domenica 27 dicembre 2009

La pergamena di Chinon /Processus contra templarios

Dopo settecento anni, il 25 ottobre 2007, nella Sala Vecchia del Sinodo dei Palazzi Vaticani, è stata presentata un'opera contenente gli atti del processo contro i templari. Documenti antichi, preziosi e forse, per qualcuno, avvolti dal mistero perchè ignorati.
Nella pubblicazione, racchiusa in una valigetta in cuoio tra sigilli rossi e inchiostro seppia, vi era la riproduzione fedelissima di quattro pergamene della lunghezza di 5 metri e mezzo dove erano annotati 38 verbali di interrogatori.

Una riproduzione –nella collana Exemplaria Praetiosa della casa editrice Scrinium, l’opera :processus contra templarios- che racconta dell’inchiesta pontificia sull’ordine dei Templari tenutasi a Poitiers ed è composta degli esemplari superstiti di un corpus originario di cinque rotoli -per le prime tre pergamene-. La quarta pergamena, quella più importante per gli studiosi, è la pergamena di Chinon.
(Originale formato da un unico foglio membranaceo di grandi dimensioni (mm. 700x580), in origine munito dei sigilli pendenti dei tre legati apostolici che formavano la speciale Commissione apostolica ad inquirendum nominata da Clemente V: Bérenger Frédol, cardinale prete del titolo dei SS. Nereo ed Achilleo e nipote del papa, Étienne de Suisy, cardinale prete di S. Ciriaco in Thermis, Landolfo Brancacci, cardinale diacono di S. Angelo. Stato di conservazione discreto, anche se sono presenti vistose macchie violacee dovute ad attacco batterico. L’originale era corredato da una copia semplice coeva, tuttora conservata presso l’Archivio Segreto Vaticano con segnatura Archivum Arcis, Armarium D 218. ASV, Archivum Arcis, Arm. D 217 )

La pergamena prende il nome dalla località di Chinon, a sud della Loira, il castello in cui furono interrogati i cinque capi dignitari templari -tra loro vi era anche il Gran Maestro , Jacques de Molay- dai tre cardinali inviati da Clemente V, tra il 17 e il 20 agosto 1308, componenti di quella commissione inviata dal Papa.

La pergamena, conosciuta dagli storici come gli atti di Chinon già dal 2001, fuoriuscita dall’Archivio Segreto Vaticano grazie all’intuito,al fiuto, alla bravura della storica Prof. Barbara Frale ( nel foglio vi era il nome tra i giudici di Berenger Fredol, nipote e braccio destro del papa e “l’uomo più importante del collegio dei Cardinali” non poteva essere una delle tante inchieste sui Templari ma bensì erano gli atti della Commissione apostolica ad inquirendum nominata da Clemente V”) che poi pubblicò: B.FRALE, Il Papato e il Processo ai Templari, Viella, Roma 2003 –.

Nell’inchiostro e nella cartapecora di sette secoli fa si raccontava quei giorni d’estate quando giunsero al castello i cardinali plenipotenziari di Clemente V, ore disperate, interrogatori, confessioni, urla tra accusa/difesa.

Gli accusati : i Templari –l’Ordine sovrano sottoposto solo al Papa-, in odore di eresia, respinsero con vigore tale accusa, la più ignobile ed infamante, ma non rinnegarono le loro confessioni fatte davanti ai francesi riconoscendo i loro errori e colpe però rifiutando sempre con impeto la massima dell’infamia.

Chiesero perdono alla Madre Chiesa, dopo l’abiura formale, obbligatoria per tutti coloro che erano anche solo sospettati di reati ereticali, impetrarono alla Commissione di essere assolti dal Papa Clemente V e di essere riammessi nella Comunione dei Santi.

Infatti, ci fu una ASSOLUZIONE DEL PAPA CLEMENTE V AI CAPI DELL’ORDINE TEMPLARE QUESTA ASSOLUZIONE è il segreto della pergamena di Chinon, però bisogna porre attenzione un’assoluzione ma : NON UN PROSCIOGLIMENTO.

La pergamena, se autentica –si eccepisce su alcune date- è importante sul piano storico per una rilettura di quel processo. Il documento risponde alla necessità apostolica di rimuovere dai frati-guerrieri l’infamia della scomunica nella quale si erano precedentemente invischiati da soli ammettendo di aver rinnegato Gesù Cristo sotto le torture dell’Inquisitore francese. La persecuzione del Re di Francia Filippo il Bello ai Templari sarebbe nata per finanziare la sua guerra in corso contro l’Inghilterra diventando padrone dei tesori dei Templari.

Un processo duro fatto di accuse infamanti sulla morale degli appartenenti al Tempio, volte a creare il loro discredito attraverso un impianto accusatorio da mettere nelle mani degli inquisitori delle terre di Francia e dei teologi della Sorbona; ma soprattutto la pergamena è importante per far luce sulla figura del pontefice Clemente V. La pergamena di Chinon dimostra, insieme agli altri documenti, che Clemente V intendeva salvare l’esistenza dell’ordine templare dandogli un ruolo nuovo dopo averne riformato i costumi e la disciplina. I documenti mostrano la sua vera posizione riguardo a quell’accusa

Il disegno di Clemente V non prese forma e come dice la storica Barbara Frale su: Radici Cristiane dicemb’07 -La pergamena di Chinon /riabilita sia i Templari che Clemente V, di Sergio Mora -Clemente V “ pur assolvendo i Templari ne sospese l’Ordine con sentenza non definitiva per impedire uno scisma della Francia con la Chiesa……..Malgrado ciò ebbe il coraggio e fu capace di opporsi alle pressioni del Re Filippo IV di Francia , più noto come Filippo il Bello, e arginare il pericolo di uno scisma”.

Il 18 marzo 1314 per ordine di Filippo IV, anche se assolto dall’autorità pontificia, Jaques de Molay il Gran Maestro,l’ultimo dell’Ordine del Tempio di Salomone, dei poveri soldati di Cristo, bruciava sul rogo.

Ma sarà davvero la parola fine alla storia senza fine dei templari?

Fonte:
www.agoramagazine.it

mercoledì 23 dicembre 2009

Libera Rete in libero Stato

Libera Rete in libero StatoAll’esito dei lavori di un interessante e stimolante tavolo al Viminale, il Ministro degli Interni ha annunciato l’intenzione di soprassedere rispetto alle paventate iniziative straordinarie ed urgenti in materia di istigazione a delinquere ed apologia di reato on-line e di preferire, piuttosto, la strada di una concertazione ampia con gli operatori e, ove possibile, del varo di un codice di autoregolamentazione.
Questa volta c’ero e, onestà intellettuale, mi impone di riconoscere che tutto quanto emerso nel corso della riunione di oggi è ricco di buon senso e non ha nulla a che vedere con certe dichiarazioni ed iniziative emotive dei giorni scorsi tanto da parte di esponenti del Governo che della maggioranza.

sabato 28 novembre 2009

NoLogo/ Condannate Google

di Mafe De Baggis - La libertà di espressione dovrebbe essere inalienabile: per il porno più porco, per la ricerca scientifica, per le stupidate. E se le piattaforme che ospitano questi contenuti vengono chiamate in causa?

NoLogo/ Condannate Google

Roma - Larry Flynt era un editore specializzato in pornografia, non quella patinata ed elegante alla Playboy, pornografia di quella porca, sporca e squallida. Flynt non si accontentava di fare palate di soldi con i suoi giornali: lui voleva veder riconosciuto il suo diritto a pubblicarli, diritto messo in discussione da una lunga serie di associazioni per la pubblica moralità che negli anni hanno cercato di impedirgli di invadere le edicole con nudi ginecologici e foto di amplessi ai confini della realtà. Larry Flynt ha combattuto la sua battaglia con tale veemenza da farsi sparare e non l'ha fatto nel nome del diritto alla libera impresa, già di per sé molto sentito negli Stati Uniti: l'ha vinta, come voleva, nel nome del Primo Emendamento, quello che permette a ogni cittadino americano di dire quello che pensa, anche se non ha nessun valore, anche se è ritenuto dannoso per la comunità, anche se viene ritenuto squallido dalla maggioranza delle persone. Non c'è bisogno di scomodare Voltaire per capirlo: la libertà di parola e di espressione non può e non deve dipendere da una validazione esterna della specifica parola e della specifica espressione.

mercoledì 25 novembre 2009

Terremoto in Abruzzo: Sangue e Cemento

Maurizio Decollanz intervista Thomas Torelli, co- regista del documentario "Sangue e Cemento", dedicato al terremoto che in Abruzzo ha strappato alla vita 300 persone. Il documentario è incentrato su 11 domande: Perché LAquila non era inserita nella fascia 1 di pericolosità sismica? Perché non era stata disposta nessuna politica antisismica nel territorio abruzzese? Perché dopo linizio dello sciame sismico (ottobre 2008) non erano state disposte misure adeguate? Perché si consente di costruire nelle zone sismiche con materiali mescolati con troppa acqua, sabbia salata, ferro di cattive colate, insomma perché si costruiscono edifici destinati a crollare? Perché si tollerano le infiltrazioni della criminalità organizzata nelledilizia delle zone sismiche? Perché le imprese che hanno costruito gli edifici crollati non vengono escluse dalla ricostruzione? Perché la ricostruzione viene gestita al riparo del controllo della popolazione? Perché si accetta che il governo abbia fatto del terremoto dellAquila uno spot elettorale? Perché la satira deve subire delle censure se si limita a dire che il re è nudo!? Perché solo alcuni mass media hanno posto queste domande? Perché la notte del 6 aprile 2009 sono morte 299 persone? http://www.youtube.com/watch?v=ffTkiREEEQQ

venerdì 13 novembre 2009

Agile non deve morire

AGILE – ex EUTELIA

COME  LICENZIARE  9000 PERSONE  SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!!

