venerdì 4 settembre 2026

PARTE 3 DI 10: IL CONTESTO STORICO II – L'11 Settembre 1870: Il Proclama di Cadorna e la Fine di un'Era

Breccia di Porta Pia

PARTE 3 DI 10: IL CONTESTO STORICO II – L'11 Settembre 1870: Il Proclama di Cadorna e la Fine di un'Era

Se l'11 settembre 1860 aveva segnato l'inizio dell'assedio allo Stato Pontificio, esattamente dieci anni dopo, l'11 settembre 1870, la storia accelerò verso il suo epilogo. In quel giorno, dal quartier generale di Terni, il generale Raffaele Cadorna lanciò un messaggio destinato a passare alla storia: il Proclama ai Romani.

Non fu un semplice comunicato militare. Fu un atto politico di immensa portata. Cadorna, comandante del IV Corpo d'Armata italiano, dichiarò solennemente che l'esercito del Re Vittorio Emanuele II non entrava nelle province romane come nemico, ma come liberatore. Il suo compito, affermò, era garantire l'ordine e l'inviolabilità del suolo nazionale, invitando la popolazione a collaborare. Di fatto, era l'ultimatum finale a Pio IX: il Regno d'Italia stava per prendere ciò che considerava suo per diritto storico e geografico: Roma.

L'Invasione e la Marcia su Roma

Quello stesso 11 settembre, le truppe italiane, forte di circa 60.000 uomini, varcarono il confine presso Orte e Civitavecchia. La resistenza dello Stato Pontificio era simbolica: poco più di 13.000 soldati, tra cui i fedeli Zuavi Pontifici comandati dal generale svizzero Hermann Kanzler, non potevano fermare la marea tricolore. La marcia verso la Capitale fu rapida e quasi incruenta. Le città si arresero una dopo l'altra: Viterbo, Civitavecchia, Frosinone.

giovedì 3 settembre 2026

PARTE 2 DI 10: IL CONTESTO STORICO I – L'11 Settembre 1860: L'Invasione Silenziosa dello Stato Pontificio

La Battaglia di Castelfidardo

PARTE 2 DI 10: IL CONTESTO STORICO I – L'11 Settembre 1860: L'Invasione Silenziosa dello Stato Pontificio

Mentre il mondo ricorda l'11 settembre 2001 come il giorno del crollo delle Torri Gemelle, pochi sanno che esattamente 141 anni prima, un altro 11 settembre segnava l'inizio di una operazione militare che avrebbe cambiato per sempre la geografia politica e religiosa dell'Italia. Era l'11 settembre 1860.

In quel giorno, il generale Manfredo Fanti, comandante dell'esercito del Regno di Sardegna, ricevette l'ordine di varcare il confine dello Stato Pontificio. Le truppe piemontesi entrarono nelle Marche e in Umbria, territori sotto il controllo diretto del Papa Pio IX. Non fu una dichiarazione di guerra formale, ma un'invasione militare calcolata, giustificata ufficialmente come necessaria per "ristabilire l'ordine" e impedire che le bande garibaldine, che stavano risalendo la penisola dopo lo sbarco in Sicilia, potessero attaccare Roma e scatenare una crisi internazionale con la Francia di Napoleone III, protettrice del Pontefice.

La Strategia di Cavour e il Ruolo della Massoneria

Dietro questa mossa c'era l'astuta regia del primo ministro Camillo Benso, Conte di Cavour. L'obiettivo era duplice: da un lato, bloccare Giuseppe Garibaldi (noto massone e figura carismatica del Risorgimento) prima che potesse marciare su Roma, rischiando una guerra con la Francia; dall'altro, annettere le regioni centrali al neonato Regno d'Italia sotto l'egida dei Savoia, assicurando che l'unità nazionale fosse un processo "dall'alto", controllato dalla monarchia e non dalla rivoluzione popolare.

