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venerdì 15 novembre 2019

Tesla Italy: Ti Presentiamo il Software Versione 10.0

Ti presentiamo il Software Versione 10.0. Trasforma la tua auto in un fenomeno di intrattenimento, con un suono di qualità cinematografica così incredibile che avrai voglia di trascorrere la tua prossima serata al cinema direttamente nella tua auto. Invita la tua famiglia e gli amici a cantare o trasmettere in streaming i tuoi video preferiti mentre sei in ricarica.
Ti presentiamo il Software Versione 10.0.
Trasforma la tua auto in un fenomeno di intrattenimento, con un suono di qualità cinematografica così incredibile che avrai voglia di trascorrere la tua prossima serata al cinema direttamente nella tua auto. Invita la tua famiglia e gli amici a cantare o trasmettere in streaming i tuoi video preferiti mentre sei in ricarica.
La nuova versione include:
  • Cuphead: divertiti con questo classico gioco d'azione con l'esclusiva Tesla Edition
  • Modalità Cinema: Scopri il massimo del divertimento mentre l'auto è parcheggiata, con i tuoi film, programmi TV e video preferiti
  • Caraoke: canta le tue canzoni preferite mentre i tuoi amici seduti dietro faranno da coristi
  • Mi sento…. Fortunato? Affamato? Un tocco ti catapulterà in un'avventura a sorpresa in un ristorante o attrazione locale
La tua esperienza di guida non potrà che migliorare nel tempo: ciascuna Model S, Model X e Model 3 su strada continuerà a ricevere nuove funzionalità e miglioramenti tramite gli aggiornamenti software via internet.
L T I Y
Tesla | Tutti i Diritti Riservati | Piazza Gae Aulenti 4 20154 Milano Italia
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venerdì 1 novembre 2019

La verità su Ettore Majorana – Alfredo Ravelli



Alfredo Ravelli, cugino di Rolando Pelizza, strettissimo collaboratore del fisico Ettore Majorana e realizzatore della sua famosissima (e ricercatissima) macchina in grado di trasformare energia e materia, espone a Byoblu le prove che secondo lui documentano inequivocabilmente che Majorana, scomparso misteriosamente nel 1938, sarebbe stato ancora vivo fino a pochi anni fa, e la sua macchina avrebbe dimostrato di poter funzionare.
Chi era Ettore Majorana, perché sparì nel nulla tra il 26 e il 27 marzo del 1938 e soprattutto, che fine fece?
Alfredo Ravelli approfondisce il segreto di Majorana attraverso il suo ultimo libro, “2006: Majorana era vivo! – Le ultime lettere di Ettore Majorana a Rolando Pelizza”.
Quest’ultimo, che sarebbe rimasto in contatto con Majorana attraverso 15 lettere vergate a mano nel 1976 sulla piattaforma di un forte in alta montagna, con un esperimento videotrasmesso mostra ad alcuni conoscenti come sia capace di annichilire una roccia mediante una piccola macchina elaborata da Majorana e afferma di poter utilizzare l’antimateria.
Nei molti esperimenti eseguiti seguendo le istruzioni di Majorana, Pelizza con questa macchina – il cui uso pacifico consiste nella distruzione dei rifiuti e delle scorie radioattive – otterrebbe non solo la possibilità di distruggere elementi, ma soprattutto di poter ricavare grandi quantità di energia praticamente a costo zero. Nei successivi esperimenti Pelizza cerca piena conferma della terza fase indicatagli dal suo maestro: la trasformazione della materia.

venerdì 25 ottobre 2019

10 cose da sapere prima di vedere la mostra Nikola Tesla Exhibition


La mostra Nikola Tesla Exhibition,dedicata al celebre inventore, arriverà in Italia il 5 ottobre 2019. L’evento sarà visitabile a Milano, l’unica tappa italiana del tour mondiale. Questa mostra interattiva è promossa da Venice Exhibition, in collaborazione con il “Nikola Tesla Museum” di Belgrado. Ecco cosa sapere prima di visitare la mostra Nikola Tesla Exhibition.


