  •  
  • I trucchi per l’inganno verbale della politica e dei media
  •  
  • La perdita della credibilità

Terzo capitolo
  • La verità sotto copertura: giornalisti di prima classe in linea con le élite
  •  
  • Forma la tua opinione (Bild Dir Deine Meinung)
  •  
  • Giornalisti testimoni di nozze: come formare il proprio potere
  •  
  • Come spunta Kai Diekmann?
  •  
  • L’Atlantik-Brucke
  •  
  • Nella morsa dei servizi segreti
  •  
  • I nomi: contatti controversi
  •  
  • Elogi imbarazzanti
  •  
  • Potere sotto copertura: tecniche di propaganda classica
  •  
  • Kallmorgen e Bohnen – Dubbi di esperti di pubbliche relazioni e di giornali rinomati
  •  
  • I Trolls di Obama: la quinta colonna degli Stati Uniti d’America
  •  
  • Lo spirito del Rockefeller: la Commissione Trilaterale
  •  
  • In memoria del capo del Frankfurter Allgemeine Zeitung
  •  
  • Comprare contatti con grandi nomi? La nobiltà distrutta
  •  
  • II potente circolo Bilderberg: teoria o realtà del complotto?

Quarto capitolo
  • Comprati un giornalista – L’informazione viscida
  •  
  • Due terzi dei giornalisti sono corrotti
  •  
  • Piacevoli favori: come rendere i media compatibili
  •  
  • Rivelazione: i guadagni aggiuntivi
  •  
  • Lavaggio del cervello: le forbici nella testa
  •  
  • Votare col portafoglio: i giornalisti diventano casi sociali
  •  
  • Imparziale? L’impero dei media della SPD

Quinto Capitolo
  • Casi di studio del Fronte della Propaganda
  •  
  • L’obiettivo superiore: l’amputazione dell’identità tedesca
  •  
  • L’ora delle favole della Merkel: come il governo federale mente alla popolazione
  •  
  • Battaglia di bugie: la propaganda di Sabine Christiansen e Ulrich Wickert
  •  
  • Pubblicità da detersivo per una moneta: l’agenzia pubblicitaria Mannstein
  •  
  • Il fallimento della democrazia
  •  
  • La redazione come scena del crimine: il lato oscuro del mondo dei media
  •  
  • Che fare?

Nella foto Udo Ulfkotte

mercoledì 11 marzo 2020

Giornalisti comprati e collusi con la Cia. Il libro di Udo Ulfkotte finalmente in italiano

Arriva, finalmente, nelle librerie italiane “Giornalisti comprati” scritto da Udo Ulfkotte : uno dei più famosi giornalisti tedeschi; il 13 gennaio 2017 trovato morto, a 56 anni, “di infarto” e, ancora più inspiegabilmente, senza alcuna autopsia, cremato immediatamente. Un libro zeppo di nomi e cognomi di giornalisti (tra i quali lo stesso Ulfkotte) che si sono venduti pubblicando “notizie” inventate da servizi di sicurezza, governi, aziende, lobby… Un libro che, dopo un successo straordinario in Germania nel 2014, per anni, non è stato più ristampato (lo trovavate, usato, sul web a cifre elevatissime) e che ora viene pubblicato in Italia dall’editore Zambon.

Essendo davvero arduo soffermarci qui sui tantissimi episodi di conclamata corruzione e di asservimento dei media riportati nel libro, preferiamo riportare in calce l’indice. E preferiamo concludere con quella che è stata l’ultima dichiarazione pubblica di Udo Ulfkotte.
“Sono stato un giornalista per circa 25 anni, e sono stato educato a mentire, tradire e a non dire la verità al pubblico. I media tedeschi e americani cercano di portare alla guerra le persone in Europa, per fare la guerra alla Russia. Questo è un punto di non ritorno e ho intenzione di alzarmi e dire che non è giusto quello che ho fatto in passato: manipolare le persone per fare propaganda contro la Russia e non è giusto quello che i miei colleghi fanno e hanno fatto in passato, perché sono corrotti e tradiscono il popolo non solo quello della Germania ma tutto il popolo europeo.

