PARTE 7 DI 10: L'EREDITÀ AMERICANA – Nikola Tesla, John G. Trump e il Silenzio di Donald
Se le prove forensi ci dicono come sono crollate le torri (armi a energia diretta), la storia ci suggerisce chi potrebbe aver avuto accesso a questa tecnologia decenni prima che diventasse pubblica. Le radici dell'11 settembre affondano in un segreto custodito per oltre 60 anni: i documenti di Nikola Tesla e il ruolo della famiglia Trump.
La Morte di Tesla e il Sequestro dell'FBI (1943)
Quando Nikola Tesla, il genio serbo-americano padre della corrente alternata e visionario dell'energia libera, morì solo il 7 gennaio 1943 nella stanza 3327 del New Yorker Hotel a New York, il governo degli Stati Uniti agì con velocità sospetta. Meno di 24 ore dopo la sua morte, l'FBI (tramite l'Office of Alien Property) sequestrò tutti i suoi beni, appunti, progetti e prototipi.
Tra questi documenti c'erano i progetti del famoso "Raggio della Morte" (Teleforce), un'arma teorica capace di proiettare fasci di particelle ad alta energia in grado di abbattere aerei a centinaia di chilometri di distanza e, potenzialmente, di disgregare la materia. C'erano anche studi sulla trasmissione di energia senza fili e su tecnologie di "energia libera" che avrebbero potuto rivoluzionare (o distruggere) l'economia mondiale basata sul petrolio.
Il Ruolo di John G. Trump: Lo Zio Ingegnere
L'incarico di analizzare questo immenso e pericoloso archivio fu affidato a un uomo di fiducia: il Dr. John G. Trump, professore di ingegneria elettrica al MIT (Massachusetts Institute of Technology) e esperto di radar e alta tensione.
John G. Trump non era un tecnico qualsiasi. Era lo zio paterno di Donald Trump.
Il rapporto ufficiale redatto da John G. Trump affermava che i documenti di Tesla non contenevano nulla di pericoloso o realizzabile, definendoli le "fantasie di un vecchio eccentrico". Di conseguenza, la maggior parte del materiale fu classificata, dispersa o restituita parzialmente alla famiglia, mentre i progetti più sensibili scomparvero nei caveau dei servizi segreti o nei laboratori militari segreti (come la futura Area 51).
Ma è davvero possibile che un genio della fisica come John G. Trump non abbia riconosciuto il valore rivoluzionario delle invenzioni di Tesla? O il suo rapporto fu una menzogna necessaria per proteggere (e nascondere) la tecnologia più potente mai concepita?
Donald Trump e l'11 Settembre: La Dichiarazione Dimenticata
Qui la storia diventa inquietante e si collega direttamente all'11 settembre 2001. Donald Trump, nipote di colui che ebbe in mano i segreti di Tesla, era un magnate immobiliare a New York il giorno dell'attacco.
In un'intervista televisiva andata in onda il giorno stesso (11 settembre 2001) su WNYW Fox 5, Trump fece una dichiarazione sorprendente, subito dimenticata dai media mainstream:
"Ho parlato con alcuni dei miei ingegneri, persone con cui lavoro quotidianamente, e dicono che è impossibile per un aereo di linea abbattere quelle torri con quel tipo di impatto. Nei prossimi giorni avremo notizie più precise dalle analisi strutturali."
Trump, basandosi sul parere dei suoi esperti, aveva intuito immediatamente l'anomalia: le torri non erano crollate per l'impatto degli aerei. Ma nei giorni e nelle settimane successive, non tornò mai sull'argomento. Il silenzio calò immediatamente. Nessuna analisi fu mai pubblicata.
Il Ricatto o l'Ascesa?
Perché questo silenzio improvviso? Ci sono due ipotesi principali nella nostra indagine:
1. La Consapevolezza e il Ricatto: I suoi ingegneri potrebbero avergli confermato non solo l'impossibilità del crollo per gravità, ma forse avevano intravisto la firma di una tecnologia energetica (simile a quella di Tesla) nella polvere o nei detriti. Trump, venuto a conoscenza di questa verità esplosiva, potrebbe essere stato "avvicinato" da poteri occulti o servizi segreti. Il messaggio implicito: "Taci su quello che sai. Questa informazione è la tua moneta di scambio per il futuro."
2. L'Eredità del Segreto: Essendo nipote di John G. Trump, Donald potrebbe essere stato a conoscenza, almeno in parte, dell'eredità tecnologica di famiglia. Sapere che suo zio aveva custodito i segreti di Tesla potrebbe avergli dato un'intuizione privilegiata su cosa fosse realmente accaduto. Il suo silenzio non fu paura, ma complicità strategica.
Dalle Frecciatine alla Presidenza
Durante le campagne elettorali del 2016 e del 2024, Trump ha lanciato diverse frecciatine ambigue sull'11 settembre, definendolo a volte una "messinscena" o accusando l'amministrazione Bush di aver ignorato gli avvertimenti. Ha usato un tono che suggeriva di saperne più di quanto dicesse.
Tuttavia, una volta diventato Presidente (2017-2021 e 2025-oggi), Trump ha partecipato alle celebrazioni in stile classico e istituzionale, deponendo corone e pronunciando discorsi patriottici, senza mai mettere in discussione la versione ufficiale. Anzi, nel 2026 (25° anniversario), ha scelto di commemorare al Pentagono evitando Ground Zero, alimentando i sospetti.
Da candidato poteva essere ambiguo; da Presidente è diventato il Custode del Segreto. La sua ascesa al potere potrebbe essere stata facilitata proprio dalla conoscenza esclusiva di ciò che accadde l'11 settembre e della tecnologia di Tesla custodita da suo zio.
Ma Tesla non era solo. Dall'altra parte dell'Atlantico, un altro genio italiano lavorava su concetti simili di disgregazione della materia. Domani parleremo di Ettore Majorana, del suo misterioso rifugio in Calabria e dell'imprenditore Rolando Pelizza.
Fonti:
- Sequestro documenti Tesla da parte dell'FBI: Wikipedia - Nikola Tesla
- John G. Trump e il rapporto su Tesla: Wikipedia - John George Trump
- Intervista di Donald Trump l'11 settembre 2001: Newsweek - What Did Donald Trump Say on 9/11?
- Dichiarazioni di Trump in campagna elettorale: Voltaire Network - Trump e l'11 settembre
- Il "Raggio della Morte" di Tesla: Wikipedia - Raggio della morte
Redatto con il supporto di EURIA AI
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