1. MILANO, UNICA TAPPA ITALIANA DEL TOUR MONDIALE

La prima e unica tappa italiana, del tour mondiale, arriverà nella nostra città. Un lungo e dettagliato percorso espositivo sulla figura di Nikola Tesla, un grande inventore che non ebbe in vita i riconoscimenti che gli spettavano. Quella che verrà presentata allo Spazio Ventura XV è la mostra più grande mai realizzata su Nikola Tesla. “Nikola Tesla Exhibition” è organizzata da Venice Exhibition, in collaborazione con il “Nikola Tesla Museum” di Belgrado.

2. COME È ORGANIZZATA LA VISITA?

Il percorso espositivo è suddiviso in due sezioni principali. La prima parte consente al visitatore di immergersi completamente nella vita di Nikola Tesla. I luoghi in cui ha vissuto e lavorato, i suoi progetti e reperti. Per un’ora circa si potrà così approfondire la conoscenza del grande scienziato e di tutte le sue opere. La seconda parte si visita in totale autonomia. Un’area libera interattiva dove approfondire i principi dinamico-elettrici studiati da Tesla attraverso l’interazione con macchine interattive.

3. UN’ESPERIENZA A 360°

Una mostra immersiva e coinvolgente, con esperienze scientifiche interattive. Potrete ammirare delle vere macchine funzionanti realizzate a partire dai suoi progetti. Saranno presenti anche ricostruzioni fedeli di ambienti in cui Tesla ha vissuto e lavorato. Una ricostruzione della camera di hotel dove venne ritrovato morto nel 1943 e il “Big Coil”, la famosa bobina che riproduce le scariche elettriche, simili a quelle prodotte in natura. Ci sarà anche una fedele riproduzione del laboratorio di “Colorado Springs” dove, nel 1899, riprodusse i famosi fulmini artificiali.

4. LA MOSTRA NIKOLA TESLA EXHIBITION È ADATTA AI BAMBINI?

Questa mostra rappresenta un’esperienza unica ed interattiva, che si adatta a tutti, grandi e piccini, dai 4 anni in su. La guida alla mostra, che vi guiderà passo passo nella prima sezione, è compresa nel biglietto d’ingresso.

5. CHI È NIKOLA TESLA

Mi chiamarono pazzo nel 1896 quando annunciai la scoperta di raggi cosmici. Ripetutamente si presero gioco di me quando avevo scoperto qualcosa di nuovo e poi, anni dopo, videro che avevo ragione.  – Nikola Tesla –
Nikola Tesla nacque a mezzanotte tra il 9 e il 10 luglio del 1856 a Smiljan, nella regione della Lika, nell’Impero Austro-Ungarico. Suo padre Milutin era un prete ortodosso e Nikola avrebbe dovuto seguire le orme del padre. Quando si ammalò gravemente di colera, suo padre promise di inviarlo alla migliore scuola di ingegneria tecnica in Europa, quando fosse migliorato. Così nell’autunno del 1875 si iscrisse al politecnico di Gratz e successivamente, nel 1880, proseguì gli studi a Praga. Un grande inventore che durante la sua vita non ebbe tutti i riconoscimenti che avrebbe meritato.

6. TESLA ED EDISON, GUERRA TRA LE CORRENTI

Due grandi menti che erano destinate a dividersi e scontrarsi, visto i diversi metodi ed obiettivi. Tesla lavorò nei rami dell’azienda di Edison. Quest’ultimo trasse beneficio dalle invenzioni di Tesla, a puro scopo personale. Questo incontro lo portò tuttavia a licenziarsi dalla Edison Company per cui lavorava, pieno di illusioni e promesse infrante, e per il grande lavoro realizzato dietro un compenso davvero ridicolo.