Non è un segreto che molti protagonisti di queste vicende fossero legati alla Massoneria. Garibaldi era massone di alto grado, così come molti generali e politici dell'epoca vedevano nella fine del potere temporale dei Papi un passo necessario verso la modernità laica dello Stato. L'11 settembre 1860 può essere letto, in questa chiave, come il giorno in cui le forze laiche e massoniche iniziarono ufficialmente la loro "opera" di smantellamento del potere papale.

mercoledì 2 settembre 2026

PARTE 1 DI 10: PROLOGO – La Data Maledetta: Quando la Storia si Ripete (e Cambia il Mondo)

Proclama del generale Raffaele Cadorna ai romani: 1870

PARTE 1 DI 10: PROLOGO – La Data Maledetta: Quando la Storia si Ripete (e Cambia il Mondo)

11 Settembre. Per la maggior parte del mondo, questa data evoca immediatamente le immagini delle Torri Gemelle in fiamme, il crollo del World Trade Center e l'inizio della "Guerra al Terrore". Ma se vi dicessi che il destino ha scritto il suo copione su questa data molto prima del 2001? Se vi dicessi che l'11 settembre è un codice temporale che ha scandito i momenti più cruciali, e spesso più oscuri, della storia moderna?

Questa non è una semplice coincidenza. È un filo rosso che attraversa secoli, legando l'unità d'Italia, la nascita del complesso militare-industriale americano, i golpe sudamericani e l'attacco che ha cambiato il millennio.

Le Origini: 1860 e 1870

Tutto inizia l'11 settembre 1860. È il giorno in cui il generale Manfredo Fanti, al comando dell'esercito piemontese, varca il confine dello Stato Pontificio nelle Marche. È l'inizio di un'invasione militare che porterà, pochi giorni dopo, alla battaglia di Castelfidardo. L'obiettivo? Fermare Garibaldi e assicurarsi che Roma non cada nelle mani dei rivoluzionari, ma diventi parte del nuovo Regno d'Italia sotto il controllo dei Savoia. È il primo atto di forza che segna l'inizio della fine del potere temporale dei Papi.

Dieci anni dopo, l'11 settembre 1870, la storia accelera. Il generale Raffaele Cadorna, dal suo quartier generale di Terni, lancia il famoso Proclama ai Romani. È l'ultimatum. Le truppe italiane si preparano a marciare sulla Città Eterna. Nove giorni dopo, il 20 settembre, si aprirà la Breccia di Porta Pia. Per il Vaticano, quella data dell'11 settembre rimane impressa come l'inizio dell'umiliazione: il giorno in cui la forza bruta dello Stato Laico ha iniziato a smantellare il loro regno terrestre.

martedì 1 settembre 2026

Rete Voltaire I principali titoli della settimana 1 set 2026



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lunedì 31 agosto 2026

Statonote e spazi di sovranità - NINO GALLONI



Per trent'anni ci hanno spiegato che i soldi non ci sono. Che il vincolo è esterno, tecnico, indiscutibile. Che l'unica politica economica possibile è la contabilità. Oggi l'ordine monetario nato a Bretton Woods si sta sfilacciando: le banche centrali comprano oro, gli scambi si spostano su valute locali, il dollaro non è più un destino. E l'Italia sta a guardare, ma siccome siamo in vista delle elezioni, parliamo di cosa dovrebbe fare il prossimo governo in termini di politiche economiche, di contrasto alla deindusstrializzaione e all'inflazione. Il dollaro potrebbe non essere più un destino incontrastabile. Ne parliamo con Nino Galloni, economista, saggista. Intervista a cura di Jeff Hoffman 19 ago 2026.

IN QUESTA PUNTATA
▪️ Quali suggerimenti al governo che verrà?
▪️ Statonote, sovranità monetaria, moneta fiscale
▪️ De-dollarizzazione e mondo post-angloamericano: quanto è reale, quanto è retorica
▪️ Federico Caffè, Enrico Mattei, Aldo Moro, Bettino Craxi - un unico filo

https://www.youtube.com/watch?v=lkXfx-bUqWk