martedì 4 agosto 2020

Coronavirus, alta mortalità in Lombardia? Un falso mito, lo dice uno studio


Ponderando la mortalità della regione Lombardia con l'età dei pazienti, l'indice di decessi non è superiore alla media degli altri Paesi europei colpiti dal Covid-19. Lo rivela uno studio del San Raffaele di Milano.
La mortalità per Covid-19 in Lombardia, durante la fase acuta dell'epidemia non solo non è superiore  al resto d'Europa, ma è inferiore rispetto ad altre aeree colpite dal Sars-Cov-2. E' quanto emerge dalla ricerca effettuata da un team di scienziati dell'università Vita-Salute San Raffaele, tenendo conto di alcuni parametri come la densità, il pendolarismo e l'età media dei contagiati. 
Lo studio, realizzato nell'ambito del progetto europeo Horizon 2020 e pubblicato sulla rivista scientifica 'Acta Biomedica', prende in considerazione la diffusione dell'epidemia COVID-19 in 6 regioni metropolitane con caratteristiche demografiche simili, quali: 
  • l'area metropolitana di New York,
  • la regione dell'Île-de-France,
  • la contea di Londra,
  • Bruxelles-Capitale,
  • la Comunidad di Madrid,
  • la regione Lombardia.
La presenza di anziani in nord Italia, doppia rispetto alle altre regioni d'Europa, sarebbe la ragione dell'alta mortalità in Lombardia. Standardizzando il numero di decessi per età il valore registrato nella regione rientra nella norma europea.
"In Lombardia gli over 70 sono il 17%, contro il 6,9% in Catalogna, il 7,9% di Londra e il 9,5% della regione di Bruxelles-Capital", scrivono gli autori della ricerca, secondo cui la maggiore letalità nelle fasce d'età oltre i 70 anni spiega il dato lombardo in valore assoluto.
A 30 giorni dall'inizio dell'epidemia, più alti tassi di mortalità sono stati registrati a New York (81,2 x 100.000) e Madrid (77,1 x 100.000). Il tasso di mortalità in Lombardia è inferiore alla media (41,4 per 100.000). Inoltre il caso lombardo è l'unico in cui la capitale della regione, Milano, non sia stata pesantemente colpita dall'ondata epidemica.
Lo studio si sofferma sulla situazione interna in Italia, mostrando come la mortalità lombarda per Covid-19  sia cresciuta più che nelle altre regioni e sia decresciuta più lentamente rispetto agli altri ambiti metropolitani. Un fenomeno simile a quanto si è verificato a Stoccolma. Tali dati, dicono gli autori, richiedono un ulteriore approfondimento, per comprendere il ruolo dei focolai nelle Rsa.
it.sputniknews.com

lunedì 3 agosto 2020

Gruppo Marcucci / Dal Sangue Infetto Al Plasma Iperimmune, Storia Di Una Dinasty


I Signori del Sangue”, ossia i fratelli Andrea, Paolo Marilina Marcucci, oggi proprietari del colosso per la lavorazione e distribuzione di emoderivati, Kedrion, cercano in tutti i modi di colpire la libertà d’informazione, di seppellire quel poco che resta del giornalismo controcorrente, d’inchiesta, teso a svelare le connection fra politica & affari.
Soprattutto se giocati sulla pelle dei cittadini e speculando sulla salute di tutti.

Da sinistra Paolo e Andrea Marcucci
Tanto più grave, il fresco attacco al giornalismo investigativo della Voce, in un momento drammatico come questo, ed il Paese alle prese con la tragedia del Covid 19 ed una crisi economica senza confronti.
Un momento in cui, ad esempio, c’è da affrontare la questione di terapie & cure per fronteggiare il coronavirus. E una delle strade da battere, secondo parecchi scienziati, è quella del “plasma iperimmune”.
Una terapia – come hanno fanno sapere i ricercatori – ben poco costosa, con una sacca di plasma iperimmune da appena 80 euro.



IL NUOVO BUSINESS DEL PLASMA IPERMMUNE
Ma c’è chi vuole fare affari anche con il plasma iperimmune, “industrializzandolo”, facendone salire il costo e quindi il prezzo a livello esponenziale. Un business sulla pelle della gente, dei pazienti: tanto più insopportabile, quindi.
Chi è che cerca di rendere il plasma iperimmune un gigantesco business da miliardi?
Il colosso Kedrion dei fratelli Marcucci.
E’ risultato evidente, quasi una sceneggiata tutta in famiglia, nel corso dell’audizione che si è tenuta circa un mese fa a palazzo Madama. Quando uno dei padroni di casa, il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, ha fatto partecipare il pur non invitato fratello, Paolo Marcucci, amministratore delegato di Kedrion, alla strategica audizione. Nel corso della quale il timoniere della corazzata sul fronte degli emoderivati ha potuto illustrare ampiamente il “progetto” di famiglia, con tanto di “conto lavorazione” per il plasma iperimmune da presentare agli italiani.
Attenzione: gli italiani finiranno per non pagarlo “direttamente”, quel plasma dorato, ma indirettamente sì! Dal momento che a sganciare i danari che potranno affluire nelle casse dei Marcucci sarà lo Stato, quindi gli stessi cittadini. Cornuti e mazziati!

