L'altra Europa, gli "accordi segreti" e il caso Mattei: un'inchiesta tra mito e realtà
L'Unione Europea come esperimento esoterico pilotato da una "Struttura" millenaria? Il libro L'altra Europa di Paolo Rumor, Loris Bagnara e Giorgio Galli mescola fatti storici reali e interpretazioni cospirative. Un'inchiesta che incrocia archivi desecretati, perizie giudiziarie e storiografia — senza smentire il fascino della narrazione, ma senza confonderla con la storia.
Non c'è bisogno di credere alla "Struttura" occulta per restare colpiti da L'altra Europa. Il merito del libro non è "aver scoperto la cospirazione", ma aver dato una forma mitica a qualcosa di reale: un potere che si trasmette per cooptazione, per segreto, per gerarchia. È leggendo in parallelo il mito e i documenti — senza annullare l'uno nell'altro — che questa storia diventa davvero inquietante. L'Altra Europa.
1. La tesi del libro: una "Struttura" millenaria
Secondo L'altra Europa, l'integrazione europea non sarebbe nata spontaneamente dopo il 1945, ma sarebbe l'attuazione di un "Progetto" gestito da una Struttura occulta (o "Organizzazione"), attiva da secoli o millenni, con radici in tradizioni massoniche, rosacrociane e in un presunto sapere antidiluviano. Il cuore documentale è il memoriale di Giacomo Rumor, avvocato e dirigente cattolico di Vicenza, descritto come fiduciario del Vaticano (via Montini) e di De Gasperi. La Struttura è descritta come tripartita e operante "per compartimenti stagni", con una lista di "aderenti" che va dai tempi biblici al Novecento.