Agli Stati Uniti e all’Occidente non è bastato vincere sul socialismo burocratico dell’est Europa, ora puntano alla conquista della Russia e alle sue risorse e poi al suo più potente vicino: la Cina. Il disegno è chiaro e solo la codardia dei governi europei e le brigate di giornalisti comprati assecondano questo piano di egemonia globale che, inevitabilmente, determinerà una Terza Guerra Mondiale che non sarà combattuta coi carri armati ma coi missili nucleari.
Ho molto paura per una nuova guerra in Europa e non mi piace avere di nuovo questo pericolo, perché la guerra non è mai venuta da sé, c’è sempre gente che spinge per la guerra e a spingere non sono solo i politici ma anche i giornalisti. Noi giornalisti abbiamo tradito i nostri lettori, spingiamo per la guerra. Non voglio più questo, sono stufo di questa propaganda. Viviamo in una repubblica delle banane e non in un paese democratico dove c’è la libertà di stampa.”

Udo Ulfkotte: Giornalisti comprati, Edizioni Zambon, 2020

Prefazione (di Diego Siragusa)
Introduzione
Primo capitolo
Libertà di stampa simulata: esperienze con gli editori
La verità esclusivamente per i giornalisti?
Verità comprate: reti d’élite e servizi segreti
Come fui corrotto da una compagnia petrolifera
Frankfurter Allgemeine Zeitung: dietro le sue quinte c’è a volte una testa corrotta
Come i giornalisti finanziano le loro ville in Toscana
Ben lubrificato: il famigerato sistema dei premi giornalistici
Interviste compiacenti, viaggi come inviato speciale e frode fiscale
Ignobili compagni di sbornie. Sguardo nel lavoro sporco dei giornalisti
Un pessimo trucco: come si truffano gli inserzionisti
La spirale del silenzio: cosa non c’è nei giornali
Oggi su, domani giù: esecuzioni mediatiche
Secondo capitolo
I nostri media: omologati, obbedienti all’autorità e riluttanti a fare ricerche
Thilo Sarrazin: un eroe popolare è stato condannato
Propaganda: i prussiani dei Balcani stanno arrivando
I trucchi per l’inganno verbale della politica e dei media
La perdita della credibilità
Terzo capitolo
La verità sotto copertura: giornalisti di prima classe in linea con le élite
Forma la tua opinione (Bild Dir Deine Meinung)
Giornalisti testimoni di nozze: come formare il proprio potere
Come spunta Kai Diekmann?
L’Atlantik-Brucke
Nella morsa dei servizi segreti
I nomi: contatti controversi
Elogi imbarazzanti
Potere sotto copertura: tecniche di propaganda classica
Kallmorgen e Bohnen - Dubbi di esperti di pubbliche relazioni e di giornali rinomati
I Trolls di Obama: la quinta colonna degli Stati Uniti d’America
Lo spirito del Rockefeller: la Commissione Trilaterale
In memoria del capo del Frankfurter Allgemeine Zeitung
Comprare contatti con grandi nomi? La nobiltà distrutta
II potente circolo Bilderberg: teoria o realtà del complotto?
Quarto capitolo
Comprati un giornalista - L’informazione viscida
Due terzi dei giornalisti sono corrotti
Piacevoli favori: come rendere i media compatibili
Rivelazione: i guadagni aggiuntivi
Lavaggio del cervello: le forbici nella testa
Votare col portafoglio: i giornalisti diventano casi sociali
Imparziale? L’impero dei media della SPD
Quinto Capitolo
Casi di studio del Fronte della Propaganda
L’obiettivo superiore: l’amputazione dell’identità tedesca
L’ora delle favole della Merkel: come il governo federale mente alla popolazione
Battaglia di bugie: la propaganda di Sabine Christiansen e Ulrich Wickert
Pubblicità da detersivo per una moneta: l’agenzia pubblicitaria Mannstein
Il fallimento della democrazia
La redazione come scena del crimine: il lato oscuro del mondo dei media
Che fare?
Epilogo
Note
Indice dei nomi
Fonte articolo: 