E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di

OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN:

AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega

Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.

Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.

Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti .

Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi , l’ultima è Phonemedia 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.

Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia,  le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.

Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado  le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane ( Roma - Siena_Montepaschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo - ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini,  nessun Giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.

NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE  perchè la parola d’ordine è che se  non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.

 

==è Dal  4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti  ç==

 

Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno  10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio

Altrimenti questa azienda morirà

Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia


domenica 8 novembre 2009

Moon Rising - La Più Grande Storia Mai Negata II - di Jose Escamilla - Sub Ita 1/9

Gli Ufo e la Luna, uno straordinario viaggio che indaga sulla possibilità di vita intelligente sulla superficie lunare. Il regista Jose Escamilla ed i suoi collaboratori espongono, attraverso interessanti esposizioni e dettagliate elaborazioni fotografiche, la teoria delle 'strutture aliene' presenti sul nostro satellite, costruzioni controverse studiate da ricercatori indipendenti di tutto il mondo. http://www.youtube.com/user/moksha75ar Note: Ringrazio DuffyMM per la preziosa collaborazione, il video in HQ ed il montaggio dei sottotitoli. (Le parti 5/9 e 6/9 le trovate sul suo canale YT). http://www.youtube.com/user/duffyMM http://www.duffysblog.com/

mercoledì 28 ottobre 2009

Byoblu.Com - La protezione civile blocca la rete?

Byoblu.com Logo
 La rete sta acquisendo un ruolo sempre più importante nella gestione delle emergenze. Durante gli incendi che recentemente hanno devastato in lungo e in largo gli Stati Uniti, divorando abitazioni e interi paesi, trasformando le vie di comunicazione in pericolosi vicoli ciechi, in trappole per topi, seminando incertezza e morte, internet ha fatto la differenza.
 Chi restava intrappolato in una strada bloccata dalle fiamme, grazie a Twitter inviava un sms ai suoi followers, che immediatamente lo facevano rimbalzare ai loro followers, e poi ai followers dei loro followers, raggiungendo milioni di cellulari e smart-phones in tempo reale, sotto forma di sms o correndo lungo la connessione dati. In pochi istanti l’informazione distribuita, fatta dalla gente per la gente, raggiungeva capillarmente chiunque si trovasse in difficoltà. Tutti sapevano quali strade avrebbero potuto percorrere per salvarsi, e quali invece avrebbero condotto alla morte.

sabato 10 ottobre 2009

storia dei Templari - la fondazione

I misteri templari hanno inizio già con la loro fondazione. Possibile che uno sparuto manipolo di dignitari potesse prefiggersi e raggiungere l'obiettivo di difendere i pellegrini in Terra Santa? E' questo il vero ed unico fine dei Poveri Cavalieri di Cristo o c'è di più? http://www.youtube.com/watch?v=mxb11voOn3s

mercoledì 7 ottobre 2009

7 giorni: la videocassetta che uccide.

Ecco il servizio, girato da una troupe il 31 marzo 2009 a L'Aquila, che due alti profili istituzionali, legati alla Commissione Grandi Rischi, hanno impedito fosse mandato in onda. Ecco l'operatore che ha visto Giampaolo Giuliani avvisare la troupe che, entro una settimana, si sarebbe verificato a L'Aquila un sisma molto più forte di quello appena avvenuto, che aveva già ridotto la scuola elementare De Amicis a un campo di battaglia. Ecco la videocassetta che uccide... chi non l'ha potuta guardare. http://www.byoblu.com/post/2009/10/07/7-giorni-La-videocassetta-che-uccide.aspx

martedì 22 settembre 2009

Libano

Libano - Voyager RaiDue Libano - parte 2 http://www.youtube.com/watch?v=SzcN4xM7Lc0

venerdì 18 settembre 2009

C'era una volta la libertà di informazione in rete

C'era una volta la libertà di informazione in Rete

Una proposta di legge per sottoporre alla disciplina sulla stampa tutti i siti Internet che abbiano natura editoriale. Qualsiasi cosa ciò significhi

Il 14 settembre scorso è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un disegno di legge a firma degli Onorevoli Pecorella e Costa attraverso il quale si manifesta l'intenzione di rendere integralmente applicabile a tutti i "siti internet aventi natura editoriale" l'attuale disciplina sulla stampa.

Sono bastati 101 caratteri, spazi inclusi, all'On. Pecorella per surclassare il Ministro Alfano che, prima dell'estate, aveva inserito nel DDL intercettazioni una disposizione volta ad estendere a tutti i "siti informatici" l'obbligo di rettifica previsto nella vecchia legge sulla stampa e salire, così, sulla cima più alta dell'Olimpo dei parlamentari italiani che minacciano - per scarsa conoscenza del fenomeno o tecnofobia - la libertà di comunicazione delle informazioni ed opinioni così come sancita all'art. 11 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino e all'art. 21 della Costituzione. Con una previsione di straordinaria sintesi e, ad un tempo, destinata - se approvata - a modificare, per sempre, il livello di libertà di informazione in Rete, infatti, l'On. Pecorella intende aggiungere un comma all'art. 1 della Legge sulla stampa - la legge n. 47 dell'8 febbraio 1948, scritta dalla stessa Assemblea Costituente - attraverso il quale prevedere che l'intera disciplina sulla stampa debba trovare applicazione anche "ai siti internet aventi natura editoriale".

Sumeri

E' possibile che attraverso lo studio dei Sumeri si possa ricavare che i loro Dei... Rebus, questioni di conoscenza è una trasmissione curata e condotta da Maurizio Decollanz, "IL MISTERO DELLA GENESI, dove nascono gli Dei?" puntata andata in onda lunedì 18 MAGGIO 2009 sù Odeon e Odeon24 (SKY827)

giovedì 17 settembre 2009

NAUTILUS SIGLA - SAN BABILA

Conto alla rovescia per l'avvio del progetto NAUTILUS al Teatro San Babila. Nella nostra redazione e in quelle della Acacia Edizioni, si lavora alacremente per definire gli ultimi dettagli. Come sempre, in questi casi il tempo non basta mai e l'ambizione di portare l'esperienza televisiva in teatro non è impresa facile. Il debutto, salvo imprevisti insormontabili, è fissato per domenica 20 settembre alle 20.30. Il Teatro San Babila si trova a Milano in c.so Venezia. Informazioni allo 02.795469 o allo 02.76002985 http://nautilusmagazine.blogspot.com

martedì 1 settembre 2009

Intervista a Kerry Cassidy del Project Camelot

30/08/2009

LA GUERRA SEGRETA

Intervista a Kerry Cassidy del Project Camelot

di Lavinia Pallotta

Il 10 maggio 2009 ho potuto intervistare Kerry Cassidy, responsabile, con Bill Ryan,  Project Camelot. L’intervista è stata pubblicata sul numero 8 di “X Times”. Essendo in attesa delle risposte di Bill, sulla rivista avevo omesso l’ultima domanda rivolta a Kerry, con la quale intendevo chiudere entrambi gli interventi. Per diversi motivi, la parte relativa a Bill Ryan è stata rimandata. Di seguito riporto dunque lo scambio con Kerry, integrato con la sua ultima risposta sulla “fine del mondo”...

 

 

Kerry Cassidy and Bill Ryan.jpg

Il primo rivelatore intervistato da Bill Ryan e Kerry Cassidy fu Mr. X che, nel 2005, raccontò di essere stato ingaggiato, in qualità di archivista, da una compagnia aerospaziale statunitense, e di aver catalogato documenti riguardanti gli UFO, la vita extraterrestre e il caso Roswell. Da quel giorno, con il Project Camelot, Bill e Kerry hanno raccolto e divulgato una quantità incredibile di informazioni, grazie alle testimonianze di insider dell’intelligence e persino dei gruppi  di potere che, nell’ombra, governano il mondo. Bill, dotato del tipico humor britannico, si definisce lo “Scully” della coppia – ma sono in coppia solo professionalmente – perché più pragmatico e scientifico. Kerry è una donna di grande esperienza, intelligentissima e molto collaborativa. Lui vive in Inghilterra, lei negli Stati Uniti. 

