martedì 20 gennaio 2026

Rete Voltaire I principali titoli della settimana 20 gen 2026


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Robert Fico chiede le dimissioni di Kaja Kallas
 

 
Le richieste degli Stati Uniti al Venezuela
 
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lunedì 19 gennaio 2026

ARTEMIS: il "ritorno" sulla Luna



22 anni di vicissitudini, ritardi e fallimenti, per realizzare una missione già portata a termine con successo 54 anni fa. (L'autore del video è Francesco Mattei. Questo è il suo canale youtube.com/@ilfaroverde3) 24 dic 2025

https://www.youtube.com/watch?v=VWRlyHJZzkg

sabato 17 gennaio 2026

BYOBLU newsletter: Il Punto della Settimana


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BYOBLU EDIZIONI

Il Punto della Settimana.

LA RASSEGNA SETTIMANALE

17 Gennaio, 2026

L'Opinione di Miriam Gualandi
Ve lo immaginate Donald Trump nei panni di un attempato Robin Hood o di un insospettabile supereroe dei fumetti? Un supereroe pieno di soldi e deciso a fare gli interessi propri e della propria nazione, ma per gli oppressi tanto basta. Tutti gli indignati dell'operazione in Venezuela, tra cui figuro anche io, devono mettersi l'anima in pace: c'è una parte di popolazione, una buona parte, per la quale quello di Maduro non è stato un "rapimento" ma l'estradizione doverosa di un criminale. Non è diverso per l'Iran di Khamenei, che certo non brilla per progressismo e libertarietà. Queste ore convulse, dove le notizie si susseguono e non è facile capire dove sia la verità e dove la menzogna ci impongono una riflessione: è giusto che un popolo oppresso che non riesce a liberarsi da solo debba la propria libertà ad agenti esterni? Facciamo anche nomi e cognomi: CIA e Mossad. Qual è il prezzo che siamo disposti a pagare, pur di toglierci un giogo insopportabile? Buona lettura.

PRIMO PIANO

L'Iran ha fermato le esecuzioni, mentre in occidente continuano a circolare bufale

di Michele Crudelini

Sono ore concitate per il futuro dell'Iran ed è piuttosto difficile ricostruire i fatti tra bufale e informazioni approssimative. Partiamo da quello che è certo.


L'Iran nelle ultime ore ha parzialmente chiuso lo spazio aereo ai voli commerciali, fatta eccezione per le compagnie internazionali da e per l'Iran che hanno un permesso.


E poi sappiamo che per il momento non ci sarà un intervento militare americano. A dichiararlo è stato lo stesso Donald Trump: "Le uccisioni in Iran si sono fermate e non c'è nessun piano di esecuzioni". Informazioni confermate dal Ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi:  "Oggi e domani non ci saranno impiccagioni".


A scoraggiare un'operazione militare esterna sono stati anche Paesi storicamente avversari di Teheran, nonché alleati degli Stati Uniti: Arabia Saudita, Qatar e Oman. Continua a leggere >

POLITICA

Affidi, al Senato si discute il Ddl Roccella – Nordio. I critici: "Schedatura delle famiglie affidatarie"

di Miriam Gualandi

Che ci sia bisogno di una riforma del sistema affidi, ormai è un fatto. Opacità gestionali, burocrazia insormontabile, bambini che subiscono danni psicologici potenzialmente permanenti su cui però nessuno indaga: per le famiglie e le associazioni che le tutelano la questione non è più rimandabile.


La proposta di legge in realtà c'era già ed era stata approvata a maggio del 2024. L'iter legislativo ha visto poi la discussione alla Camera, che ha approvato il testo a ottobre del 2025, con l'astensione delle opposizioni, per poi proseguire al Senato dove è attualmente in discussione presso la Commissione giustizia.


Un iter lungo e travagliato, che ci dimostra quanto sia difficile mettere mano su un tema così delicato.


Stiamo parlando del Disegno di legge Roccella-Nordio sulle "Disposizioni in materia di tutela dei minori in affidamento". Il Ddl mira a introdurre nuovi strumenti di monitoraggio sugli allontanamenti dei minori e sugli affidi, riducendo, nelle intenzioni, gli affidamenti "sine die" e la permanenza prolungata dei minori in comunità o istituti. Continua a leggere >

CRONACA

Aggressioni stazione Termini e sospetto: i cittadini non si affidano ai media come servizio di pubblica denuncia

di Giulia Bertotto

In passato alcuni antropologi hanno definito le stazioni come dei "non luoghi", crocevia urbani dove si ritrovano persone di estrazione sociale ed economica molto diversa, siti di concentrazione privi di comunità dove cittadini senza legami usufruiscono di una stessa funzione o servizio. Oggi per i cittadini le stazioni sono posti dove trattenersi il minor tempo possibile, soprattutto la sera.