lunedì 24 febbraio 2020

L’influenza stagionale uccide 1.000 volte più del coronavirus

Paul Craig Roberts Se il coronavirus si rivela grave, poiché al momento non sembra esserlo, molte economie potrebbero essere influenzate negativamente. La Cina è la fonte di molte parti fornite ai produttori di altri paesi e la Cina è la fonte dei prodotti finiti di molte aziende statunitensi come Apple. Se non è possibile effettuare spedizioni, le vendite e la produzione al di fuori della Cina ne risentono. Senza entrate, i dipendenti non possono essere pagati. A differenza della crisi finanziaria del 2008, si tratterebbe di una crisi di disoccupazione e di un fallimento delle grandi società manifatturiere e commerciali. Questo è il pericolo a cui il globalismo ci rende vulnerabili. Se le società statunitensi producessero negli Stati Uniti i prodotti che commercializzano negli Stati Uniti e nel mondo, un’epidemia in Cina influenzerebbe solo le loro vendite cinesi, non minaccerebbe i ricavi delle società. Le persone sconsiderate che hanno costruito il “globalismo” hanno trascurato che l’interdipendenza è pericolosa e può avere enormi conseguenze indesiderate. Con o senza un’epidemia, le forniture possono essere tagliate per una serie di motivi. Ad esempio, scioperi, instabilità politica, catastrofi naturali, sanzioni e altre ostilità come guerre e così via.
Chiaramente, questi pericoli per il sistema non sono giustificati dal minor costo del lavoro e dalle conseguenti plusvalenze per gli azionisti e bonus per i dirigenti aziendali. Solo l’uno per cento beneficia del globalismo. Il globalismo è stato costruito da persone motivate dall’avidità a breve termine. Nessuna delle promesse del globalismo è stata mantenuta: il globalismo è un errore enorme. Tuttavia, quasi ovunque i leader politici e gli economisti sono protettivi nei confronti del globalismo. Questo per quanto riguarda l’intelligenza umana. A questo punto, è difficile comprendere l’isteria sul coronavirus e le previsioni della pandemia globale. In Cina ci sono circa 24.000 infezioni e 500 morti in una popolazione di 1,3 miliardi di persone. Questa è una malattia insignificante. Rispetto alla normale influenza stagionale che infetta milioni di persone in tutto il mondo e uccide 600.000, il coronavirus finora non equivale a nulla. Le infezioni al di fuori della Cina sono minuscole e sembrano essere limitate ai cinesi. È difficile sapere con certezza, a causa della riluttanza a identificare le persone per razza. Eppure la Cina ha vaste aree in quarantena e i viaggi da e verso il paese sono limitati.
Nulla di simile a queste precauzioni è preso contro l’influenza stagionale. Finora questa stagione influenzale nei soli Stati Uniti 19 milioni di persone sono state ammalate, 180.000 ricoverate in ospedale e 10.000 sono morte. L’ultimo rapporto è che 16 persone negli Stati Uniti (forse tutti cinesi) hanno avuto il coronavirus, e nessuno è morto. Forse il coronavirus si sta appena scaldando e molto peggio deve arrivare. In tal caso, il Pil mondiale subirà un colpo. Le quarantene impediscono il lavoro. I prodotti e le parti finiti non possono essere realizzati e spediti. Le vendite non possono avvenire senza prodotti da vendere. Senza entrate le aziende non possono pagare dipendenti e altre spese. I redditi diminuiscono in tutto il mondo. Le aziende falliscono. Se scoppia una micidiale pandemia di coronavirus o di qualosa’altro e c’è una depressione mondiale, dovremmo essere molto chiari nella nostra mente che il globalismo ne sarà stata la causa. I paesi i cui governi sono così sconsiderati o corrotti da rendere le loro popolazioni vulnerabili a eventi dirompenti all’estero sono instabili dal punto di vista medico, economico, sociale e politico. La conseguenza del globalismo è l’instabilità mondiale.
(Paul Craig Roberts, “La conseguenza del globalismo è l’instabilità mondiale”, dal blog di Craig Roberts del 5 febbraio 2020).

