mercoledì 22 aprile 2026

Lo scisma che oppone il Pentagono al Vaticano di Thierry Meyssan

Immagine pubblicata da Donald Trump il 15 aprile 2026.

La metamorfosi degli Stati Uniti (I)

Lo scisma che oppone il Pentagono al Vaticano

Dall’esterno non ci rendiamo conto della metamorfosi degli Stati Uniti: in quattro mesi hanno cambiato ideologia politica (non sono più jacksoniani), dottrina militare (non applicano più la strategia Rumsfeld-Cebrowsky) e fede (non credono più nella pluralità delle religioni). Pubblichiamo un’analisi di questa trasformazione che ci costringe a rivedere completamente la percezione di questo Paese.

Il 9 gennaio 2026 papa Leone XIV ha fatto gli auguri di buon anno agli ambasciatori stranieri. Nell’occasione ha dichiarato: «Nel nostro tempo, preoccupa in modo particolare, sul piano internazionale, la debolezza del multilateralismo. A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi alleati. La guerra è tornata di moda e il fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la seconda guerra mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui [1]. Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile in sé “nel perseguimento di un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini” [2], ma la si ricerca mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio. Ciò compromette gravemente lo Stato di diritto, che è alla base di ogni pacifica convivenza civile.» [3].

Questo discorso non è piaciuto affatto al segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, che è un sionista cristiano, membro della Comunione delle Chiese Evangeliche Riformate (CREC), la setta del pastore Douglas Wilson. Dal 30 settembre 2025 Hegseth sta riformando il Pentagono estromettendo gli ufficiali nominati in base all’ideologia woke e alle regole di Diversità, Equità e Inclusione (DEI) [4]. Soprattutto ha messo in discussione il ruolo della “famiglia”, l’International Christian Leadership, all’interno dello stesso Pentagono. Questa associazione di cappellani militari di tutte le confessioni fu creata nel 1935 dal pastore metodista Abraham Vereide. Dopo la seconda guerra mondiale divenne la principale giustificazione della guerra fredda: la lotta delle forze armate degli Stati Uniti, difensori della fede, contro le armate comuniste atee. Fino all’anno scorso, tutti i capi di stato-maggiore ne hanno fatto parte, e moltissimi uomini politici statunitensi e alleati l’hanno frequentata [5]. Per 73 anni il pastore Billy Graham ne fu portavoce. In tale veste fu consigliere spirituale di dodici presidenti degli Stati Uniti, da Truman a Obama [6]. Il presidente del senato francese, Alain Poher, pregò in seno a questo gruppo.

Il 22 gennaio il segretario alla Guerra ha convocato il nunzio apostolico a Washington, il cardinale francese Christophe Pierre. In linea di principio solo i ministri degli Esteri possono convocare l’ambasciatore della Santa Sede. È stata un’eccezione. Il prelato non è stato ricevuto da Hegseth, ma dal suo vice, Elbridge Colby.

È risaputo che Hegseth è più interessato alla guerra culturale contro il movimento woke che alle questioni militari. Quanto a Colby, è responsabile della strategia delle forze armate statunitensi. È cattolico, nipote di William Colby, direttore della CIA durante il mandato Nixon e cavaliere del Sovrano Ordine di Malta. Colby svolse un ruolo centrale durante il primo mandato di Trump e all’epoca scrisse uno strano libro, The Strategy of Denial: American Defense in an Age of Great Power Conflict (La strategia della negazione: la difesa americana nell’èra dei conflitti tra grandi potenze) [7]. In questo saggio spiega come per essere liberi gli Stati Uniti debbano impedire a ogni altro Stato di diventare più potente di loro, e sviluppa una strategia per fermare la crescita della Cina, non solo facendole guerra direttamente, ma facendo guerra anche ai suoi fornitori di energia e di materie prime.

Colby ha spiegato a Sua Eminenza monsignor Christophe Pierre che la Santa Sede dovrebbe sapere da tempo che gli Stati Uniti sono i suoi migliori alleati e che il papa dovrebbe essere più «leale» (sic). Il tono della discussione si è inasprito e Colby ha ricordato al prelato che, quando un papa entrò in conflitto con un re di Francia, quest’ultimo fece eleggere un secondo papa. Dal 1378 al 1417 ci furono due papi, quello del Vaticano e quello di Avignone, che si scomunicarono reciprocamente nel quadro del Grande Scisma d’Occidente. Similmente, all’epoca in cui le Chiese protestanti erano maggioritarie negli Stati Uniti, suo nonno, William Colby, lanciò con il pastore Billy Graham il Congresso Internazionale sull’Evangelizzazione mondiale, in antagonismo con il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) che si era pronunciato contro la guerra del Vietnam. Alla fine dell’incontro, Elbridge Colby, con un gesto di sfida, ha evocato lo scisma posando una pistola sul tavolo.