Uno stabilimento Kedrion
Una vicenda che più vergognosa non si può, illustrata per filo e per segno da un Paolo Marcucci ricevuto in pompa magna a palazzo Madama: una faccia che più di bronzo non si può.
Della vicenda si è parlato poco sui media. Un articolo de il Fatto e, per fortuna, un paio di puntate delle “Iene” che hanno ben delineato i contorni della farsa sulla pelle – e sul sangue, visto che parliamo di plasma – degli ignari cittadini, come è stato documentato nelle numerose interviste ai donatori guariti dal coronavirus.

Nel poker di articoli querelati ce n’è uno proprio sul plasma iperimmune.
I Marcucci si sono sentiti “oltraggiati”, lesi nelle loro maestà quasi di origine quasi divina, dall’aver rammentato ai lettori, negli altri articoli e inchieste querelate, le importazioni di sangue che la Voce denunciò la bellezza di 43 anni fa, sulle colonne dell’antica “Voce della Campania” diretta da Michele Santoro.
Quando in un reportage del 1977 facevamo, appunto, riferimento ai centri di raccolta del sangue impiantati in Congo Belga non da Kedrion (che è stato costituita nel 2000) ma dalle precedenti sigle di casa Marcucci (Sclavo, Biagini, Farmabiagini etc.) guidate da padre-patriarca Guelfo Marcucci. In basso potete leggere quell’inchiesta del 1977.
Circostanze ribadite nel volume “Sua Sanità”, uscito nel 1993 e dedicato alle acrobatiche imprese dell’ex ministro Francesco De Lorenzo, ottimo amico di Guelfo e di Andrea Marcucci, candidato per il Pli alle elezioni del 1992.

LE CONFUSIONI “AD ARTE” E I “NUMERI”
Nella loro querela i legali dei rampolli di casa Marcucci creano più volte “ad arte” una confusione continua tra Kedrion e le vecchie società. Tanto per seminare fumo e sperare che le responsabilità – facendo di tutta erba un fascio – non saltino mai fuori.
Come è successo per il processo del “sangue infetto”, durato esattamente tre anni davanti alla sesta sezione penale del tribunale di Napoli e conclusosi con un clamoroso “il fatto non sussiste”. Ossia nessuna responsabilità per dirigenti e funzionari delle vecchie sigle di casa Marcucci e per il Re Mida della Sanità, Duilio Poggiolini, che invece venne condannato, con l’amico e sodale Francesco De LorenzoSua Sanità, nella altrettanto clamorosa “Farmatruffa”.

Nei nostri articoli – anche in quelli appena querelati – non abbiamo mai tirato in ballo Kedrion per la “sangue infetto story”; ma sempre le antiche aziende di casa. Né mai gli stessi rampolli, per evidenti motivi anagrafici.

Duilio Poggiolini e Francesco De Lorenzo
E altra confusione ad arte, seminano i legali Carlo Cacciapuoti e Carla Manduchi, sul fronte dei numeri, delle cifre. La Voce ha sempre distinto tra il processo per il sangue infetto, che ha visto la presenza in aula di appena 9 parti civili (poi ridottesi a 8 per la morte di una nel corso del processo); e la “strage del sangue infetto”, popolata da oltre 5 mila “anime morte”, una gran parte delle quali non avrà mai uno straccio di giustizia né il becco di un risarcimento (per i familiari).
Per questo la Voce, da oltre trent’anni, sta lottando per far sì che uno spiraglio di giustizia torni a poter far capolino in un buio senza fine. E soprattutto di “memoria”, per quanto può contribuire a fare, con i pochissimi mezzi a disposizione ma una passione civile senza confini, un mensile cartaceo prima (la Voce della Campania-la Voce delle Voci) e un sito di contro-informazione come il nostro oggi.
Eppure, secondo i Marcucci, le nostre sono “sedicenti inchieste”, “eresie”, articoli “senza professionalità” e senza neanche “una redazione”; noi siamo animati solo da un “odio biblico” nei confronti dei divini nocchieri di Kedrion! Tanto per cercare di delegittimarci, di gettar fango su coloro i quali invece – carte e documenti alla mano, verbali e pezze d’appoggio – dettagliano i loro affari nell’arco dei decenni.
Ed anche negli ultimi mesi, come testimonia la querela calda come una sfogliatella. In cui, però, non compare uno degli articoli più “forti” scritti nelle ultime settimane, peraltro oggetto di una risentita lettera inviata, per conto dei Marcucci, dall’avvocato Manduchi.
Al centro dell’affaire, stavolta, i rapporti “scientifici” fra Kedrion e un grosso centro di ricerca localizzato a Wuhan, in Cina.