www.libreidee.org

mercoledì 19 febbraio 2020

Coronavirus, un aggiornamento


Utilizzando i dati cinesi più recenti sull’infezione e i tassi di mortalità del Coronavirus rilevati dagli scienziati indiani, “Moon of Alabama” conclude che la “pandemia” ha raggiunto il suo apice e si concluderà tra circa un mese.
Se è così, allora Jon Rappoport aveva ragione fin dall’inizio nell’affermare che questo Coronavirus è solo un’altra grande campagna pubblicitaria del terrore.
Speriamo sia così e che il Coronavirus sia solo una minaccia grave quanto una normale epidemia di influenza. Tuttavia, anche un esito felice lascia ancora molte domande sconcertanti. Eccone alcune:
1. Perché uno sforzo così enorme da parte del governo cinese, con l’utilizzo di draconiane misure di quarantena che colpiscono milioni di persone e il blocco dei voli internazionali da e verso la Cina, per una minaccia molto meno grave di una normale influenza?
2. Perché tutta questa fretta di sviluppare un vaccino?
3. Perché gli esperti prevedono una pandemia mondiale?
4. Perché il virus ha avuto origine in una città cinese nota per ospitare laboratori per lo studio di virus pericolosi?
5. Perché i virus più paurosi arrivano dalla Cina: SARS, influenza suina, influenza aviaria, Coronavirus?
6. Perché un team di scienziati indiani ha trovato nel genoma del Coronavirus elementi dell’HIV che si ritiene siano in grado di aumentare il potenziale infettivo, una scoperta che, se corretta, implicherebbe l’ingegnerizzazione di un’arma bioterroristica?
I ricercatori indiani potrebbero aver preso un abbaglio, ma non hanno formulato una teoria della cospirazione. Hanno pubblicato il loro articolo in via provvisoria, per avere dei riscontri da parte di altri scienziati. Non ho idea se i loro risultati saranno convalidati o meno e, qualunque cosa ci venga detta, potremmo anche non sapere mai la verità. Se il virus mostra di essere bioingegnerizzato, il governo cinese saprà se è qualcosa che era sfuggito dalle loro mani. Se non sono loro i responsabili lo prenderanno come un attacco da parte degli Stati Uniti. Questo genere di informazioni confermerebbe i sospetti cinesi:
“Le ricerche condotte dal Pentagono, e in particolare dalla DARPA [Defense Advanced Research Projects Agency], hanno continuamente sollevato preoccupazioni, non solo [per il loro interesse] nel campo delle armi biologiche e della biotecnologia, ma anche nei settori delle nanotecnologie, della robotica e molti altri. DARPA, ad esempio, ha sviluppato una serie di inquietanti progetti di ricerca, che vanno dai microchip in grado di creare ed eliminare i ricordi dal cervello umano ad un problematico software per il voto elettronico.
Ora, mentre la paura per l’attuale epidemia di Coronavirus sta arrivando all’apice, alcune aziende legate direttamente alla DARPA sono state incaricate di sviluppare un vaccino, i cui effetti a lungo termine sull’uomo e sull’ambiente sono sconosciuti e tali rimarranno fino quando, tra qualche settimana, questo vaccino non sarà disponibile sul mercato.
Inoltre, DARPA e l’interessamento di lunga data del Pentagono per le armi biologiche e i loro recenti esperimenti sulle tecnologie di alterazione ed estinzione genetica, nonché sui pipistrelli e sui Coronavirus, eseguiti in prossimità della Cina, sono stati in gran parte tenuti fuori dalla narrativa, nonostante il fatto che le informazioni fossero pubblicamente disponibili. Sono stati inoltre esclusi dalla narrativa dei media i legami diretti tra la Duke University e l’USAMRIID [Istituto di ricerca medica sulle malattie infettive dell’esercito degli Stati Uniti], partner della DARPA, con la città di Wuhan, incluso il suo Institute of Medical Virology.