7. QUANDO VISITARE LA MOSTRA NIKOLA TESLA EXHIBITION

La mostra aprirà i battenti il 5 ottobre 2019 e sarà visitabile fino al 22 marzo 2020. Da martedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 19.00, con ultimo ingresso alle ore 18.00. Sabato e domenica dalle 9.30 alle 20.30, con ultimo ingresso alle ore 19.30. Lunedì è il giorno di chiusura.

8. FASCE ORARIE E VISITE GUIDATE

La mostra Tesla è organizzata su fasce orarie e si visita esclusivamente in gruppi da 25/35 persone che entrano ogni 15 minuti accompagnati da una guida compresa nel biglietto d’ingresso.

9. BIGLIETTI

Per visitare la mostra è ovviamente necessario acquistare il biglietto. Il ticket d’ingresso è acquistabile direttamente allo Spazio Ventura XV, presso il sito di TicketOne o in una delle rivendite autorizzate. I pass a data fissa acquistabili sul sito hanno i diritti di prevendita.
Da martedì a venerdì
Intero 17 €
Ridotto Valido per over 65, ragazzi dai 5 ai 13 anni, studenti di ogni ordine e grado (Previa presentazione carta di riconoscimento alla cassa) 15 €
Gruppi Su prenotazione | Da un minimo di 10 ad un massimo di 25 persone 13 €
Scuole Su prenotazione 12 €
Ingresso gratuito Bambini fino a 4 anni e accompagnatori di disabili non autosufficienti (Previa presentazione carta di riconoscimento alla cassa)
Sabato e domenica
Intero 18 €
Ridotto Valido per over 65, ragazzi dai 5 ai 13 anni, studenti di ogni ordine e grado (Previa presentazione carta di riconoscimento alla cassa) 16 €
Gruppi Su prenotazione | Da un minimo di 10 ad un massimo di 25 persone 14 €
Scuole Su prenotazione 13 €
Ingresso gratuito Bambini fino a 4 anni e accompagnatori di disabili non autosufficienti (Previa presentazione carta di riconoscimento alla cassa)

10 COME RAGGIUNGERE LA MOSTRA E DOVE PARCHEGGIARE

La mostra si terrà presso lo Spazio Ventura XV. Potrete raggiungere l’esposizione utilizzando l’auto, la metropolitana  linea verde M2 con fermata Lambrate o alcuni mezzi di superficie come le linee 33, 39, 54, 75 e 924, che collegano molti punti della città.
Il percorso per arrivare in mostra è accessibile ai disabili, la sede espositiva è senza barriere persone diversamente abili o con invalidità
INDIRIZZO: Via Giovanni Privata Ventura 15 – Milano
www.milanolife.it

mercoledì 16 ottobre 2019

IL LEGGENDARIO DARIO BENUZZI DI FERRARI SI CONVERTE A TESLA: "DIFFICILE TORNARE INDIETRO"


Sembra che la Tesla Model 3 costruita dagli uomini di Elon Musk sia stata apprezzata da una leggenda dei motori, dopo aver fatto innamorare Nico Rosberg e il conduttore di Top Gear Chris Harris. Parliamo di Dario Benuzzi, storico test driver di casa Ferrari.

Benuzzi ha lasciato il cavallino rampante qualche mese fa, dopo 48 anni di carriera passati a testare le vetture più svariate - e fornire ai tecnici Ferrari dettagliati feedback per migliorare le auto prima del loro arrivo sul mercato. Basti pensare che il suo nome è legato allo sviluppo della leggendaria Ferrari F40, la Enzo, la F1 639 o la 333, tanto per darvi un'idea.

Oggi, a 73 anni, Dario Benuzzi ha testato una Model 3 Performance appartenente a un amico, come raccontato su Reddit dall'account u/Atellani, che ha postato diverse foto nel thread r/TeslaMotors. Benuzzi ha elogiato diversi aspetti della vettura di Elon Musk, che adora guidare in Comfort Mode.