LA “COLLABORAZIONE” TRA KEDRION E IL CENTRO DI WUHAN
Apriti cielo! All’indomani dell’uscita dell’articolo sul sito della Voce ci arriva l’infuocata email di Manduchi, proprio come mesi prima ci era arrivata la missiva al vetriolo di Cacciapuoti per l’articolo “Teflon & emoderivati”.

Manduchi contesta l’accostamento tra Kedrion e il centro di Wuhan: come se noi avessimo accusato i Marcucci di aver causato la pandemia!!

Il tribunale di Napoli
Abbiamo replicato, a stretto giro (pubblicando sulla Voce, come già in precedenza, la lettera del legale dei Marcucci e la nostra risposta) che era stato addirittura Paolo Marcucci a rilasciare, qualche giorno prima, un’intervista al Corriere della Sera in cui pomposamente ragguagliava gli italiani sui prestigi internazionali di Kedrion e gonfiava il petto proprio a proposito della collaborazione con il centro di Wuhan!
Noi, quindi, accusati di aver semplicemente riportato le frasi del comandante maximo di Kedrion!
Ai confini della realtà.
Ma attenzione. Sia l’inchiesta su Kedrion-Wuhan (non querelata, strano ma vero) che i quattro articoli invece querelati, sono sparito letteralmente dal nostro sito. Volatilizzati, come abbiamo spiegato nell’inchiesta del 6 luglio.
Lo abbiamo denunciato al comando di polizia di Napoli-Pianura, lo abbiamo dettagliato anche nella memoria che abbiamo inviato il 7 luglio al pubblico ministero della procura di Napoli, Maria De Mauro, incaricata di svolgere indagini in merito alla querela presentata dai Marcucci contro la Voce e il suo direttore responsabile, nonché autore delle inchieste, Andrea Cinquegrani.
A breve vi ragguaglieremo sugli sviluppi.

L’INCHIESTA DELLA VOCE DI GENNAIO 1977










domenica 2 agosto 2020

Istat/ISS: cause di morte da Covid-19


Mi permetto di estrapolare l’interessantissimo ma corposo documento del prof. Marco Mamone Capria dedicato al recente rapporto congiunto Istat-ISS dal titolo: “Impatto nell'epidemia COVID-19 sulla mortalità: cause di morte nei deceduti positivi a SARS-Cov-2”.
Il prof Mamone Capria è un epistemologo e docente di matematica all’Università di Perugia, quindi va detto per inciso che non è un medico, e appunto la sua disamina prende in considerazione esclusivamente i dati pubblicati.
La prima osservazione fatta riguarda l’incoerenza tra i dati dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) e quelli dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità). Paradossalmente i due enti spesso non vanno proprio d’accordo.
Un esempio per tutti: la mortalità dell’influenza. Secondo l’Istat i decessi sarebbero centinaia, mentre per l’ISS sarebbero svariate migliaia.
Com’è possibile una simile discrepanza?
Ecco la tabella ricavata dai dati Istat


