L'Opinione di Miriam Gualandi Avete presente il termine: "Harakiri"? Viene dal giapponese ed indica l'antica pratica del suicidio rituale, eseguita da samurai e nobili per espiare colpe, manifestare protesta oppure evitare la cattura. Rappresenta l'atto supremo d'onore e significa letteralmente "squarcio del ventre". Nel linguaggio comune, quando usiamo questo termine l'onore c'entra ben poco e anzi, indichiamo qualcuno che piuttosto stupidamente decide di percorrere una strada fallimentare e non cambia idea neanche di fronte all'evidenza. Un po' come gli Stati Europei, che continuano a dar credito a Ursula von Der Leyen preferendo il GNL americano al gas russo. Un po' come la politica estera italiana, che continua imperterrita a sostenere le azioni di Stati Uniti e Israele ovunque nel mondo, compreso l'Iran. Le spese le paghiamo noi cittadini, sempre e comunque. A quelle per l'energia forse ci siamo abituati, ora facciamo i conti con il distributore di benzina. Meloni prova mettere una toppa, con il taglio temporaneo delle accise. Di fatto questo caro energia arriva in un momento un po' delicato per la politica interna: avrà fatto "harakiri" anche il Governo Meloni con il referendum sulla giustizia? Lo scopriremo lunedì! Intanto... Buona lettura! |
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"L'Iran voleva l'accordo", anche il Regno Unito sbugiarda Trump e Netanyahudi Michele Crudelini |
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Si stanno accumulando le prove che dimostrano come l'Iran abbia fatto di tutto, e anche di più, per arrivare ad un accordo diplomatico sul nucleare con gli Stati Uniti.
Il quotidiano britannico The Guardian ha infatti ricostruito i colloqui attraverso la voce di una fonte che si trovava nell'edificio della residenza dell'ambasciatore dell'Oman a Cologny, Ginevra, in veste di consulente.
La versione di Donald Trump e Benjamin Netanyahu è sempre stata quella della guerra inevitabile perché l'Iran rappresentava una minaccia concreta. In realtà la ricostruzione del The Guardian è differente. In particolare il consigliere per la sicurezza nazionale britannico Jonathan Powell aveva definito l'offerta messa sul piatto dalla Repubblica Islamica come sufficientemente significativa. Continua a leggere > |
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Referendum costituzionale 22 e 23 marzo: cose pratiche da sapere per arrivare al voto preparatidi Giuliana Radice |
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22 e 23 marzo, le date sono già ampiamente memorizzate e questa volta la questione astensione non funziona. Si vota per il referendum costituzionale sulla Giustizia e, a differenza delle consultazioni abrogative cui siamo abituati, il quorum non è obiettivo da raggiungere.
La riforma passa se i "Sì" superano i "No". Astenersi dal voto, almeno in questo caso, significa lasciare che siano altri a riscrivere la Carta. Se i voti favorevoli e quelli contrari fossero esattamente identici, la riforma sarà bocciata. Continua a leggere > |
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Clamoroso in Vaticano, cancellate condanne a Becciu e ai brokerdi Andrea Tomasi |
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Colpo di scena in Vaticano. Il più imponente processo penale celebrato dentro le mura è da rifare. La Corte d'Appello cancella le condanne inflitte nel 2023 per la gestione dei fondi della Segreteria di Stato e l'acquisto del palazzo di Sloane Avenue, a Londra.
Dibattimento annullato, sentenze di primo grado cancellate. Cade, per ora, la condanna a 5 anni e mezzo per il cardinale Angelo Becciu per peculato e truffa aggravata. Sospese le condanne per gli intermediari Mincione e Torzi, per la manager Cecilia Marogna e per il consulente finanziario Enrico Crasso. Si deve ripartire daccapo.
Ma cosa ha spinto i giudici a questa decisione? Il nodo è procedurale. La Corte accoglie in larga parte le eccezioni di nullità sollevate dalle difese fin dall'avvio dell'appello. Continua a leggere > |
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Europa a rischio? Ma von der Leyen insiste: no al gas russodi Andrea Murgia |
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Bruxelles non arretra. Nemmeno davanti allo spettro delle bollette che tornano a correre. La Commissione Europea blinda i confini energetici. Ursula von der Leyen non vuole abbattere il muro: "No al ritorno del gas russo". Sarebbe "un errore strategico", dice la presidente, che renderebbe l'Europa "più dipendente, vulnerabile e debole". Ma il prezzo potrebbe essere alto. L'attacco alle infrastrutture del Qatar rischia di togliere dal mercato una fetta vitale di gas liquido. La principale azienda energetica del Paese del Golfo ha già prospettato l'interruzione dei contratti. A farne le spese sarebbe soprattutto l'Italia: il Qatar è il primo fornitore di GNL. Continua a leggere > |
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L'Avana al collasso, partita dall'Italia la spedizione che si unirà alla Flotilla per cubadi Giulia Bertotto |
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È partita anche da Fiumicino la delegazione italiana che si unirà alla Flotilla diretta a Cuba. Il gruppo si aggiungerà nelle prossime ore alla flotta internazionale del Nuestra América Convoy to Cuba per la consegna coordinata di medicinali e beni essenziali. La spedizione umanitaria, ma soprattutto simbolica, della Flotilla che abbiamo imparato a conoscere con le missioni verso Gaza, trova anche stavolta a bordo politici, medici, personale sanitario, docenti e studenti, partiti per mandare un messaggio al mondo: gli Stati Uniti devono rompere l'assedio dell'isola. Continua a leggere > |
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Miriam Gualandi, giornalista, curatrice della rubrica. Vincenzo Pistillo, editor e grafica. |
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