L'ex meccanico Ferrari non ha ancora provato a dovere l'avanzato Autopilot, ha però lodato le sospensioni anteriori della vettura e la facilità di utilizzo. A oggi Dario Benuzzi possiede felicemente un’Alfa Romeo Giulia e una Fiat 500, chissà che un giorno non si converta davvero all’elettrico... il ghiaccio del resto è stato rotto.

Fonte:
www.teslarati.com

auto.everyeye.it

mercoledì 9 ottobre 2019

Nikola Tesla, nel graphic novel di Sergio Rossi e Giovanni Scarduelli la storia dell’inventore “romantico”


Cosa: “Nikola Tesla”, graphic novel di Sergio Rossi e Giovanni Scarduelli Chi: intervista a Sergio Rossi Editore: Becco Giallo
Da sempre il nome di Nikola Tesla attiva la curiosità dei lettori, come di chi si occupa di scienza. Questo prolifico inventore serbocroato, che immigrò negli Stati Uniti a fine Ottocento, sembra rappresentare il lato oscuro della creatività in ambito scientifico. Infatti Tesla registrò in vita praticamente la stessa quantità di brevetti del suo prima socio poi antagonista Thomas Alva Edison, ma non seppe monetizzare le proprie idee. Uno scienziato non tanto avvolto da un’aura di maledettismo, quanto di sfortuna. Uno scienziato che però, per la sua dote di “vedere oltre” reale o fittizia non importa, ancora oggi raccoglie consensi e attenzioni. Non si spiegherebbe altrimenti il perché un miliardario come Elon Musk abbia voluto chiamare la sua compagnia automobilistica, interamente dedicata alla creazione autovetture futuribili, proprio Tesla Motors.
A Tesla Sergio Rossi (testi) e Giovanni Scarduelli (disegni) hanno dedicato un graphic novel edito per Becco Giallo e intitolato sobriamente Nikola Tesla. Ancora una volta, non sono tanto le invenzioni, ma l’uomo, lo scienziato a essere centro attivo, a mettere in moto la narrazione.
Sergio Rossi, che a Bologna ha da sempre casa, si è cimentato su una storia che, in qualche misura, gioca fra elementi didascalico-informativi e pura invenzione, puntando molto anche sul non detto, sull’assenza, sulla sottrazione. In questo aiutato dalle tavole in bianco e nero di Scarduelli, per altro al suo esordio. Ma, in Rossi, vi è forse un altro motivo meno evidente per questo suo riprendere la figura di Tesla.
«Per chi come me ha studiato fisica, Tesla è un nome molto noto:. Non solo ha inventato la macchina che converte la corrente continua in alternata, ma anche l’unità di misura della densità del campo magnetico porta il suo nome. Fuori dal mondo scientifico, Tesla è più noto per le bizzarrie e i presunti complotti legati alle invenzioni che non ha mai realizzato e che hanno ispirato molte leggende e molte storie. Era quindi un ottimo personaggio per un fumetto o un romanzo.»
In questo caso per un romanzo grafico…
«Precisamente.»
Nato da una tua idea?
«In realtà la proposta è venuta da Davide Calì, un grande scrittore, che aveva già contattato Becco Giallo. Io ho raccolto la proposta e l’ho sviluppata rendendola mia.»
Tornando a Tesla, oltre alla Fisica, cosa ti ha appassionato nella vita e nell’opera di questo croato che negli Stati Uniti trova gloria ma sperimenta anche disastrose cadute?
«Mi appassiona proprio la parabola di un uomo geniale che ha contributo a costruire il mondo che conosciamo. Ma mi appassiona anche il perché non abbia voluto studiare la Meccanica quantistica e la Relatività, le due teorie che avrebbero potuto far funzionare davvero le sue invenzioni e che aveva visto nascere. Non solo ha preso il bivio sbagliato, ma si è ostinato a rimanerci con tutte le conseguenze del caso: un personaggio tragico.»
Però è uno fra gli scienziati che fra fine Ottocento e inizi Novecento ci ha cambiato la vita, anzi: è fra quelli che hanno cambiato il mondo. Ma, appunto, uno fra altri. Perché a tuo avviso non è così?
«Sia perché il suo nome è legato a un’unità di misura usata tutti i giorni dai professionisti, basta chiedere a chi usa le macchine a risonanza magnetica; sia perché, banalmente, usiamo la corrente alternata. Il suo nome è poi legato a quello di Thomas Edison nella “Guerra delle correnti”, ossia la lotta per il controllo del mercato della corrente elettrica alla fine del XIX secolo negli Stati Uniti, che portò alla successiva elettrificazione del mondo. Edison era per la continua, Tesla per l’alternata, ma aveva ragione da vendere quest’ultimo. È un episodio raccontato nel film The Current War, di Alfonso Gomez Rejon, dove Tesla viene interpretato da Nicolas Hoult, mentre Edison è impersonato da Benedict Cumberbatch. Un film con un problema: il produttore. A produrlo è stato infatti Harvey Weinstein: chissà se uscirà mai.»