Lavinia Pallotta: Come e perché avete creato il Project Camelot?

Kerry Cassidy: «Dopo quasi diciannove anni di lavoro a Hollywood, in diversi settori dell’industria cinematografica, mi ero stancata dei muri che mi si paravano dinnanzi quando cercavo di passare dal livello dello sviluppo esecutivo a quello di produttore indipendente. Ero riuscita ad acquisire i diritti sulla storia dei Wingmakers, parlando con il creatore, James e il suo webmaster, Mark Hempel, ma avevo nel cassetto molti altri progetti, tra cui uno basato sui libri di “Montauk” di Peter Moon, e sceneggiature scritte da me, che stavo facendo girare nell’ambiente. Riuscii a presentare “Wingmakers” ai responsabili per lo sviluppo di Spielberg (per intermediazione di Kethleen Kennedy), James Cameron, Ridley Scott e Alejandro Gonzales Inarritu. Rifiutarono tutti. Avendo di Hollywood una certa esperienza, mi resi conto che il problema ero io, non il progetto. Ero una sconosciuta e dovevo farmi un nome perché le mie proposte venissero prese in considerazione. Così, nel 2005 cominciai a frequentare convegni ufologici, per raccogliere informazioni che mi aiutassero nella stesura di alcune sceneggiature di fantascienza che stavo scrivendo.  In seguito, comprai una videocamera per realizzare un documentario sugli UFO. Volevo far conoscere al pubblico la verità ma anche farmi un nome per diventare produttore/regista. Facevo progressi con le mie interviste in stile “prigioniero di guerra davanti all’obiettivo” e continuavo a frequentare convegni. Quando andai all’UFO Festival di Laughlin, avevo in programma un’intervista con Bill Ryan, all’epoca il webmaster del Project Serpo, e Bill Hamilton. Dopo un’affascinante chiacchierata con Bill Hamilton, venne il turno di Ryan. Pensavo che, essendo solo il webmaster,  non sapesse molto, ma mi sbagliavo. Il suo giudizio sul caso Serpo era estremamente equilibrato,  obiettivo, e si dimostrò molto disponibile a rispondere alle mie domande, spesso pungenti. Era dotato di un raro senso dell’umorismo e un’altrettanto rara umiltà. Terminata l’intervistaciammo continuammo a parlare, e a microfoni spenti mi rivelò qualcosa in più su se stesso e sulle circostanze del suo coinvolgimento nel caso. La sera seguente cenammo insieme discorrendo per ore di UFO, cospirazioni e moltissimi altri argomenti. Era un conversatore brillante, ci divertimmo un sacco e decidemmo di restare in contatto, una volta tornati a casa.

Dopo essere stata in Egitto, per il tour del Solstizio del 2006, guidato da Jordan Maxwell e William Henry, feci una deviazione e andai a trovare Bill in Inghilterra, visitare Stonehenge e altri siti. Andammo a Tintagel, considerato una delle dimore di Re Artù, dove feci esperienza di una sorta  di flash-back, o “visione” di una vita precedente. Provai la forte sensazione di unità con Bill, e di legame con quel posto. Quando ero piccola, uno dei mie libri preferiti era “Once and Future King”, che rileggevo continuamente. Forse ho un legame con quell’epoca, che avevo dimenticato. Non avevo idea di dove, quella strana connessione, avrebbe portato me e Bill, ma fu allora che allora che decidemmo di creare il Project Camelot. Fu un’idea che ci venne quasi all’unisono. Scegliemmo il nome, e decidemmo di unire le nostre capacità professionali, lui di scrittore e webmaster, e io di regista e sceneggiatrice. Volevamo cercare dei rivelatori e fare pressione per un disclosure, e, ello stesso tempo, svolgevamo indagini sui misteri del nostro mondo, per aprire gli occhi delle persone su quanto sta davvero accadendo. Mentre gestiva il sito del caso Serpo, Bill era stato avvicinato da un potenziale rivelatore che viveva nella California meridionale, dove abitavo all’epoca. Fu così che realizzammo la prima intervista. Il testimone era Mr. X».

 

L.P.: Fra coloro che denunciano l’esistenza di un Nuovo Ordine Mondiale, NWO, sembra prevalere l’idea di un governo occulto che tiene il mondo sotto controllo. Sul vostro sito web, invece, avete scritto che secondo le vostre fonti, questi “controllori non hanno il controllo”. Cosa significa? Quali testimonianze ve lo fanno pensare?

K.C.: «Uno degli obiettivi che ci prefiggiamo, con queste interviste, è scoprire chi sono i controllori e che cosa li motivi. È un quadro complesso. Le risposte si possono trovare in alcune testimonianze, come in quella di Leo Zagami (foto in basso), un insider degli Illuminati, che si è fatto avanti per un breve periodo e ha raccontato cosa stia realmente accadendo dietro le quinte della politica mondiale,  con il Vaticano, l’influenza extraterrestre sul Vaticano e gli Illuminati.

Zagami 1.png

I membri delle facoltose linee di discendenza sono pesantemente coinvolti nell’occulto, e profondamente influenzati da ET negativi o “involuti”, come una parte dei grigi e dei rettiliani. Un altro aspetto delle società segrete è l’influenza dei Nazisti che dalla Germania, dopo la Seconda guerra mondiale si è spostata in America e in Sudamerica, in Tibet, e via dicendo. Le ricerche di Jim Marrs e del dr. Joseph Farrell sono esplicative a questo riguardo. Credo che questa citazione di Farrell riassuma perfettamente la situazione. “Nel mio libro ‘Nazi International’, cerco di mettere in evidenza che i nazisti del dopoguerra non erano solo piccoli gruppi di criminali di guerra rannicchiati e impauriti, riuniti in piccole comunità nell’America latina e altrove. Al contrario, erano organizzatissimi, ben finanziati, disponevano di una loro intelligence e continuavano le ricerca avviate durante la guerra”. Farrell, Marrs come anche Richard Hoagland denunciano un’influenza nazista ancora molto attiva del nazismo dietro le scene, negli Stati Uniti e in altri governi...

La filosofia del Terzo Reich non è mai morta, è diventata sotterranea. Esercita una grande influenza sulla NASA, come dimostra la nostra intervista con Richard Hoagland e quella più recente con Joseph Farrell. I nazisti portati in salvo negli Stati Uniti con l’operazione Paperclip potrebbero essere in parte responsabili dell’inizio di quello che definiamo “Il Programma Spaziale segreto...”. La tecnologia nazista, come la “Campana”, possono aver influenzato il primo sviluppo della free energy, la bomba atomica e i viaggi nel tempo, prima con il Philadelphia Experiment e poi con il Montauk. Jake Simpson è stato uno dei primi rivelatori ad averci riferito che lo stato attuale della tecnologia classificata è circa diecimila anni avanti rispetto al settore pubblico, e procede a velocità impressionanti. Quindi, perché i controllori non hanno il controllo? Come ci disse Henry Deacon, esistono fazioni all’interno degli “strati della cipolla” – “la menzogna è diversa per ogni livello”, una frase che Richard Hoagland ha usato per descrivere i livelli di segretezza, su una base di need to know. Queste fazioni si battono l’una contro l’altra, sono estremamente disorganizzate e, sostanzialmente, la destra non sa cosa fa la sinistra. In base a testimonianza come quella di Dan Burisch, un microbiologo membro del MJ-12 che ha lavorato nell’Area 51 con un extraterrestre, un P-52 Orion di nome Chi’el’ah, c’è la fazione dei Rothschild, negli Illuminati e la fazione dei  Rockefeller.  A grandi linee corrispondono rispettivamente all’Europa vs gli Stati Uniti, ma sarebbe più appropriato fare una distinzione in base al culto di Satana di una parte, rispetto a quella che aderisce al cristianesimo. In un’intervista rilasciataci l’anno scorso, Leo Zagami ha parlato di divisioni nei ranghi e di lotte intestine. Lui stesso è stato un burattino nel loro gioco e quindi si è  rifiutato di tornare con gli Illuminati. Secondo  qualcuno, in realtà, non li avrebbe mai lasciati e ha simulato per seminare altro caos e disinformazione. Leo però ha ammesso di essere tormentato e ha riconosciuto di essere stato controllato. La battaglia è ancora in corso persino ai più alti livelli tra chi detiene il controllo. Questo riguarda anche il MJ-12 o Commitee of the Majority, uno dei più alti livelli di potere nell’ambito del complesso militare industriale, presumibilmente creato da Truman per gestire la questione ET. Il Majestic si è ramificato fino a diventare il potere dietro al governo in America ed è costituito da entrambe le fazioni degli Illuminati. Secondo Dan Burisch (a sx) questo potere si estende, addirittura, in tutto il mondo.dan_burisch_med.jpg 

Il Looking Glass, la tecnologia di derivazione aliena usata per vedere il futuro o, per meglio dire, per prevedere i possibili futuri – si è dimostrato in errore molte volte quest’anno, quando eventi come la presidenza degli Stati Uniti, in cui Hillary Clinton doveva essere eletta, non si sono verificati. Il risultato è stato la comprensione e il riconoscimento, secondo Dan, che quanto detto in precedenza non ha più valore e che la linea temporale in cui pensavamo di trovarci, non è quella che si sta manifestando. Ci stiamo evolvendo e scriviamo il nostro futuro man mano, e a quanto pare nessuno ha il controllo sugli eventi dei prossimi anni.

