giovedì 15 luglio 2010

Come Goldman Sachs ha scommesso sulla morte per fame dei poveri. E ha vinto

In Gran Bretagna e negli Usa sta facendo scalpore un editoriale apparso il 2 luglio su The Indipendent e firmato dal giornalista e critico d'arte Johan Hari, definito dal Daily Telegraph come una delle persone più influenti sulla sinistra in Gran Bretagna. L'articolo, intitolato "How Goldman gambled on starvation" è stato rilanciato da diversi giornali e dai siti di molte Ong ambientaliste ed umanitarie. Tratta un argomento terribile ed affrontato spesso anche da Greenreport, ma svela anche uno dei lati peggiori e praticamente genocidi della speculazione finanziaria internazionale, Vi proponiamo l'articolo di Johan Hari ripubblicato dal World Development Movement.

A questo punto, probabilmente pensate che la vostra opinione sulla Goldman Sachs e il suo sciame di alleati di Wall Street abbia toccato il fondo del disgusto. Vi sbagliate. C'è di più. E' venuto fuori che il più distruttivo di tutti i loro atti più recenti è stato discusso a malapena. Ecco il resto. Questa è la storia di come alcune delle persone più ricche del mondo, Goldman, Deutsche Bank, i traders della Merrill Lynch ed altri ancora, hanno provocato la morte per fame di alcune delle persone più povere del mondo, solo perché così hanno potuto fare un più grasso profitto.

sabato 10 luglio 2010

Nikola Tesla: l’automobile spinta dall’etere

L'automobile spinta dall'etere di Nikola Tesla. La città di Buffalo, nel nord dello stato di New York, fu silenziosa testimone di un fatto straordinario nel corso di una settimana durante l'estate del 1931. Nonostante la depressione economica avesse compromesso la produzione e i commerci, la città nondimeno rimaneva una fucina di attività. Un giorno, tra le migliaia di veicoli che ne percorrevano le vie, una lussuosa automobile si fermò accanto, al marciapiede presso il semaforo di un incrocio.

Un passante notò come si trattasse di una berlina Pierce-Arrow ultimo modello, coi fari che s'integravano con grazia nei parafanghi nel tipico stile di questa marca. Quello che caratterizzava l'auto in quella fredda giornata estiva era l'assoluta assenza di emissione di vapore o fumi dal tubo di scarico. Il passante si avvicinò al guidatore e attraverso il finestrino aperto commentò l'assenza di fumi dallo scarico. Il guidatore ringraziò il passante per i complimenti sottolineando che era così perché l'automobile "non aveva motore".

Questa dichiarazione non è stravagante o maliziosa come potrebbe sembrare. C'era una certa verità in essa. Infatti, la Pierce-Arrow non aveva un motore a combustione interna; aveva invece un motore elettrico. Se l'autista si fosse preoccupato di completare la sua spiegazione al passante, avrebbe potuto dirgli che il motore elettrico non era alimentato da batterie - da nessun tipo di "carburante".
L'autista era Petar Savo, e nonostante stesse guidando quell'auto non era il responsabile delle sue incredibili caratteristiche. Queste erano il lavoro dell'unico passeggero, un uomo che Petar Savo conosceva come uno "zio": non altri che il genio dell'elettricità Nikola Tesla (1856-1943).

Newsletter Unimondo n. 22

Newsletter n.22

Istanbul: oggi al via il Forum Sociale Europeo, "Un'altra Europa è necessaria"

La risposta all'inconsistenza delle politiche del G8 e del G20. E' questa l'attesa di migliaia di attivisti dei movimenti sociali che si stanno riunendo a Istanbul in occasione del sesto Forum Sociale Europeo dal titolo "Un'altra Europa è necessaria" che prende il via oggi fino al 4 luglio. Oltre duecento seminari, centinaia di organizzazioni e reti sociali coinvolte per contribuire ad un'agenda comune per contrastare gli effetti dell'attuale sistema economico-finanziario internazionale.

Survival: il governo dell'India difenda i diritti dei popoli Dongria Kondh

Survival International ha chiesto al Primo Ministro dell'India, Manmohan Singh, di proteggere i diritti delle tribù Dongria Kondh minacciate dall'apertura della miniera di bauxite sulle loro terre da parte della compagnia Vedanta Resources, una grande società britannica. Compiendo un atto insolito, ieri l'ufficio del Primo Ministro ha scritto al Ministro dell'Ambiente e delle Foreste raccomandando l'approvazione della miniera che Vedanta progetta di aprire a Niyamgiri, in Odisha (ex Orissa).

martedì 6 luglio 2010

Tesla Roadster - Paolo Vanzetto: Che auto incredibile!

Paolo è un agente assicurativo che vive a Rossano Veneto, Vicenza. Il suo bianco artico Roadster Sport è stato uno dei primi Teslas in Italia – e ci aspettiamo di diventare una delle roadster più alto chilometraggio in Europa!

English Version

Da appassionato di tecnologia, contrariamente a quel che la gente diceva attorno a me, so cosa potevo aspettarmi da un'auto elettrica. Ma la Tesla Roadster ha superato ogni mia più rosea aspettativa! Che auto incredibile!

Ma partiamo dall'inizio: sono assicuratore di professione, e percorro molti km ogni anno. Circa 50.000-60.000 , quasi tutti per brevi tratti, tra i piccoli paesi del nord Italia, in zone in cui regna ancora in gran parte il verde.
Raramente le strade sono diritte, e con il tempo ho imparato ad apprezzare tutte le curve intervallate da saliscendi, che la zona ai confini tra pianura e collina in cui vivo mi propone.

Ho sempre trattato l'auto più che come un semplice strumento di lavoro, quasi "coccolandola"; e ad ogni km percorso sapevo che mi avvicinavo alla fatidica data in cui avrei "abbandonato" la mia compagna di viaggi.
100.000, massimo 120.000 km e poi la mia cara, vecchia auto con motore a scoppio avrebbe raggiunto la percorrenza in cui o la si vende, ancora ad una cifra accettabile, o la si tiene sapendo che il relativo valore sarebbe velocemente sceso verso lo 0, cominciando a dare problemi di vario tipo. Il motore a scoppio è così "fragile"…

domenica 4 luglio 2010

La baia dei pirati | NAUTILUS TRUTHMAGAZINE

Luca Neri

La baia dei pirati

Assalto al copyright

Scaricare senza pagare – musica, film, software, videogame, libri – è l’attività più popolare in rete. Nonostante leggi sempre più severe, la violazione del copyright è ormai dilagante. Spaziando fra Stati Uniti, Italia e Svezia, questa inchiesta racconta l’emergere di una nuova modalità di pensiero, che inneggia al saccheggio della proprietà intellettuale come atto di disubbidienza civile. Fa parlare le moltitudini di pirati. Documenta le ragioni tecniche, sociali e politiche, e gli interessi, che impediscono la repressione di un fenomeno tanto eversivo. Spiega perché i principi su cui si basa il copyright siano ormai obsoleti, anzi dannosi, incompatibili con il fiorire della libera comunicazione elettronica.

Copertina prima edizione La baia dei pirati