Le ultime notizie lo danno in uscita per questo ottobre.
«Speriamo. Sarebbe molto interessante vedere come viene trattato Tesla.»
Che come scienziato, nel nostro immaginario, appare forse più romantico rispetto ad altri suoi colleghi. Per esempio, Edison e Westinghouse, altri due grandi inventori con cui Tesla ha a che fare, appaiono molto pratici al suo confronto: sono imprenditori, sfruttano le loro invenzioni a fini economici, non si fermano al piacere della creazione.
«George Westinghouse aveva inventato i freni pneumatici per i treni, ma era soprattutto un industriale, quindi per lui il piacere era far soldi: infatti il suo nome è ancora oggi legato a una multinazionale. Edison era un grande autodidatta, aveva grandi idee, ha inventato la lampadina e il fonografo tra le tante, ma era anche un affarista spietato, forse dovuto al fatto che era nato poverissimo e lavorava da quando aveva dieci anni, chissà. Tesla aveva un altro temperamento rispetto ai due, e un altro vissuto. Gli interessavano solo le sue invenzioni, e probabilmente aveva un comportamento instabile, come mostrano le sue tante manie.»
Il romanzo che hai creato a quattro mani con Giovanni Scarduelli è giocato sulle assenze e da un presente che si volta a guardare il passato. Manca cioè la presenza fisica di Tesla, mentre la sua vita è raccontata “di riporto”. Perché hai scelto di sviluppare in questo modo la storia? Voglio dire, va bene l’alone di mistero e di follia che circonda l’inventore, ma non sarebbe stato più gestibile un racconto che lo facesse vedere vivo e attivo?
«Un Tesla vivo e attivo lo ha già raccontato benissimo Jean Echenoz nel bel romanzo Lampi, edito da Adelphi, quindi avrei fatto una copia. Inoltre a me piaceva raccontare sia come fosse stato possibile che un genio come Tesla avesse perso i treni della Quantistica e della Relatività – fatto che per me rimane IL vero mistero di questo scienziato –  sia come la sua figura fosse stata travisata. Inoltre come questa svista complottista, abbia ancora oggi presa sulle persone. Faccio un esempio. A una presentazione a Padova, mentre Giovanni le dedicava la sua copia del libro, una signora del pubblico mi ha detto, molto seriamente e molto pensosa, come se portasse un fardello di responsabilità enorme, che lei ha le prove di come la CIA (sì, proprio quella CIA) abbia insabbiato tutte le invenzioni di Tesla. Sembrava uscita dal nostro fumetto, e invece era lì, davanti a noi in carne e ossa.»
Quanto tempo vi è servito per coordinarvi da sceneggiatura a tavole definitive?
«Tra tutto qualche mese, forse un anno, ma solo perché io ho consegnato tardi, lo confesso. Quando ha avuto la sceneggiatura, Giovanni è stato bravo e veloce.»
Nel vostro romanzo grafico la vita di Tesla è la base di un possibile film, con annesso mistero. Come si ricollega questo elemento finzionale a Tesla?
«Tesla è molto citato da registi e fumettisti. Esiste davvero un film su Tesla, reperibile su Youtube, dove appunto si dà adito ai vari complotti, mentre come personaggio appare in The prestige di Christopher Nolan, dove è interpretato da David Bowie. Ci sono poi molti fumetti dove le sue invenzioni sono alla base della narrazione. Io stesso l’ho conosciuto, molti anni fa, in un numero speciale di Martin Mystere, uno dei tanti personaggi editi da Bonelli editore, scritto da Alfredo Castelli e disegnato da Giampiero Casertano.»
Quanto è mutata la sceneggiatura che avevi creato quando Scarduelli ha iniziato a lavorarci? E come avete lavorato? Sessioni dal vivo oppure tutto a distanza, via telefono, Skype ecc.?
«A dire il vero l’abbiamo mutata poco perché, dopo le prime tavole, l’ho rifinita sul suo disegno. Abbiamo lavorato per telefono, mail, whatsapp, e anche di persona. Mi mandava le matite, ne discutevamo e quindi le finiva. Giovanni si era appassionato alla storia e al personaggio, ed è stato bravissimo a far recitare i personaggi e a rendere le invenzioni e le foto dell’epoca.  Tesla è stato il suo primo libro a fumetti, e l’ha risolto con un impegno, una qualità e una professionalità da autore veterano.»