Dietro a tutto questo c’è l’interferenza extraterrestre. Diverse razze hanno stipulato accordi con i governi, come ha spiegato dettagliatamente nella nostra intervista Luca Scantamburlo, un ricercatore italiano che conosce Cristoforo Barbato che, come molti italiani già sapranno, è stato contattato da un rivelatore del SIV (il servizio segreto vaticano) in merito all’imminente Pianeta X. Il gesuita, secondo Scantamburlo, ha rivelato anche che quando Eisenhower si incontrò con un gruppo di ET presso la Muroc Airfield, nel Febbraio 1954, James Francis McIntyre, ex arcivescovo di Los Angeles, che era presente, agì contro gli la volontà degli americani, andando in Italia per informare il papa. Vennero stretti dei patti, stipulati dei trattati con più di una specie ET. Secondo Burisch, che ha partecipato ad alcuni di questi incontri in qualità di membro del Committee of the Majority, alcuni di trattati sono stati infranti, da ambo le parti. In alcuni di essi si permetteva un certo numero di abduction, che comportavano esperimenti di manipolazione genetica da parte degli alieni e forse, persino il sacrificio di esseri mani a questi esseri. Il puzzle, come ho detto, è complesso.

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I controllori sono a loro volta minacciati dall’interno, come ha spiegato Benjamin Fulford (sopra), ex giornalista finanziario di Forbes Magazine, che vive in Giappone. Benjamin è stato il primo occidentale, in 500 anni, ad essere ammesso nelle società segrete asiatiche, che contano sei milioni di membri. In qualità di loro portavoce ha trasmesso un messaggio molto semplice agli Illuminati: “Riconoscete che il vostro tempo è finito, ritiratevi senza combattere e permettete al mondo di svilupparsi come dovrebbe”. Se questo non dovesse accadere, ha detto Fulford, gli Illuminati dovranno vedersela con quasi 100.000 assassini professionisti affatto ben disposti nei confronti di queste élite auto-elette che governo il pianeta. Gli Illuminati creano il caos e governano tramite le guerre, facendo in modo che continui la fame nel mondo, creando virus genetici in laboratorio, scatenando guerre biologiche ai danni di determinate categorie etniche. Questo non è che un esempio della guerra tra le fazioni rivali in atto dietro le quinte e che ora si sta allargando alla sfera pubblica».

 

L.P.: Mi ha incuriosito particolarmente la storia di “Jake Simpson”, il rivelatore che avete incontrato in Thailandia. Jake ha detto di far parte dei “berretti bianchi”, una sorta di quinta colonna che si starebbe battendo per un mondo migliore. Cosa sappiamo di loro?   

K.C.: «Dan Burisch e Marcia McDowell, ex membri del Majestic, fanno sicuramente parte dei cosiddetti “berretti bianchi”. Li conosciamo bene, abbiamo passato molto tempo in loro compagnia e sono nostri buoni amici. Possiamo affermare, inequivocabilmente, che sono mossi dalle migliori intenzioni, indipendentemente dal fatto che ci si trovi d’accordo con la loro filosofia o la loro politica. Si battono per l’umanità. Mike McConnell(foto in basso), ex Direttore della National Intelligence, è un altro berretto bianco. In un certo senso è il padre adottivo di Dan (Burisch, ndr). È una lunga storia.  Dimostrò coraggio nel Gennaio 2008, quando rilasciò il “National Intelligence Estimate” (NIE), indebolendo la rabbiosa determinazione dell’amministrazione Bush nell’attaccare l’Iran. Il NIE provò che l’Iran non era coinvolto nella fabbricazione di armi di distruzione di massa. E probabilmente ha contribuito ad ostacolare i piani di attacco dell’amministrazione di allora.

Mike McConnell.jpg

Un altro caso di berretti bianchi all’opera riguarda un episodio verificatosi alla Minot Air Force base, dove verremo fatte partire 6 testate nucleari. Dal North Dakota dovevano sorvolare il Pacifico, ma tornarono indietro a metà del volo a causa di un ordine impartito da qualcuno, che non sappiamo chi sia… L’incidente sembra presentare uno svolgimento simile a quello dagli assassini programmati. Secondo Jack Carter (pseudonimo) un aviatore della Minot intervistato nel Novembre 2008, i militari in due basi aeronautiche si comportarono in modo contraddittorio rispetto all’addestramento di sicurezza ricevuto e le procedure che devono essere messe in atto per prevenire proprio una simile evenienza. Jake Simpson è un altro berretto bianco. In un certo senso  qualsiasi rivelatore, in virtù del suo farsi avanti, indipendentemente dal suo passato, diventa un “berretto bianco” per definizione, perché decide di raccontare la verità, per come la conosce. Gran parte della testimonianza di Jake convalida la testimonianza di Henry Deacon, un altro rivelatore intervistato dal Project Camelot, e molti altri, sulle basi sotterranee, il gioco ad alto livello in atto dietro le quinte e i piani di riduzione della popolazione perseguiti dai poteri in essere con qualsiasi mezzo. Se le informazioni che abbiamo raccolto sono vere, molti eventi che avrebbero potuto essere distruttivi quanto la tragedia dell’ 11 Settembre 2001, e magari di più, sono stati sventati da queste persone coraggiose. Se il Project Camelot ha potuto continuare sino ad oggi, in parte è dovuto al fatto che ci considerano un elemento importante dei loro tentativi di disclosure, per far conoscere al pubblico la vera guerra in atto. Alcuni insider, cinclusi Jake Simpson e Henry Deacon, ci hanno riferito che il Project Camelot è seguito con molta attenzione da entrambe le fazioni, e che abbiamo fan appassionati all’interno del contingente dei berretti bianchi di varie agenzie quali la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration, ndr) e la CIA. È in atto una guerra occulta per i cuori e le menti, se non addirittura per l’anima dell’umanità».  

 

L.P.: Credi che Barack Obama faccia parte dei “berretti bianchi”, o è solo un’altra pedina del Nuovo Ordine Mondiale, e quindi non cambierà nulla, come sospettano molti “teorici della cospirazione”?

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K.C.: «È presto per dirlo. Finora si è mosso secondo le loro regole ed è rimasto allineato. Non ho visto nulla che faccia pensare che stia deviando dal programma degli Illuminati. Tuttavia, c’è la possibilità che cambi rotta, opponendosi persino contro i controllori. Se lo facesse, probabilmente pagherebbe questo gesto con la vita e forse è proprio questo il piano».

 

L.P.: Stiamo attraversando una gravissima crisi finanziaria. Avete intervistato alcune persone “in the loop”, come George Green, ex banchiere. Puoi parlarci delle informazioni da voi ottenute su questo argomento?

GreenGeorge.jpg K.C.: «George Green (a sx) è stato nel giro della finanza per un po’ di tempo. Previde la fine del dollaro, l’attuale recessione e i pignoramenti. Nelle interviste che gli abbiamo fatto, sia audio che video, parla di una reale possibilità di quella che chiama una “banking holiday”, in cui dopo un dato weekend di tre giorni, la banca non apre… Dove non ci sarà cibo nei supermercati perché i camion non consegneranno più e verranno lasciate in attesa che tutto riprenda. Secondo Green, dopo un weekend cominceranno a rubare il cibo e dopo di questo, arriveranno persino ad uccidere. In questo scenario il dollaro sarà svalutato, nulla avrà più valore, cadranno i mercati e gli Stati Uniti si rifiuteranno di onorare il loro debito nazionale. Attualmente la Cina sta cercando di sostenere il dollaro con investimenti collaterali tangibili, come l’oro, i metalli, e varie industrie in Asia slegate dal dollaro. I cinesi sono preoccupati perché hanno investito molto nel dollaro. Fondamentalmente, l’economia statunitense è collegata a livello globale. Questo fa parte dello scenario del Nuovo Ordine Mondiale progettato per creare caos, diffondere virus che indeboliscano la popolazione per imporre, in fine, uno stato di polizia che eserciti un controllo ancora più rigido di quello attualmente in vigore. A George Green venne chiesto di costruire un campo di concentramento in Nevada  - ma rifiutò -  e partecipò a riunioni dove queste cose venivano discusse e pianificate».  