La scena è stata raccontata la prima volta da The Free Press [8] e poi ripresa in diversi modi da più organi di stampa. La versione che vi ho dato è quella che mi ha descritto un collaboratore e amico che ha svolto un ruolo in Vaticano. Il 9 aprile, in occasione dell’insediamento del nuovo nunzio apostolico a Washington, Sua Eccellenza monsignor Gabriele Caccia, il portavoce della Santa Sede, il britannico Matteo Bruni, ha confermato che l’incontro è effettivamente avvenuto, ma non ha voluto parlare di come si è svolto. Si è limitato a dichiarare che le notizie riferite dai media erano «assolutamente false». L’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Brian Birch, ha categoricamente smentito la ricostruzione degli eventi di The Free Press.

È un fatto che il Santo Padre ha annullato il previsto viaggio negli Stati Uniti.

Con il progressivo peggioramento della situazione, il 17 febbraio 2026 il segretario alla Guerra ha invitato il pastore Douglas Wilson al Pentagono per la funzione di preghiera [9]. Nel corso di un sermone di un quarto d’ora, il pastore “paleo-confederato” ha pregato per «il risveglio del cigno nero», ossia per un grande risveglio del cristianesimo negli Stati Uniti. «Dio può fare ciò che vuole e, come dovremmo ormai sapere, ciò che ama fare è prendere la materia più improbabile per farne qualcosa di glorioso. Prendete come possibile esempio una seduta di preghiera al Pentagono. Sono successe cose ben strane.»

Nei giorni successivi le porte del Pentagono sono state chiuse alla “famiglia”, compresa la Chiesa cattolica. Solo i pastori della Comunione delle Chiese Evangeliche Riformate (CREC), la chiesa cristiana sionista di Hegseth, ora sono autorizzati ad accedervi per il servizio di culto mensile delle Forze Armate. Alla funzione mensile del 18 marzo 2026, ha pronunciato l’omelia il segretario alla Guerra, Hegseth, in persona. Ha pregato affinché le truppe statunitensi infliggano «un’azione di schiacciante violenza contro coloro che non meritano alcuna misericordia… Lo chiediamo con audace fiducia nel nome dell’onnipotente Gesù Cristo» [10]. Più tardi il Dipartimento alla Guerra ha annunciato che le religioni ammesse nelle Forze Armate sarebbero state ridotte da 200 a 31; inoltre i cappellani militari non avrebbero più portato il grado sull’uniforme, ma indossato distintivi religiosi [11]. Sembra che il segretario alla Guerra voglia da un lato incentrare l’opera dei cappellani sulla diffusione della fede e non più sui problemi personali delle loro pecorelle [12]; dall’altro imporre progressivamente una concezione specifica della religione, in rottura con l’attuale pluralismo [13]..

L’addetta stampa del Pentagono ha commentato: «I servizi di preghiera del Segretario migliorano senza dubbio il morale di coloro che scelgono di parteciparvi, inoltre sono protetti dalla Costituzione. Non è previsto alcun privilegio o punizione speciali conseguenti alla scelta di partecipare o meno a queste funzioni di preghiera». Tuttavia numerosi ufficiali in pensione hanno iniziato a prendere posizione contro la riforma in corso. Ritengono non accettabile che il Pentagono sia succube di una chiesa particolare e ancor meno della setta del pastore Douglas Wilson.

Wilson, il “guru” del segretario alla Guerra, è innanzitutto il leader del “patriarcato biblico”; si è infatti pronunciato contro la partecipazione delle donne alla gestione della sua Chiesa e afferma che la schiavitù delle donne è giustificata dalle Scritture. È un “ricostruzionista”: crede che Cristo tornerà solo quando la società rispetterà alcune leggi dell’Antico Testamento, tra cui la pena di morte per omicidio, idolatria, omosessualità, adulterio, stregoneria e bestemmia. In quanto “nazionalista cristiano” predica «una fusione dell’identità cristiana e del conservatorismo culturale con l’appartenenza civica agli Stati Uniti». Infine, in nome della “teologia dell’Alleanza”, è convinto che Cristo non sia venuto per abolire la legge di Mosé, ma per sovrapporvi il suo messaggio d’amore; per questa ragione considera il sostegno allo Stato di Israele un dovere religioso [14].