lunedì 7 ottobre 2019

Le auto elettriche coi motori nelle ruote


Indigo Technologies è una piccola azienda del Massachusetts (Stati Uniti) con una grande ambizione: cambiare il modo in cui funzionano le automobili elettriche, per renderle ancora più efficienti. Il suo fondatore, Ian Hunter, ha progettato e realizzato un motore elettrico che può essere inserito direttamente all’interno di ogni ruota, consentendo di ridurre i consumi e di aumentare l’affidabilità dei veicoli, grazie alla minore complessità della meccanica. Come 
racconta un articolo dell’Economist, Hunter non è il primo ad avere pensato a ruote motorizzate, ma la sua soluzione sembra essere più promettente dei prototipi circolati finora, che hanno fallito nel risolvere alcuni dei problemi tecnici e pratici.
La storia dell’automobile elettrica è molto più antica di quanto si possa immaginare. All’inizio del Novecento la possibilità di impiegare l’elettricità per muovere i veicoli era stata ampiamente esplorata, con sistemi all’avanguardia per l’epoca. All’Esposizione di Parigi del 1900, per esempio, l’ingegnere tedesco Ferdinand Porsche (il fondatore dell’azienda automobilistica Porsche) presentò un’auto che aveva un motore elettrico incorporato in ciascuna delle due ruote anteriori. In questo modo, aveva spiegato Porsche, erano stati esclusi componenti meccanici come cinghie di trasmissione e ingranaggi, rendendo più semplice la manutenzione.
La Lohner-Porsche poteva raggiungere i 35 chilometri orari e aveva un’autonomia di circa 50 chilometri. Era alimentata da batterie al piombo, non molto diverse da quelle che sono utilizzate ancora oggi nelle automobili per alimentare i loro circuiti elettrici. Come altri produttori di auto, alla fine anche Porsche decise di abbandonare la strada dell’elettrico, affidandosi ai motori a combustione interna che offrivano maggiore autonomia e flessibilità.