L.P.: Che idea ti sei fatta della situazione del nostro pianeta? Mi riferisco all’interferenza ET, all’evoluzione spirituale, ad un possibile “armageddon”, alla speranza di cambiare, se ne abbiamo…

galaxy.jpg

K.C.: «Il nostro pianeta si avvicina velocemente ad un tempo in cui passeremo dalla terza dimensione passeremo in una quarta e poi in una quinta, a dell’evoluzione personale. Un numero sempre maggiore di persone sta cominciando a comprendere che viviamo in un universo multidimensionale. Chi non lo comprende, continuerà a vivere nella terza dimensione. Sulla Terra si manifesteranno dei cambiamenti, ma non penso si tratterà di un vero e proprio cataclisma. Potrebbero crearsi due mondi contemporaneamente. In quello passato nella quinta dimensione, sembrerà di essere andati avanti nel tempo. Alcuni la chiamano “ascensione”, ma è un termine controverso. Nemmeno i nostri rivelatori hanno una prospettiva esatta di ciò che sta accadendo. Non esiste un regolamento scritto. È qualcosa che è in atto e noi ne siamo co-creatori.

Faremo esperienza di ciò che vorremo, a livello animico. I nostri corpi fisici potrebbero opporsi al cambiamento. Alcuni vivranno mutamenti nel corpo, altri lasceranno il corpo per reincarnarsi in un livello superiore. Pochissimi si troveranno su più livelli contemporaneamente. Tutto questo avverrà, a quanto ho capito, tra il 2012 e il 2017. Credo che i Wingmakers, le informazioni di “RA” e di Ash’a’yana Deane (Anne Hayes) siano esposte dettagliatamente nella serie televisiva “Voyager”. Molta conoscenza, a questo riguardo, è nascosta. Mentre evolvi, il tuo DNA cambia. Puoi accedere alla conoscenza indipendentemente da chi ascolti o da cosa leggi. È un’evoluzione spirituale in cui potrai abbracciare il tuo sé superiore. Siamo stati aiutati da diverse razze extraterrestri, ma la responsabilità per il cambiamento è di noi tutti. Il tipo di transizione che vivremo, e il modo in cui la Terra gestirà la transizione, dipenderà da noi. Alcuni di noi, forse tutti, sono dei viaggiatori temporali che hanno il compito di aiutare questo risveglio e credo che io e Bill siamo tra questi».


venerdì 28 agosto 2009

giovedì 20 agosto 2009

L'Aquila e la fontana delle 99 cannelle

Un documentario di Chiara Tarullo sui misteri della celebre fontana delle 99 cannelle, tratto da libro "La Rivelazione dell'Aquila".

L'Aquila: Templari - Basilica di Collemaggio

I misteri di Aquila e Celestino V. Nuove scoperte nel chiostro del XV Sec. nella Basilica di Collemaggio. Si avvalora l'ipotesi che in quei luoghi esistesse un sito dei Templari, da sempre legati alla presenza del papa in Italia e, nel nostro caso, a Celestino V.

lunedì 20 luglio 2009

Tomboy: il blocco note di Linux arriva sugli altri sistemi

tomboy per os x
Mono è un set di strumenti di sviluppo compatibili con .NET che permette di creare applicazioni che girano su Linux, Windows e OS X. Grazie a Mono alcune applicazioni di Linux sono state finalmente rese disponibili per i due maggiori sistemi operativi proprietari, e vi voglio proprio segnalare una di quelle che mi piacciono di più.
Chiunque non abbia una memoria perfetta e utilizzi un sistema Linux con GNOME probabilmente ha avuto ha apprezzato Tomboy. Si tratta di un’applicazione per prendere note con una struttura molto simile allo schema del Wiki, che rende molto facile organizzare le proprie “informazioni”, che siano lista della spesa, la vostra campagna di Dungeons&Dragons o anche una serie di post per il vostro blog. All’inizio dovrete avere una mente un po’ aperta per capire come funziona: Tomboy ha la capacità di creare immediate relazioni tra le varie note.
Iniziate scrivendo una pagina. Mettiamo che vogliate approfondire un concetto, e per farlo è sufficiente selezionare una parola e cliccare sul tasto Link. Questo avrà tre effetti:
  • Sulla pagina principale la parola selezionata diventerà un hyperlink.
  • Si aprirà una pagina intitolata come la parola selezionata, in cui appunto approfondire.
  • Da quel punto in poi, ogni volta che scriverete la parola selezionata essa automaticamente diventerà un hyperlink alla sua pagina.

Questo sistema sarebbe inutile se non ci fosse alcun modo per cercare nelle vostre note. Chiaramente il motore di ricerca c’è, e anche un’apposita finestra per selezionare le pagine separate, che saranno disposte in ordine di accesso più recente. Se poi cliccate sull’icona del programma di Tomboy (che sia in un dock o nel desktop a seconda del sistema operativo), quelle stesse pagine recenti saranno sempre lì ad aspettarvi.

Altre feature comprendono la sincronizzazione, la creazione automatica di link al vostro browser preferito, la modifica di font e dimensioni del testo e gli elenchi non ordinati. E tutto con pochi, facili tasti.
Ovviamente, la versione per GNOME è perfettamente integrata con il desktop, mentre quella per Windows ed OS X non ha ancora lo stesso livello di interdipendenza. Ad esempio, scordatevi di poter trascinare un’email da Apple Mail a Tomboy, o anche solo un’immagine. Al momento vi dovrete accontentare delle ossa di quello che dovrebbe essere il programma definitivo per organizzare la vostra vita, molto amato da chiunque usi GNOME.
Per poter far girare Tomboy (c’è la versione per Windows e quella per OS X) su Mac avrete bisogno di scaricare ed installare anche Mono, che occupa 300 MB. Su Windows invece vi servirà l’installer GTK# SDK (la versione runtime) di Medsphere.
Fonte: Il blog dello sviluppatore www.trackback.it

venerdì 17 luglio 2009

I molti perché di Google Chrome OS

Anno XI n. 3266 di martedì 14 luglio 2009 - PI / News

Si affollano le speculazioni e i chiarimenti. La discussione è sfaccettata: investe Android e Microsoft, Eric Schmidt e Apple