Mentre questa è dell’ISS


Prendiamo la stagione influenzale 2014-15 come esempio, sapendo che la maggior parte delle morti per influenza avviene durante i primi quattro mesi del 2015.
Per l’ISS il numero dei decessi attribuiti all’influenza è 20.259, mentre per l’Istat solo 675: un numero 30 volte inferiore! Differenza questa che non aiuta molto la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni pubbliche.
Il punto da sottolineare è che l’ISS attribuisce molte più morti dell’Istat.
La cosa diventa assai interessante quando si entra nel terreno del COVID-19, perché il virus è riuscito a fare miracoli sotto vari punti di vista, e in questo caso è riuscito a riunire le due entità.
Incredibilmente hanno cominciato a produrre rapporti congiunti e questo fa ovviamente nascere alcune domande...
Come avranno fatto per esempio a mettersi d’accordo sui decessi, usando due metodologie che finora hanno portato a risultati così divergenti? E soprattutto quali risultati sono stati ottenuti da questo connubio?
I risultati ce li hanno sbattuti in faccia fin da subito: 9 persone su 10 sarebbero, secondo il rapporto congiunto, morte SOLO per il virus!
Ecco la conclusione del Rapporto: «COVID-19 è la causa direttamente responsabile della morte nell’89% dei decessi di persone positive al test SARS-CoV-2, mentre per il restante 11% le cause di decesso sono le malattie cardiovascolari (4,6%), i tumori (2,4%), le malattie del sistema respiratorio (1%), il diabete (0,6%), le demenze e le malattie dell’apparato digerente (rispettivamente 0,6% e 0,5%)».
Inoltre il «COVID-19 è una malattia che può rivelarsi fatale anche in assenza di concause. Non ci sono infatti concause di morte preesistenti a COVID-19 nel 28,2% dei decessi analizzati»
Qualcuno sta forse giocando con i numeri?
Dico questo perché stando al rapporto dal titolo “Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2 in Italia - Aggiornamento del 9 luglio 2020” dell’ISS (basato su 3.857 cartelle cliniche) “la percentuale di deceduti SENZA altre patologie è il 4%”.
Com’è possibile che per l’ISS/Istat la percentuale di decessi senza altre patologie è del 28,2% mentre per l’ISS è solo del 4%? Stiamo parlando di un aumento del 700%?
Ecco di seguito le due tabelle messe vicine per meglio vedere le differenze.


Le percentuali in cui una malattia compare come “patologia preesistente” e, rispettivamente, come “concausa” di morte, mostrano vistose differenze.
Come mai il diabete per esempio passa dal 30% al 16%, riducendosi di metà; oppure l’ipertensione dal 66% al 21%, con una riduzione di ben tre volte?
Quali sono i dati corretti o che più si avvicinano alla realtà?
L’affermazione che il 28,2% dei decessi di pazienti con tampone positivo non avessero concause importanti risulta quindi estremamente dubbia, e di sicuro non adeguatamente argomentata.
Conclusione
La conclusione è abbastanza scontata: il Covid-19 ha fatto letteralmente sparire moltissime cause di morte “tradizionali”, ha eclissato le morti per il complesso delle similinfluenze, ha fatto sparire le infezioni ospedaliere, i morti per inquinamento e dulcis in fundo ha magicamente eclissato tutti gli errori medici (le cause iatrogene causano circa 45.000 morti all’anno)…
Chi può infatti arrogarsi il diritto di stabilire con certezza assoluta che una persona anziana, magari obesa con diabete mellito e una cardiopatia ischemica grave, risultando positiva al tampone è morta sicuramente SOLO per Covid-19? Questa persona avrebbe superato l’inverno indenne se non fosse stata infettata da SARS-CoV-2 o da un altro delle centinaia di virus similinfluenzali circolanti?
Nessuno sano di mente può stabilire una simile correlazione, a parte ovviamente la “medicina basata sulle evidenze”. Dove per “evidenze” s’intende il diktat del regime: TUTTI I DECESSI SONO COVID-19!
Alla fine era abbastanza scontato che il “matrimonio” forzato e probabilmente imposto dall’alto, tra Istituto Superiore di Sanità e Istat avrebbe difeso a oltranza e a spada tratta tutta la linea governativa, infischiandosene impunemente di tutte le migliaia di persone decedute e dei rispettivi parenti.
Marcello Pamio

disinformazione.it

sabato 1 agosto 2020

Chi è Bill Gates



Non c'è dubbio che Bill Gates abbia indossato molti abiti durante il suo straordinario viaggio, dalla sua vita in tenera età come figlio privilegiato di una coppia di potere nell'area di Seattle, al suo attuale status di una delle persone più ricche e influenti del pianeta. Ma, come abbiamo visto nella nostra esplorazione dell'ascesa di Gates come zar della salute globale non eletto e sostenitore del controllo della popolazione, la questione di chi sia realmente Bill Gates non è una mera ricerca filosofica. Oggi tenteremo di rispondere a questa domanda mentre esaminiamo i motivi, l'ideologia e le connessioni di quest'uomo che è stato così determinante nel plasmare il mondo post-coronavirus.
https://www.youtube.com/watch?v=DSvhPnUgyz8

Prima parte
Come Bill Gates ha monopolizzato la salute globale
https://www.youtube.com/watch?v=wQSYdAX_9JY

Seconda parte
Il piano di Bill Gates per vaccinare il mondo
https://www.youtube.com/watch?v=o7A_cMpKm6w

Terza parte
Bill Gates e il sistema di controllo della popolazione
https://www.youtube.com/watch?v=igx86PoU7v8&t=2s

TRANSCRIPT AND SOURCES: https://www.corbettreport.com/gates