(Porsche)
Nei quasi 120 anni successivi, comunque, altri produttori e progettisti valutarono la possibilità di produrre automobili elettriche con i motori inseriti direttamente nelle ruote, sfruttando naturalmente soluzioni più moderne e pratiche della Lohner-Porsche. Prima o poi tutti dovettero fare i conti con alcune complicazioni, che finora non hanno permesso a questa tecnologia di diffondersi, o per lo meno di essere sperimentata con maggiore continuità dai produttori di automobili.
Un primo problema è che trasferire il motore dall’interno dell’auto alla ruota comporta una maggiore esposizione alle intemperie e agli agenti esterni. I componenti devono quindi essere ben isolati, per evitare che polvere e detriti possano compromettere il funzionamento del motore, o che l’acqua causi cortocircuiti. L’altro problema è legato al fatto che i motori appesantiscono le ruote, facendo aumentare la massa dell’auto che non può beneficiare della presenza degli ammortizzatori. Le ruote più pesanti fanno sì che il viaggio per gli occupanti dell’auto risulti meno confortevole e che l’auto stessa sia più difficile da governare.
Questi e altri ostacoli hanno fatto sì che finora i produttori di automobili elettriche abbiano imitato schemi e concezioni già applicate per le auto tradizionali. Di solito il motore elettrico è collocato nella parte frontale o posteriore (in alcuni casi i motori sono due, uno davanti e uno dietro) ed è poi collegato alle ruote, tramite un sistema per la trasmissione del movimento e per poter sterzare. La quantità di componenti meccanici è enormemente inferiore rispetto a quella delle auto tradizionali, ma ci sono comunque di mezzo diverse cose che potrebbero rompersi.
Indigo dice di avere risolto questi problemi grazie a T1, il suo sistema da inserire nelle ruote e che non è semplicemente un motore elettrico. Oltre a fornire il movimento, l’apparato comprende freni, un sistema attivo di sospensioni e uno per sterzare, riducendo al minimo le componenti meccaniche necessarie per realizzare l’auto.
La maggior parte dei problemi elettrici è stata risolta impiegando un motore che funziona a 48 volt, a fronte dei 400 utilizzati nella maggior parte delle attuali automobili elettriche. Questa scelta ha permesso di rendere il motore più facile da isolare, più resistente e più economico da produrre.
Ian Hunter ha spiegato all’Economist che i suoi T1 eliminano la necessità di avere un albero di trasmissione (che nelle auto tradizionali collega il motore alle ruote), le sospensioni e altri componenti meccanici piuttosto pesanti. La riduzione di peso consente di usare motori che consumano meno, e di conseguenza di installare batterie meno voluminose e pesanti. Oltre a essere più semplici da gestire, possono essere ricaricate più velocemente e anche attraverso i sistemi di ricarica che sfruttano le fasi di frenata. La minor massa complessiva del veicolo riduce inoltre il problema degli ammortizzatori, anche grazie al sistema di sospensioni inserito nelle ruote insieme al motore elettrico.
Indigo ha sviluppato diversi prototipi per testare il suo sistema ottenendo risultati incoraggianti, sia per quanto riguarda l’autonomia sia per quanto riguarda la sicurezza. Ogni ruota è infatti indipendente dalle altre e può sfruttare in ogni momento la potenza necessaria per superare particolari asperità del terreno, od ostacoli. Questo si traduce in una migliore tenuta di strada e una maggiore stabilità del veicolo.
Al momento Indigo non ha in programma la costruzione di una propria automobile, ma sta lavorando con diverse aziende automobilistiche per far conoscere le sue soluzioni tecnologiche. Entro la fine dell’anno potrebbe stringere i primi contratti, con la prospettiva di introdurre i suoi motori sulle automobili a guida autonoma.

mercoledì 2 ottobre 2019

Tesla in Pronta Consegna: Scegli la Tua

Logo
Scegli la tua Tesla tra le auto in pronta consegna e ordinala online in pochi minuti.
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domenica 4 agosto 2019