Roma - A distanza di pochi giorni dall'annuncio ufficiale di Mountain View, il chiacchiericcio intorno a Chrome OS non accenna a placarsi. La "bomba mediatica" di Google ha scatenato un susseguirsi di speculazioni, ipotesi, analisi, dichiarazioni e prese di posizione tese a spiegare perché mai una società che fa soldi con l'advertising debba uscirsene con un "nuovo" sistema operativo (che è comunque basato sul "vecchio" e rodatissimo kernel Linux), perché la minaccia diretta a Microsoft in realtà non sembri sussistere e perché la gestione contemporanea di due OS, Chrome da una parte e Android dall'altra, non sia affatto un problema. Tanto per cominciare a seguito della bomba di Google arriva una prima reazione da parte di Microsoft, che per bocca del vice-presidente Walid Abu-Hadba liquida Chrome OS come un tentativo di alzare gli scudi contro i competitor piuttosto che altro. "Molto di quello che Google fa lo fa per difendersi", ha detto Abu-Hadba, che ritiene che in sostanza Chrome OS abbia l'unico obiettivo di tenere Redmond impegnata e fuori dalla ricerca online, un settore sempre più rilevante in casa Microsoft da quando si è deciso di aumentare gli investimenti e gli sforzi nel settore con Bing. Concorrenza? Innovazione? Cloud computing realizzato? Niente di tutto ciò: per Microsoft Chrome OS è un diversivo, uno specchietto per le allodole e un tentativo del Googleplex di mantenere il dominio sul search e l'advertising. Ma stando a quanto dichiarato dalla coppia Schmidt-Page (versione temporaneamente ridotta del triumvirato del G-comando Page-Brin-Schmidt) in una lunga conferenza stampa, la volontà di lanciare prima un browser tutto proprio e poi un sistema operativo circola ai piani alti di Google da anni, e sarebbe stato proprio il CEO Eric Schmidt a rimandare l'iniziativa vista la sua precedente esperienza negli anni burrascosi della bolla speculativa della new economy. Altro che specchietto per le allodole o diversivo, quelli di Google pensavano a Chrome prima ancora che qualcuno inventasse termini oggi iper-abusati come web 2-3.0, social networking e cloud computing. A quanto pare Schmidt ha infine cambiato idea quando ha visto all'opera una demo di Chrome (il browser) realizzata da alcuni sviluppatori di Firefox, e a quel punto l'idea dell'anti-sistema operativo di Page, un OS che si limita a starsene dietro le quinte invece di prendersi tutta la scena sarebbe debordata. Schmidt e Page colgono poi l'occasione per dire che, al contrario di quanto comunicato in questi giorni dall'intero web, siti di news istituzionali e blog personali, Chrome OS non è un attacco frontale a Microsoft Windows essendo il nuovo sistema destinato a espandere il mercato dei netbook piuttosto che a fagocitare lo share di Redmond sui suddetti. "Microsoft è benvenuta nel convertire Internet Explorer sul nostro sistema operativa", dice Schmidt, sostenendo che anche se la cosa è improbabile Google non potrebbe comunque impedirlo visto che Chrome OS sarà open source. Il web e la stampa non avrebbero saputo interpretare Chrome, la sua natura di "alternativa" snella e veloce ai sistemi operativi monolitici che va a integrare un tipo di esperienza completamente diversa piuttosto che a sostituirla del tutto. Non avrebbero riconosciuto i presupposti da cui nasce Chrome OS e non avrebbero compreso dove Google voglia andare a parare quando parla di un sistema ideale per chi passa una parte non trascurabile del proprio tempo online. Il cloud computing di Chrome OS, da quelle poche informazioni finora fornite in via ufficiale da Mountain View, sarebbe dipendenza totale dal network telematico e dai server di Google, la leggerezza del sistema starebbe nel suo essere una filigrana sottile tra i netizen e Internet, dove dovrebbero risiedere tutti i dati degli utenti, le applicazioni e i servizi a cui si ha accesso. Google non farà soldi vendendo Chrome OS. Come è sempre stato e probabilmente sempre sarà, l'unica vera fonte di ricavi per Google è l'advertising: più tempo si passa online più Google guadagna denaro. In questo senso mettere a disposizione un browser multi-processo sotto le mentite spoglie di un OS rappresenta la strada più sicura per far schizzare in alto la suddetta permanenza online. Quanto alla presunta sovrapposizione tra Chrome OS e Android, inoltre, secondo l'ex-dipendente Google Kevin Fox il problema nemmeno si porrebbe perché entrambi i sistemi hanno la loro specifica destinazione di utilizzo nonostante il "form factor" dei dispositivi interessati possa risultare compatibile o persino coincidente. Chi invece sembrerebbe avere dei problemi, più seri rispetto al passato, è il succitato Erich Schmidt, la cui doppia poltrona nei consigli di amministrazione di Google e Apple scotta dal momento che con Chrome OS Mountain View entra nell'ennesimo settore (dopo gli smartphone evoluti e i browser) in cui si troverà a dover concorrere con Cupertino. "Per ora non ci sono problemi", dice Schmidt, confermando che il suo ruolo nella board Apple sarà comunque oggetto di discussione entro breve. Se Schmidt dovesse rassegnare le proprie dimissioni dalla board, infine, le speculazioni rampanti sullo spionaggio industriale ai massimi livelli cesserebbero di esistere. Alfonso Maruccia

mercoledì 8 luglio 2009

Google annuncia: faremo un sistema operativo

googledi Fabrizio Frattini | 8-07-2009

Google lancia la sfida finale a Microsoft e annuncia: "faremo un sistema operativo open source". L'obbiettivo è mantenere il controllo del Web del domani e offrire una soluzione per desktop, laptop ma soprattutto netbook. Ecco perchè l'assalto della Grande G tocca anche Apple.

Dopo i brower e i cellulari, anche un sistema operativo per computer La sfida di Google al mondo del'IT per imporsi come un protagonista viene portata al prossimo e, definitivo, livello. L'annuncio di una iniziativa che condurrà "Big G" a creare un Os è stata data questa notte, con una nota nel blog ufficiale dell'azienda.
Da quanto si apprende dalle prime e scarne notizie, il sistema operativo, ovviamente open source e basato su Linux, ha come obbiettivo primario quello di creare un ambiente che favorirà l'uso di Internet e di tutte le Web Applications, che restano il nucleo degli interessi commerciali di Google. "Si tratterà di un OS leggero - dice Google - e agile, disegnato per partire in secondi e con una interfaccia non intrusiva. La maggior parte dell'azione si svolgerà su Web". L'idea di un Os Google finalizzato all'esperienza Internet in tutte le sue componenti, e specialmente nell'utilizzo dei servizi Internet, era in circolazione da molto tempo e anche se la società americana aveva sempre minimizzato o sviato i discorsi in proposito questo sarebbe stato il prossimo passo.
Nel mirino di Google c'è prevalentemente Microsoft; si tratta di un risposta alla sfida porta da Redmond che , come la gran parte del mondo della tecnologia, è convinta che Internet sia la piattaforma intorno a cui girerà l'informatica del domani e in conseguenza di questo ha deciso di non lasciare a Google il controllo degli utenti e dei servizi sulla rete, uno sforzo che aveva condotto Microsoft a cercare di acquistare anche Yahoo, l'unico vero e grande concorrente di Google su Internet. Google creando un sistema operativo incrocia definitivamente le sue armi con quelle della rivale puntando alla vera cassaforte degli assetti di Microsoft: il suo OS.
Google Os, che girerà su processori Intel e ARM, non è un un diretto concorrente di Mac Os; non sarà possibile infatti, salvo hack illegali, installarlo sui Mac, ma un progetto di questa portata condotto da una realtà di assoluto primo piano per l'IT non può risultare indifferente a Cupertino anche perché Google punta (debutto seconda metà 2010) in primo luogo al mondo della mobilità ovvero a quelli che oggi sono i Netbook e che domani potrebbero essere tutti i dispositivi per Internet e lo sfruttamento dei servizi in rete. Un settore dove Apple, al di là dei proclami anti-minilaptop, è destinata a sbarcare con un hardware che assomiglia molto a quello che ha in mente Google. www.macitynet.it

martedì 30 giugno 2009

La Comunicazione Digitale

Nell’ambito di un corso di formazione (qui la lezione introduttiva) su nuove forme di apprendimento basate sulle tecnologie digitali (leggi Google Apps Education) una delle difficoltà maggiori si sta rivelando essere non tanto la spiegazione tecnica di come eseguire determinati task, quanto l’insegnamento di un approccio diverso alla didattica, che, proprio a partire dalla logica della rete, dovrebbe/potrebbe essere tradotta nella scuola in un modello di apprendimento collaborativo e partecipato.

Tralasciando tutte le considerazioni di carattere teorico (che probabilmente potrò elaborare a fine corso) e vista l’affinità degli argomenti che sto insegnando con i temi quotidiani di Googlisti, in questo periodo mi appunterò qui alcuni spunti per le mie lezioni: stavolta partiamo da questo post sui documenti di Google.

Ci sono molti servizi sul web per la collaborazione online, ma non c’è dubbio che Google Docs è rapidamente diventato uno dei più popolari, soprattutto perchè è completamente gratuito (anche nella versione Apps Education), è web based, funziona con qualsiasi browser (anche mobile), è multilingua, consente la collaborazione in tempo reale ed è davvero semplice da utilizzare. Ma ciò non significa che manchi di alcune funzionalità.

Chat in Presentation

Chat in Presentation

1. Chattare in Google Docs Comunicare in tempo reale e con una maggiore efficienza non significa limitarsi a scrivere note su pagine condivise: Google Documenti ha un client di chat integrato per la comunicazione dei collaboratori in tempo reale (ma solo nei Fogli di Calcolo e in Presentation quando selezioniamo “Avvia Presentazione“). Una delle migliori funzioni del client di chat è la capacità di mostrare online un’anteprima di foto da Picasa o Flickr e video da Google Video e YouTube.

2. Organizzare facilmente i documenti Documenti e Fogli di Calcolo hanno un’interfaccia abbastanza chiara, ma ogni volta che si lavora con più persone è sempre preferibile organizzarsi al meglio: uno dei metodi più efficaci è l’uso di colori e commenti. In un foglio di lavoro i colori possono essere impostati per seguire alcune regole (ad esempio ogni cella con il mio nome sarà gialla), e si possono inserire commenti facendo clic col tasto destro su qualsiasi cella per aggiungere un messaggio senza occupare spazio. In generale nei Documenti è possibile gestire le cartelle tramite i colori, in maniera simile alle etichette di Gmail.