Anche se molte delle informazioni sulle origini dell’epidemia di Coronavirus rimangono sconosciute, i legami delle forze armate statunitensi con le suddette istituzioni e centri di ricerca meritano un esame più approfondito, in quanto una tale ricerca, anche se giustificata per la causa della ‘sicurezza nazionale,’ ha lo spaventoso potenziale di provocare conseguenze, magari non intenzionali, ma in grado di cambiare il mondo. La mancanza di trasparenza su questa ricerca, come la decisione della DARPA di tenere segreta la sua controversa ricerca sull’estinzione genetica e l’uso di questa tecnologia come arma da guerra, aggrava queste preoccupazioni. Sebbene sia importante evitare il più possibile speculazioni sconsiderate, è opinione dell’autore che le informazioni contenute in questo rapporto siano di interesse pubblico e che i lettori debbano utilizzare tali informazioni per trarre le proprie conclusioni sugli argomenti discussi in questa sede.”
Se i risultati dei ricercatori indiani sono corretti, dovremmo aspettarci che vengano smentiti dagli scienziati sostenuti dal governo. Per salvare le loro carriere, [questi ricercatori] dovrebbero poi riconoscere di aver commesso errori nel loro studio. Se il virus fosse stato sintetizzato negli Stati Uniti, la Cina sarebbe ugualmente incentivata a coprire le malefatte di Washington, perché il renderlo pubblico scatenerebbe una guerra, e la Cina non è pronta per una cosa del genere.
Ci sono altre preoccupazioni. Ad esempio, in concomitanza con l’annuncio del nuovo virus, ci sono state accuse secondo cui lo stesso laboratorio di virologia cinese sarebbe il responsabile della minaccia pandemica e che avrebbe persino potuto diffonderlo di proposito fra la propria popolazione. Moon of Alabama ha ragione nel definirla una teoria della cospirazione. È una teoria della cospirazione per screditare il governo cinese agli occhi della popolazione cinese e del resto del mondo. Il governo cinese non ha alcun interesse a danneggiare la propria economia e a screditare se stesso mentre sta cercando di governare con il guanto di velluto, ma è nell’interesse di Washington causare danni economici alla Cina.
Penso sia positivo che ci si chieda se il Coronavirus possa essere un virus ingegnerizzato. In tutto il mondo esistono numerosi laboratori segreti ad alta sicurezza che fanno cose spaventose. Come scrive Whitney Webb, “La mancanza di trasparenza su queste ricerche, così come la decisione della DARPA di classificare la sua controversa ricerca sull’estinzione genetica e la relativa tecnologia come arma di guerra, aggrava queste preoccupazioni.” C’è un trattato (o c’era perchè Washington potrebbe averlo ripudiato, come ha fatto con gli accordi con la Russia per il controllo degli armamenti) che dovrebbe impedire ai vari paesi di produrre armi biologiche. Tuttavia, indipendentemente dal fatto che si stiano fabbricando o meno tali armi, si stanno compiendo ricerche che potrebbero essere rapidamente militarizzate.
Forse sarebbe una buona cosa se ci fosse una discussione pubblica mondiale che chiarisca se il beneficio della ricerca è maggiore del rischio di una pandemia mortale. La mancanza di trasparenza rende possibile ogni malizia. Ricordate, dopo l’11 settembre, le lettere all’antrace che, come si era scoperto, contenevano un tipo di antrace disponibile solo in un laboratorio del governo degli Stati Uniti? Per nascondere questo fatto, la colpa delle lettere era stata data ad un morto che non aveva nessun motivo di inviare le lettere e nessun accesso all’antrace. Una cosa pericolosa come [fare esperimenti con] germi patogeni bioingegnerizzati richiede molta trasparenza.