IN ARRIVO UN BIOPIC DI NIKOLA TESLA CON IL PROTAGONISTA DI COLD WAR


Tomasz Kot, star del film candidato all’Oscar Cold War, sarà il celebre inventore Nikola Tesla in un biopic intitolato Nikola. Il film è stato scritto da Anand Tucker, produttore de La ragazza con l’orecchino di perla e regista di Una proposta per dire sì. Il biopic si concentrerà sulla carriera e le ambizioni scientifiche di Tesla, senza trascurare i suoi problemi finanziari e demoni personali.
Di origine serba, ma nato in un villaggio situato nella moderna Croazia quando ancora era parte dell’impero austro-ungarico, Tesla si trasferì negli Stati Uniti nel 1884 e fu in seguito naturalizzato americano. In poco tempo divenne uno dei più importanti pionieri della moderna industria elettrica e della comunicazione wireless.
Nikola sarà prodotto da Daria Jovicic, che insieme a Tucker ha prodotto La ragazza con l’orecchino di perlaSenza apparente motivo e Le due vie del destino. Le riprese dovrebbero partire in autunno.

LA PAROLA AI PRODUTTORI

“Nikola Tesla è stato una delle menti più influenti e importanti all’alba del Ventesimo Secolo”, ha detto Tucker. “In molti sensi ha creato il nostro mondo moderno, con le sue auto elettriche, la connettività istantanea attraverso internet e la comunicazione globale. Era anche un essere umano profondamente complesso e straordinario. Tomasz è un attore raffinato, e quando ho visto la sua straordinaria performance in Cold War non ho più avuto dubbi su chi avrebbe dovuto interpretare Tesla”.
“Siamo oltremodo felici di avere Tomasz a bordo”, aggiunge Daria Jovicic. “È l’attore perfetto per il ruolo e siamo felici di poter lavorare insieme per portare in vita la fantastica sceneggiatura di Anand”.

NIKOLA TESLA AL CINEMA

Tesla è apparso già svariate volte al cinema. Lo ricordiamo interpretato da David Bowie in The Prestige di Christopher Nolan. Lo rivedremo, con il volto di Nicholas Hoult, in Edison – L’uomo che illuminò il mondo (dal 18 luglio in Italia). E infine, Ethan Hawke lo interpreterà nel biopic Tesla di Michael Almereyda.

sabato 3 agosto 2019

Ciak a Latina per il film sullo scienziato Nikola Tesla


È stata scelta Latina per le riprese di “Nikola Tesla. The Man From The future”, per la regia di Alessandro Parrello, che firma anche la sceneggiatura.
Definito “l’uomo che inventò il XX secolo”, Nikola Tesla vanta circa 300 brevetti tra cui l’invenzione della corrente alternata in uso ancora oggi.
Il set è stato allestito negli Studi della Latina Film Commission dove è stata ricreata una delle sale della Columbia University e lo studio di Edison, per poi trasferirsi a New York nella fase finale.
Il cast internazionale vede Alessandro Parrello nei panni di Tesla, Sean Buchanan come Thomas Alva Edison e Ross McCall che interpreta il ruolo di George Westinghouse, uno dei più grandi estimatori delle invenzioni di Tesla.
Il film sarà un progetto crossmediale girato in realtà virtuale 3D e in soggettiva – in parallelo con le riprese cinematografiche in 2D per il grande schermo – che permetterà allo spettatore di calarsi completamente nei panni del protagonista.
Questo primo mini film è uno dei 5 episodi di un lungometraggio dedicato a Nikola Tesla e alla scienza, che sarà presentato prossimamente nei festival italiani e internazionali.
“Sono un grande appassionato di scienza e tecnologia, raccontare il genio di Tesla è un sogno che diventa realtà, e abbiamo già riscosso un forte interesse da vari broadcast nazionali e internazionali. Per la prima volta avremo in scena anche una vera bobina di Tesla funzionante che ci regalerà effetti unici”, dichiara il regista.
“Nikola Tesla. The Man From The Future” è prodotto da West 46th Films in coproduzione con Casting The Bridge LTD, con il sostegno di Latina Film Commissione di Nuovo Imaie.