Il veleno della strumentalizzazione politica della religione si sta diffondendo. Il 12 aprile, la trasmissione 60 minutes (CBS) ha mandato in onda un servizio in cui tre cardinali statunitensi si sono schierati con le dichiarazioni di papa Leone XIV contro la guerra in Iran e la politica anti-immigrazione del presidente Trump. La mattina successiva Trump ha risposto su Truth con una dichiarazione di guerra: «Papa Leone XIV è debole sulla criminalità e pessimo in politica estera. Parla di “paura” dell’amministrazione Trump, ma non menziona la PAURA che la Chiesa Cattolica e ogni altra organizzazione cristiana hanno avuto durante il COVID, quando si arrestavano preti, ministri di culto e fedeli per aver celebrato funzioni religiose, anche quando uscivano e stavano a dieci o addirittura venti piedi di distanza [circa 2,5 metri]. Preferisco di gran lunga suo fratello Louis a lui, perché Louis è MAGA. Lui l’ha capito, Leone no! Non voglio un papa che pensi che sia OK che l’Iran abbia l’arma nucleare. Non voglio un papa che pensa che è terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che mandava enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, peggio, svuota le sue prigioni, compresi assassini, trafficanti di droga e killer riversandoli nel nostro Paese. E non voglio un papa che critica il presidente degli Stati Uniti perché sta facendo esattamente ciò per cui è stato eletto. DI FRONTE A UN COLLASSO, ho raggiunto cifre record nella lotta alla criminalità e creato il più grande mercato azionario della Storia. Leone dovrebbe essermi riconoscente perché, come tutti sanno, la sua elezione è stata sorprendente e scioccante. Non era su alcuna lista per diventare papa, e la Chiesa l’ha messo lì solo perché è statunitense e pensava che sarebbe stato il modo migliore per trattare con il presidente Donald J. Trump. Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano. Purtroppo Leone è debole nei confronti della criminalità, debole sulle armi nucleari, non si schiera dalla mia parte, e certo non lo fa quando incontra i simpatizzanti di Obama, come David Axelrod, un PERDENTE di sinistra, uno di quelli che volevano che padroni e chierici fossero arrestati. Leone dovrebbe comportarsi da papa, usare il buon senso, smettere di rispondere alla sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande papa». [15]

Trump pubblica anche un’immagine sintetica realizzata da Nick Adams, presidente della Foundation for Liberty and American Greatness (Fondazione per la libertà e la grandezza dell’America). Vi è raffigurato Trump nei panni di Gesù mentre guarisce un malato, sotto gli occhi estasiati dei fedeli e la protezione dei soldati e degli angeli. Era il giorno della Pasqua ortodossa.

Il 15 aprile, la terza funzione religiosa del nuovo sistema è stata trasmessa su YouTube. Il segretario alla Guerra ha accennato all’operazione di salvataggio di un pilota abbattuto in Iran. In realtà si trattava di un’operazione per impadronirsi delle scorte di uranio arricchito. Il pilota non è stato salvato. È ancora prigioniero dei Guardiani della Rivoluzione. Non ha importanza. Hegseth ha citato una preghiera della Squadra Sandy 1 dell’unità di ricerca e di soccorso in combattimento. Ha dichiarato, riferendosi al libro di Ezechiele: «Il cammino dell’uomo giusto è ostacolato da ogni parte dalle ingiustizie degli egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Beato colui che, in nome della carità e della buona volontà, guida i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è davvero il custode del proprio fratello e colui che ritrova i figli smarriti. E abbatterò su di te grande vendetta e furiosa ira su coloro che tenteranno di catturare e distruggere mio fratello. E tu saprai che il mio nome è il Signore quando scatenerò su di te la mia vendetta». Ahimé! La citazione non è tratta dalla Bibbia, ma dalla sceneggiatura del film Pulp Fiction.

Poi il segretario alla Guerra ha dato la parola al pastore Zack Randles, che ogni anno predica alla Camera dei Rappresentanti [16].

Poche ore dopo, Leone XIV ha pubblicato su X: «Guai a coloro che manipolano le religioni e il nome stesso di Dio per i propri fini militari, economici e politici, trascinando ciò che è sacro nell’oscurità e nel lerciume». [17]

Alla fine l’associazione Americans United for Separation of Church and State ha presentato una denuncia contro il Dipartimento della Difesa [18]. Secondo l’associazione per la pluralità religiosa, ciò che sta accadendo al Dipartimento della Guerra sta dilagando a macchia d’olio: preghiere identiche vengono segnalate al Dipartimento del Lavoro con protagonista la segretaria Lori Chavez-DeRemer.

Il Kulturkampf è appena iniziato. La lotta per la civiltà era una politica del cancelliere Otto von Bismarck per spezzare i legami tra l’Impero tedesco e la Chiesa cattolica. Adesso si tratta di una rottura tra gli Stati Uniti e la Santa Sede, nel momento in cui, per effetto dell’immigrazione messicana, la popolazione del Paese è ormai per il 40% cattolica [19]. È anche il contraccolpo del sostegno di papa Francesco al presidente Democratico Joe Biden [20].

(Segue…)

 
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Traduzione
Rachele Marmetti

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