Non vi è alcun motivo per cui gli scienziati dovrebbero essere autorizzati a fare esperimenti su tutto ciò vogliono. Pensateci per un minuto, qual è il vantaggio delle armi nucleari? Forse, se la Terra fosse invasa da alieni supertecnologici, le armi termonucleari potrebbero essere una difesa. Forse, se un asteroide fosse in rotta di collisione con la Terra, i missili nucleari potrebbero frantumarlo in piccoli pezzi che brucerebbero nell’atmosfera o in pezzi ancora più piccoli che farebbero meno danni. A cosa servono le armi nucleari se non per portarci all’Armageddon?
È necessario riflettere molto anche sulla robotica e sull’intelligenza artificiale. Sono utili robot come quelli in grado di resistere alle alte pressioni sottomarine e alle radiazioni. Ma i robot che sostituiscono le persone possono lasciare la gente senza lavoro e senza scopo nella vita. E vogliamo davvero macchine intelligenti o più intelligenti degli esseri umani o magari armate?
Le sfide poste da queste tecnologie possono essere molto interessanti per gli scienziati, ma le conseguenze indesiderate e sconosciute possono essere terrificanti.
Una domanda ovvia è: se le persone con la pelle bianca non possono usare determinate parole o espressioni consolidate, non possono leggere, studiare o insegnare determinati argomenti che alcuni ritengono offensivi e non possono organizzarsi o magari segregarsi, come altri sono autorizzati a fare, perché gli scienziati e i governi possono studiare e produrre cose che potrebbero porre fine alla vita stessa? Questo non ha senso. Se non inizieremo presto ad usare il buonsenso, le teorie della cospirazione diventeranno assai realistiche.
Non possiamo fare affidamento sull’etica e sulla moralità dei governi. Non ne hanno. Prendete come esempio gli Stati Uniti e i loro vassalli europei. Per 20 anni hanno bombardato, invaso, assassinato e devastato sette paesi, distruggendoli completamente o in parte, il tutto sulla base di palesi bugie. E non si fa nulla al riguardo. In effetti, il processo omicida continua.
Sulla base di queste trasparenti menzogne, il presidente George W. Bush aveva violato la Costituzione degli Stati Uniti e incarcerato a tempo indefinito dei cittadini americani sulla base del semplice sospetto, e il presidente Obama aveva violato il diritto ad un giusto processo assassinando dei cittadini americani, anche lui sulla base del semplice sospetto.
Nessuno dei due è stato messo sotto accusa. Il Congresso, la magistratura e il pubblico hanno accettato questa distruzione della Costituzione degli Stati Uniti e ci hanno fatto entrare in uno stato di polizia. Quando non ci sono media onesti che proteggono la gente, la trasparenza del governo diventa ancora più critica.
Dal 2009, il governo degli Stati Uniti ha rovesciato i governi di Honduras, Ucraina, Bolivia, Brasile, Argentina, ha invertito il processo di riforma in Ecuador, ha rovesciato temporaneamente Chevez in Venezuela e continua a cercare di rovesciare il suo successore, Maduro. Cuba, la Corea del Nord, la Siria, l’Iran, la Russia e la Cina rimangono nella lista di Washington dei paesi da rovesciare.
Questa straordinaria arroganza è facilmente in grado di utilizzare come false flag un patogeno ingegnerizzato per scatenare disordini che facciano cadere un governo. Per questo motivo, la trasparenza nella ricerca è della massima importanza.
Paul Craig Roberts