Infatti a Roma, nei pressi della Stazione Termini, principale snodo ferroviario e di mobilità su superficie della Capitale, si sono succedute due aggressioni a poche ore di distanza l'una dall'altra. Ed è ancora in gravi condizioni ma non in pericolo di vita, un funzionario 57enne del ministero delle Imprese, picchiato da circa 7-8 persone nei pressi di via Giolitti attorno alle 22:00 di sabato 10 gennaio. Pestato e ferito nella stessa notte anche un rider 23enne di origini tunisine, picchiato da un gruppo violento sotto effetto di stupefacenti. Continua a leggere >

Trattori in moto a Parma e Ragusa contro la politica europea

di Andrea Tomasi

Gli agricoltori non credono alle promesse dell'Unione europea e non credono alle garanzie del governo italiano. Per questo non smettono di protestare contro l'accordo del Mercosur, il trattato commerciale con i Paesi del Sudamerica: Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay.

E saranno guai – dicono gli esponenti del Movimento Riscatto Agricolo e del Coapi – soprattutto per l'Italia, già in grosse difficoltà non solo nel comparto alimentare, Non convincono le clausole di reciprocità a cui ha lavorato anche il governo Meloni. Continua a leggere >

ESTERI

Libano: Unifil ancora sotto attacco di Israele

di Marco Paganelli

Nuovo attacco contro i Caschi Blu dell'Onu in Libano. Carri armati israeliani hanno aperto il fuoco, nelle ultime ore, contro una pattuglia spagnola appartenente alla missione delle Nazioni Unite nel Paese dei Cedri.

La denuncia è giunta dal ministero della Difesa di Madrid, affermando che non ci sono state conseguenze, né feriti, in seguito alle deflagrazioni. Continua a leggere >

ALTRE NOTIZIE DALL'ITALIA E DAL MONDO

Grazie per aver letto il Punto della Settimana. A sabato prossimo!


Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi del nostro lavoro e se hai dei suggerimenti scrivi pure a redazione@byoblu.com.


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Miriam Gualandi, giornalista, curatrice della rubrica.

Vincenzo Pistillo, editor e grafica.




giovedì 15 gennaio 2026

Documenti ESPLOSIVI Rivelano come Israele Influenza Media e Social



Questo video non nasce da un'opinione né da una teoria. Nasce da documenti ufficiali. Negli Stati Uniti esiste una legge precisa, il Foreign Agents Registration Act (FARA), che obbliga chiunque operi per conto di un governo straniero a registrare pubblicamente contratti, attività e strategie. Ed è proprio attraverso questi atti pubblici che emerge una realtà disturbante: una campagna di comunicazione multimilionaria, perfettamente legale, progettata per influenzare media, social network, risultati di ricerca e percezione online.

In questo video analizziamo documenti depositati presso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che mostrano come lo Stato di Israele abbia finanziato operazioni di influenza digitale su larga scala, affidandosi a grandi gruppi pubblicitari internazionali e a società statunitensi registrate come agenti stranieri. Non si parla di censura diretta, ma di qualcosa di più sottile e potente: saturazione informativa, sovraesposizione algoritmica, costruzione artificiale del consenso. Contratti, budget, strategie, piattaforme coinvolte: tutto è scritto nero su bianco.

Dalla pianificazione del sentiment alla produzione massiva di contenuti "nativi", fino alla capacità di orientare ciò che le persone trovano quando cercano informazioni online. È così che la verità smette di essere il risultato di un confronto libero e diventa un prodotto acquistabile.

Questo contenuto non chiede di essere creduto, chiede di essere verificato. I documenti citati sono pubblici, accessibili, ufficiali. Il resto è responsabilità di chi guarda. Se pensi che questo video debba circolare, condividilo. Se pensi che l'informazione debba restare libera, commenta. Se pensi che la verità non debba essere comprata, lascia un like. I fatti sono sul tavolo. Ora la scelta è tua. 15 dic 2025