3. Condividere con altri Google Docs basa il suo successo proprio sulla condivisione: la chiave, tuttavia, è sapere esattamente come si può condividere. A discrezione del proprietario di un documento, i collaboratori possono essere invitati a modificare o semplicemente visualizzare un file condiviso. Per impostazione predefinita tutti gli utenti che possono modificare il documento hanno la capacità di condividere il documento con altri, e se veramente si desidera abbattere tutti i limiti di condivisone, è possibile abilitare un accesso universale per la visualizzazione o la modifica attraverso uuna vera e propria pubblicazione online. Unico avvertimento: c’è un limite di 10 persone per il controllo simultaneo di editing di documenti e presentazioni (per i fogli di lavoro, il limite è 50).

storico revisioni

storico revisioni

4. Tornare indietro nel tempo: le revisioni Probabilmente sapete già che Google Docs salva automatico tutto quello che fate, ma forse non siete a conoscenza che è possibile manipolare le revisioni precedenti al fine di vedere esattamente quello che è cambiato. Tutti i Google Documenti hanno uno strocio delle revisioni in modo da poter monitorare i cambiamenti e, volendo, tornare indietro in qualsiasi momento. Nello storico di revisioni, è anche possibile guardare le due versioni fianco a fianco per vedere i cambiamenti codificatoi con coori differenti.

disegni

disegni

5. Disegnare Recentemente Google ha aggiunto una funzione di disegno collaborativo ai Documenti. Questo apre tutta una nuova gamma di opzioni di condivisione, i quanto anche diagrammi e grafici possono essere costruiti e condivisi con facilità. Le opzioni di disegno sono, ovviamente, limitate, ma c’è una scelta sufficiente di forme, linee, frecce, o caselle di testo, ed è possibile ruotare, colorare e scegliere il livello degli oggetti.

6. Tutto il resto Ci sono poi una serie di altre funzioni che si possono trovare utili o meno.

Google da’ la possibilità di modificare l’html o il css dei documenti.

In un foglio di calcolo, è possibile fare riferimento da un foglio all’altro, consentendo agli utenti di rimanere sul proprio foglio, mentre contemporaneamente ne aggiornano altri. Si può anche fare in modo da avere celle che contengano dati raccolti “live” da internet, e molto altro ancora.

Google Docs è ancora (e chissà per quanto) in Beta e cambia frequentemente, dunque possiamo aspettarci funzioni aggiuntivi e risoluzione di problemi ad interim.

Per restare aggiornati: un blog e tanti tutorial.

Fonte: www.googlisti.com/2009/04/16/a-scuola-con-google-apps.html Teaching the collaboration in the digital era through many applications of the web 2.0 and Google Apps in the classroom.

mercoledì 3 giugno 2009

REBUS - MISTERO GENESI 1A PUNTATA - 1/5

"IL MISTERO DELLA GENESI, dove nascono gli Dei?" lunedì 18 MAGGIO 2009 ALLE 20.45 E ALLE 22.00 CIRCA Odeon e Odeon24 (SKY827) REBUS 2009, LA NUOVA SERIE Rebus si addentra nel Mistero della Genesi, alla ricerca dei segreti sulla nascita degli Dei. Inizia, con questa puntata, un viaggio che, a ritroso nei millenni, punta ad esplorare le grandi civiltà del passato per capire quale possa essere lorigine dellumanità stessa. Un viaggio attraverso miti e leggende che, dopo un attento studio, si sono rivelati fatti concreti e cronache della notte dei tempi. Quali verità sconvolgenti dobbiamo ancora apprendere sullorigine dellUmanità? E possibile che attraverso lo studio dei Sumeri si possa ricavare che i loro Dei altri non erano che esponenti di una razza extraterrestre? Chi o cosa dominava la terra prima del diluvio universale? In questa prima puntata del ciclo il Mistero della Genesi: dai Sumeri agli Egizi, le teorie di Zacharia Sitchin e lenigma della Grande Piramide. http://www.youtube.com/watch?v=h0n02Vwn8CA

venerdì 29 maggio 2009

REBUS - prosegue il ciclo IL MISTERO DELLA GENESI: la Civiltà ellenica, il mito oltre il mito

Nelle prime due puntate del ciclo "IL MISTERO DELLA GENESI: DOBE NASCONO GLI DEI?", REBUS ha ripercorso le tappe storiche che partono dai Sumeri e arrivano alle coste della Grecia attraverso l'Egitto. Un percorso che è servito a capire come il bagaglio di conoscenze e tecnlogie sia comune a tutte queste antiche civiltà. Non solo: è ipotizzabile che anche i Sumeri abbiano, in realtà, attinto la loro tradizione e mitologia da civiltà antidiluviane.
L'ipotesi di una civiltà altlantidea reata affascinante ma, per ora, priva di riscontri scientifici e archeologici oggettivi. Ma siamo arrivati ad accettare che il disastro che la Bibbia chiama "diluvio universare" è realmente occorso. Un potentissimo cataclisma che, poer certi versi, coincise con una sorta di azzeramento dell'Umanità.
Su ciò che è stato nelle diramazioni più recondite del tempo si possono fare solo ragionamenti. E ipotesi. Su percorso storico e geografico che quelle diramazioni hanno compiuto, invece, si può svolgere un'indagine compiuta.
Dopo quella di sumeri, egizi e cicladici ora è arrivato il momento di analizzare la mitologia greca. E per farlo siamo andati ad Atene.
lunedì 1° GIUGNO 2009
ALLE 20.45
Odeon e Odeon24 (SKY827)
REBUS 2009, LA NUOVA SERIE
"IL MISTERO DELLA GENESI, dove nascono gli Dei?"
3a PUNTATA
Cultura ellenica: il mito oltre il mito.
Rebus, questioni di conoscenza è una trasmissione curata e condotta da Maurizio Decollanz, in onda ogni lunedì su Odeon e OdeonSAT (SKY827) alle 20.45 e, in replica successiva, alle 22.00. rebustv.blogspot.com

Salesforce rinforza la partnership con Google

«Salesforce.com, l'azienda di cloud computing a livello enterprise, ha annunciato oggi la disponibilità di una nuova versione di Force.com for Google App Engine, un set di strumenti e servizi dedicati agli sviluppatori in grado di unire le due principali piattaforme di cloud computing per lo sviluppo applicativo disponibili sul mercato». Il connubio tra Google e Salesforce, dunque, compie un passo avanti offrendo nuove opportunità agli sviluppatori.

Spiega Marc Benioff, Chairman e CEO di salesforce.com, nel comunicato ufficiale diramato: «Gli sviluppatori possono trarre vantaggio da entrambe le infrastrutture di cloud computing di Google e salesforce.com per costruire e avviare le proprie applicazioni [...] Grazie alla collaborazione con Google, gli sviluppatori hanno a disposizione le innovative funzionalità di cloud computing disponibilii con Force.com e AppEngine, ciò si traduce nell'opportunità di realizzare applicazioni migliori per i propri clienti». Al tempo stesso plaude all'iniziativa anche Scott McMullan, Google Apps Partner Lead per Google Enterprise: «Siamo entusiasti di come l'anteprima di AppEngine for Java sia stata accolta dalla community di sviluppatori. Il connubio tra Force.com e le migliorie apportate ad App Engine accresceranno ulteriormente la possibilità per gli sviluppatori di tutti il mondo di creare nuove applicazioni direttamente nella nuvola».

La collaborazione tra le parti è iniziata nel 2004 con Google.org, è proseguita nel 2005 con Google Maps, giungendo poi a Google AdWords, OpenSocial e nel 2008 a Salesforce per Google Apps. Una Developer Conference è prevista nelle prossime ore al Moscone Center di San Francisco per illustrare le qualità della nuova integrazione tra Force.com e Google App, così da introdurre gli sviluppatori alle nuove opportunità che scaturiranno dall'annuncio odierno. Un video illustrativo è stato nel frattempo portato online sul sito Salesforce.

Salesforce annovera tra i propri partner nomi quali Prestitempo, Electronic Arts, Allianz, Toyota, Dell ed altri ancora. Il pedigree Google non necessita di ulteriori spiegazioni. In comune i due gruppi hanno una forte propensione verso il mondo business: Salesforce per vocazione, Google per necessità di mercato. L'offerta Google App è il punto di incontro, la "nuvola" è la nuova dimensione da affrontare e l'ambito business potrebbe essere quello maggiormente sensibile alle qualità della nuova offerta sia per quanto inerente i costi, sia per quanto inerente le opportunità emergenti.