https://www.youtube.com/watch?v=jXxNLMQNTsw

lunedì 12 gennaio 2026

Ucraina: le prove cancellate - 2025 12 05 - Pangea Grandangolo



Duecentoquindicesima puntata della trasmissione Pangea Grandangolo, la rassegna stampa internazionale di Byoblu, andata in onda sul canale tv Byoblu il 05/12/2025. Di fronte alla dominante narrazione politico-mediatica che fa apparire la Russia bellicista e aggressiva - mentre USA, NATO, UE e Ucraina vogliono porre fine alla guerra - riproponiamo alcuni brani tratti da puntate degli ultimi anni con le prove inoppugnabili, cancellate dai "grandi media", che la realtà è esattamente l'opposto di quella da loro rappresentata. Dal 1991, l'anno in cui l'Ucraina diviene repubblica indipendente dopo lo scioglimento dell'URSS, la NATO tesse una rete di legami all'interno delle forze armate ucraine. Contemporaneamente, attraverso la CIA e altri servizi segreti, vengono reclutati, finanziati, addestrati e armati militanti neonazisti. Una documentazione fotografica mostra giovani militanti neonazisti ucraini di UNO-UNSO addestrati nel 2006 in Estonia da istruttori NATO, che insegnano loro tecniche di combattimento urbano ed uso di esplosivi per sabotaggi e attentati. È la struttura paramilitare neonazista che entra in azione il 20 febbraio 2014 in piazza Maidan a Kiev, nel corso di una manifestazione politica in cui si confrontano fautori e oppositori dell'adesione dell'Ucraina alla UE. Mentre gruppi armati e organizzati danno l'assalto ai palazzi di governo, "ignoti" cecchini (risultati poi tiratori scelti reclutati in Georgia) sparano con gli stessi fucili di precisione sia sui dimostranti che sui poliziotti, provocando decine di morti. Nello stesso giorno, il Segretario Generale della NATO si rivolge con tono di comando alle forze armate ucraine, avvertendole di "restare neutrali", pena "gravi conseguenze negative per le nostre relazioni". Abbandonato dai vertici delle forze armate e da gran parte dell'apparato governativo, il presidente Yanukovych è costretto alla fuga. Al putsch segue l'immediato attacco ai russi di Ucraina e agli ucraini amici della Russia. È un'ondata di terrore, organizzata con una precisa regia: sedi del Partito Comunista di Ucraina e di altri movimenti politici devastate, dirigenti linciati, giornalisti seviziati e assassinati; attivisti bruciati vivi nella Camera del Lavoro di Odessa; inermi abitanti dell'Ucraina Orientale di origine russa massacrati a Mariupol, bombardati col fosforo bianco a Slaviansk, Lugansk, Donetsk. Di fronte all'offensiva contro i russi di Ucraina, il Consiglio supremo della Repubblica di Crimea – territorio russo passato all'Ucraina in periodo sovietico nel 1954 – vota la secessione da Kiev e la richiesta di riannessione alla Federazione Russa. La decisione viene confermata con il 97% dei voti favorevoli da un referendum popolare. Il 18 marzo 2014 il presidente Putin firma il trattato di adesione della Crimea alla Federazione Russa con lo status di repubblica autonoma. Mentre nel Donbass le autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, abitate da popolazioni russe, resistono agli attacchi di Kiev che provocano 14 mila morti, la roadmap per la cooperazione tecnico-militare NATO-Ucraina, firmata nel 2015, integra a tutti gli effetti le forze armate e l'industria bellica di Kiev in quelle dell'Alleanza a guida USA. Le formazioni neonaziste vengono incorporate nella Guardia Nazionale, addestrata da centinaia di istruttori USA della 173a Brigata Aviotrasportata, trasferiti da Vicenza in Ucraina, affiancati da altri della NATO. L'Ucraina diviene il vivaio del rinascente nazismo nel cuore dell'Europa, vi arrivano neonazisti da tutta Europa (Italia compresa) e dagli USA, reclutati soprattutto da Pravy Sektor e dal battaglione Azov, la cui impronta nazista è rappresentata dall'emblema ricalcato da quello delle SS Das Reich. Allo stesso tempo viene diffusa in Ucraina l'ideologia nazista tra le giovani generazioni, in particolare dal battaglione Azov, che organizza campi di addestramento militare e formazione ideologica per bambini e ragazzi, ai quali si insegna anzitutto a odiare i russi. Nelle elezioni ucraine del 2019 l'attore Volodymyr Zelensky - famoso per la sua serie televisiva sulla corruzione dei vertici politici ucraini nelle vesti di un professore eletto per caso presidente della Repubblica - diviene realmente presidente dell'Ucraina. Egli promette di far finire la guerra in Donbass e di ripulire il sistema di governo dominato dagli oligarchi, accusando il ricco Poroshenko, presidente in carica, di nascondere i suoi beni in paradisi fiscali all'estero. Ma una volta alla presidenza, Zelensky fa di tutto per alimentare la guerra di fatto diretta dalla NATO per colpire la Russia. Riguardo all'impegno di eliminare la corruzione, in particolare l'esportazione di capitali nei paradisi fiscali, parlano i fatti di una documentata inchiesta pubblicata da The Guardian: Zelensky è comproprietario di tre società con sede e capitali in Belize e Isole Vergini Britanniche e a Cipro. Attraverso queste società riceve oltre 40 milioni di dollari da oscuri finanziatori. 6 dic 2025

https://www.youtube.com/watch?v=r-qroxe6YoQ