webnews.it

lunedì 25 maggio 2009

REBUS: IL MISTERO DELLA GENESI, DOVE NASCONO GLI DEI? - 2a puntata

lunedì 25 MAGGIO 2009
ALLE 20.45 E ALLE 22.00 CIRCA
Odeon e Odeon24 (SKY827)
REBUS 2009, LA NUOVA SERIE
"IL MISTERO DELLA GENESI, dove nascono gli Dei?" - SECONDA PUNTATA
Rebus si addentra nel Mistero della Genesi, alla ricerca dei segreti sulla nascita degli Dei. Prosegue il viaggio che, a ritroso nei millenni, punta ad esplorare le grandi civiltà del passato per capire quale possa essere l’origine dell’Umanità. Un viaggio attraverso miti e leggende che, dopo un attento studio, si sono rivelati fatti concreti e cronache della notte dei tempi. Quali verità sconvolgenti dobbiamo ancora apprendere sull’origine dell’Umanità? E’ possibile che attraverso lo studio dei Sumeri, degli Egizi e dei Greci si possa ricavare che i loro Dei altri non erano che esponenti di una razza superiore? Chi o cosa dominava la Terra prima del diluvio universale?
In questa seconda puntata del ciclo “Il Mistero della Genesi”: dagli Egizi alla civiltà cicladica, dal culto di Iside alle analogie sulla Genesi tra antichi e distanti popoloi.
Ospiti in studio:
Devana, studiosa di misteri delle antiche civiltà, autirice del libro “Il ponte tra i Mondi, la via degli immortali”
Giovanni Francesco Carpeoro, direttore di HERA;
Daniela Bortoluzzi, ricercatrice indipendente e autrice del libro “Alla ricerca dei libri di Thot”
Rebus, questioni di conoscenza” è una trasmissione curata e condotta da Maurizio Decollanz, in onda ogni lunedì su Odeon e OdeonSAT (SKY827) alle 20.45 e, in replica successiva, alle 22.00. rebustv.blogspot.com

sabato 16 maggio 2009

Rebus, il Mistero della Genesi

lunedì 18 MAGGIO 2009 ALLE 20.45 E ALLE 22.00 CIRCA Odeon e Odeon24 (SKY827) REBUS 2009, LA NUOVA SERIE
"IL MISTERO DELLA GENESI, dove nascono gli Dei?"
Rebus si addentra nel Mistero della Genesi, alla ricerca dei segreti sulla nascita degli Dei. Inizia, con questa puntata, un viaggio che, a ritroso nei millenni, punta ad esplorare le grandi civiltà del passato per capire quale possa essere l’origine dell’umanità stessa. Un viaggio attraverso miti e leggende che, dopo un attento studio, si sono rivelati fatti concreti e cronache della notte dei tempi. Quali verità sconvolgenti dobbiamo ancora apprendere sull’origine dell’Umanità? E’ possibile che attraverso lo studio dei Sumeri si possa ricavare che i loro Dei altri non erano che esponenti di una razza extraterrestre? Chi o cosa dominava la terra prima del diluvio universale? In questa prima puntata del ciclo “il Mistero della Genesi”: dai Sumeri agli Egizi, le teorie di Zacharia Sitchin e l’enigma della Grande Piramide.
Ospiti in studio: Devana, studiosa di misteri delle antiche civiltà, autirice del libro “Il ponte tra i Mondi, la via degli immortali” Flavio Barbiero, ingegnere, già ammiraglio della Marina e autore del libro “La Bibbia senza segreti” Daniela Bortoluzzi, ricercatrice indipendente e autrice del libro “Alla ricerca dei libri di Thot” Rebus, questioni di conoscenza” è una trasmissione curata e condotta da Maurizio Decollanz, in onda ogni lunedì su Odeon e OdeonSAT (SKY827) alle 20.45 e, in replica successiva, alle 22.00. rebustv.blogspot.com

mercoledì 13 maggio 2009

Angeli e Demoni - Nuovo Trailer ad alta qualità

Dopo lo straordinario successo de "Il Codice Da Vinci", Tom Hanks torna nel ruolo di Robert Langdon. Il simbologista di Harvard si trova sulle tracce della leggendaria setta segreta degli Illuminati, dedita a difendere gli interessi della scienza contro loscurantismo della Chiesa. Basato sullomonimo bestseller di Dan Brown. Dal 13 maggio 2009 al cinema.

giovedì 30 aprile 2009

giovedì 26 marzo 2009

HIDRA2009 FANTASIA DELL'UNIVERSO

Le immense meraviglie dell'universo, che mi ha da sempre affascinato, con un pizzico di fantasia!!! by HIDRA2009

sabato 14 marzo 2009

REBUS SEQUEL - La Storia delle Storie

Esistono analogia tra la leggenda di Horus e la storia di Gesù narrata dai Vangeli? Cosa devono suggerirci. I rotoli del mar morto e gli ultimi ritrovamenti che arricchiscono le testimonianze sulla vita del Cristo potrebbero cambiare anche la Storia dell’Umanità? Le tante analogie che esistono tra religioni passate e presenti devono portarci a pensare che esiste un comun denominatore? Quale? Le risposte in questa puntata di Rebus.

in studio:
CLAUDIO BONVECCHIO, doc. Filosofia delle scienze sociali all’Universita dell’Insubria, simbolista
GIANFRANCO PECORARO, direttore di HERA, esoterista
VITTORIO DI CESARE, docente in Intelligence

REBUS SEQUEL, andato in onda su Odeon e Odeon24 (SKY827) lunedì 23 febbraio alle 21.40.

SEGUE su VideoGoogle:

REBUS SEQUEL Horus-Cristo
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REBUS SEQUEL Rennes Le Chateau
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REBUS SEQUEL Iside-Madonna
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REBUS SEQUEL Graal-Maddalena
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domenica 1 febbraio 2009

Il 2009 sarà l'anno di Gdrive

Nuove voci e speculazioni tornano a portare sotto i riflettori un possibile servizio di archiviazione remota erogato da Google. Tutti pronti a buttare nel cestino il vecchio disco fisso?

Della possibilità che Google decida di offrire (prima o poi) uno spazio di archiviazione on-line tanto capiente da poter soppiantare il disco fisso locale si mormora ormai da almeno un lustro.

Il servizio/idea è noto agli osservatori della rete come Google Drive, abbreviato spesso con un ipotetico Gdrive che fa chiaramente il verso alle mailbox firmate Gmail. Quali siano le vere intenzioni Google al riguardo è comunque ancora tutto da capire, e, per il momento, Gdrive rimane una bella idea non supportata da alcuna dichiarazione ufficiale.

Ciò nonostatne, negli ultimi giorni sono spuntati in rete una serie di indizi piuttosto interessanti, sapientemente riportati in un articolo particolarmente "fantascientifico" apparso su TG Daily.

Innanzitutto, si segnala l'indirizzo www10.google.com, che consente di accedere ad un non meglio specificato servizio WWW10 ma identificato in passato da Google Apps appunto come Gdrive.

L'autore nota anche che vi sono tracce di Gdrive anche nei record DNS associati a Google: webdrive-client.l.google.com ed un inequivocabile googlewebdrive.com (che, comunque, potrebbe essere stato registrato preventivamente solo per evitare la creazione di siti-trappola gestiti da terzi).

Ma c'è di più: un utente ha riportato su MacRumors uno screenshot, acquisito da Picasa per Mac, che mostra chiaramente una voce di menu dedicata ad un fantomatico Google Web Drive

Google.gif

Secondo TG Daily, tutti questi indizi portano alcune non meglio specificate "fonti" a non avere dubbi circa la concretezza di Gdrive: il prodotto arriverà entro l'anno corrente.

Cosa aspettarsi

L'idea di un servizio di storage remoto non è niente di innovativo: Microsoft con il suo SkyDrive, Apple con MobileMe, RapidShare ed i suoi tanti emuli, offrono qualcosa del genere ormai da molto tempo, per non parlare di strumenti non-ufficiali come Gmail Drive, grazie ai quali è possibile sfruttare lo spazio offerto da Gmail a mo' di disco remoto.

Ad ogni modo, chiunque abbia provato ad utilizzare un web-drive come quelli elencati ben sa che che vi sono ancora ampi margini di miglioramento. Tutti i servizi attualmente attivi sono infatti vessati da pesanti limiti quali la dimensione dei singoli file (difficilmente si supera i 250 MB) o inerenti lo spazio totale, solitamente inferiore ai 5-10 GB per utente.

La speranza dei sognatori è che Gdrive possa ripetere il piccolo miracolo compiuto da Gmail prima di lui, offrendo spazio gratuito nell'ordine delle centinaia di gigabyte per singolo utente e senza vincoli significativi circa la dimensione di quanto caricato.

Certo, anche se Google decidesse di procedere (eventualità tutt'altro che certa) ci si potrebbe scontrare concretamente con problemi di diverso tipo.

Da un lato, vi sono sicuramente complicazioni dal punto di vista tecnologico ad offire ad ogni utente registrato, centinaia di gigabyte di spazio: sebbene sia indubbio che le risorse a disposizione di Google siano significative, la sostenibilità del servizio (sia in termini di archiviazione, sia di banda) sarebbe ancora tutta da discutere, anche per un gigante di questo calibro.

In seconda battuta, vi sono le delicate questioni relative alla privacy: gli utenti sarebbero davvero disposti a consegnare la maggior parte dei propri dati nelle mani di Google? Personalmente, avrei qualche remora al riguardo, sopratutto ricordando che l'unico modo di rendere profittevole un servizio di questa portata ed erogato gratuitamente all'utente finale sarebbe quello di condire il tutto da abbondanti dosi di pubblicità contestuale: e quale modo migliore di estrapolare il giusto contesto se non analizzare meticolosamente tutte le informazioni archiviate?

Fonte:
www.megalab.it